giovedì, dicembre 29, 2011

La pace nel mondo, sìsì, tutti i bambini rispondevano così. Forse ce lo ripetevano a scuola, che dovevamo volere la pace nel mondo, non so perché lo dicessimo sempre, fatto sta che era un grande classico e tutte le volte che sentivo un bambino che lo diceva (i migliori erano quelli intervistati per la strada), dentro di me pensavo: FALSO! Menti sapendo di mentire, manco sai cos'è la pace del mondo e in verità sappiamo tutti e due che tu vuoi Mazinga Z.

(questo pezzo lo dovevo lasciare ai posteri e quindi l'ho incollato qui, N.d.R)
Una storia – qualunque storia – non può che iniziare omericamente “nel mezzo del cose”, perché ogni storia ha un prima e un dopo.

Mafe De Baggis

mercoledì, dicembre 21, 2011

Provava a digitare il numero nella sua memoria. No, non lo ricordava più. Lo aveva dimenticato. Non si può trattenere tutto. Siamo vasi che tracimano e perdono per strada gran parte del loro contenuto, anche ciò che vogliamo più accoratamente trattenere, lasciando una scia, simile a quella di aerei in alto nel cielo, che segui con un dito, senza riuscire a cancellarla. Se ne va così, inesorabile, la memoria di ciò che pensavamo irrinunciabile sino a quel momento e la dimenticanza si trasforma in oppio per i ricordi.

Sabina

lunedì, dicembre 19, 2011

Era un posto di un’altra epoca, anche se non avrei saputo e potuto dire quale: forse, se avessi conosciuto il Neolitico, avrei avuto un metro di paragone – e solo chi conosce la Sardegna centrale, quella che i turisti sfiorano per sbaglio, quella del silenzio assoluto e delle spine del fico d’india, sa morisca, che si staccano dalla pianta colpite dal vento per ridurti a un San Sebastiano venuto dal Continente, solo chi conosce quella Sardegna sa cosa voglio dire.

Sir Squonk

venerdì, dicembre 16, 2011

Nasco nel millennio scorso a Cremona. Bambino dentro, fuori quasi anziano, come passatempo scrivo banalità.
Dicono di me:
“Alla tua età ancora fai ‘ste cose?” (i colleghi).
“Chi? Mai sentito nominare.” (la moglie).
“Bravissima persona!!!” (il figlio, dietro compenso).

MaiMaturo

giovedì, dicembre 15, 2011

c’è quell’andirivieni che ti fa pensare a un posto vivo (soprattutto se arrivi da Trento).

Montag a Singapore

mercoledì, dicembre 14, 2011

We gossiped, because gossip helps us understand how others behave

trad: Facciamo gossip, perché il gossip ci aiuta a capire come si comportano gli altri.

(tratto da qui)

martedì, dicembre 13, 2011

– Comunque tutto bene, dice che è completamente integra e che anche la bici si è rovinata pochissimo.
– Completamente integra.
– Un graffietto sulla mano.
– Ma un grosso colpo alla testa.
– Sì. Le ho detto "Biba quanto tempo che non ti vedo, pensavo che eri impegnata col babysitting".
– Il babysitting.
– E lei tutta allegra "son stata in coma"!
– E tu?
– E io: "ti vedo molto riposata".

mirumir

sabato, dicembre 10, 2011

oggi il cielo è color "non te lo aspettavi, eh!"


Laura availableinblue

giovedì, dicembre 08, 2011

una volta che twitter sarà obsoleto, il prossimo social network sarà che tutta questa gente verrà a citofonarci a casa? oh, io vi avverto, non apro mai chè ho sempre paura dell'ufficiale giudiziario.

pupa

martedì, dicembre 06, 2011

Naruto e il jinchuuriki del 6 code si erano gia incontrati in un filler…sicuramente nell’anime “modificheranno” il loro incontro. Se i jinchuuriki hanno sfoderato le “code” significa che Tobi gli ha restituito i bijuu…cosa un po strana visto che ci voleva mezza akatsuki per sigillarli nel demone eretico (ha fatto tutto da solo?)! Certo che ora Tobi è un Pain moltiplicato per 100….la forza di un esercito

da un commento su comics blog.

domenica, dicembre 04, 2011

   "Che peccato che i morti perdano l'odore," dico a Violeta. "La cosa peggiore della morte è che cancella gli odori. Ricordo Roberto. Non è successo anche a te? Non ti avviliva l'idea di non potere mai più sentire l'odore delle persone care?"
   "L'odore di Cayetana non mi ha mai abbandonato, saprei riconoscerlo tra mille per la strada: era un profumo intenso di tabacco, erba e rose."

Marcela Serrano, Antigua, vita mia (traduzione di Simona Geroldi)

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Ho cercato di riempire i polmoni del suo odore per imprimerlo nella mente,
ho inspirato il suo respiro fino all'ultimo per poterlo annusare nei giorni che verranno,
ma ora, con dolore, mi accorgo che un odore non si può ricordare, un odore lo devi prima risentire e poi lo puoi ricordare.
Odore di lettone la domenica mattina, odore di stanchezza la sera davanti alla tv, odore di montagna nelle scampagnate di famiglia, odore di onde nel mare in tempesta, odore di litigate e di perdono, odore di tenerezza, odore di ospedale.
Odore di te che non sentirò più.

wild

venerdì, dicembre 02, 2011

Chiuse gli occhi. In quel momento Dio s'impiccò, e il libeccio cominciò a farne ondeggiare il corpo.

Ivano Porpora

giovedì, dicembre 01, 2011

Mio nome è Marilia Bubic.
Io ha cielo in stanza.
Esso è sempre nuvolo.

mercoledì, novembre 23, 2011

Ecco, stare nella nebbia è un po’ come stare in una vignetta. Ci son dei bordi che limitano il visibile e noi ci immaginiamo che ci sia qualcosa anche al di là, ma il disegnatore, in realtà, non l’ha mica disegnato.

Alessandro Bonino

venerdì, novembre 18, 2011

A un certo punto, sarà stata mezzanotte o al massimo mezzanotte e un quarto, qualcuno ha chiesto l’ora ed era l’una e mezza.

chiaratiz

domenica, novembre 13, 2011

Dopo tanti anni continua a dire che l'Italia è il paese che ama e sempre ha amato. Però, come al solito, dimentica di lasciarle i soldi sul comodino.

Isola Virtuale

giovedì, novembre 10, 2011

Quando facevamo casino in classe, alle elementari, il maestro a volte rimproverando sbottava: "siamo in un'aula, non siamo al mercato". Adesso l'unica preoccupazione dell'aula, rumorosa, è "rassicurare i mercati". Ho la sensazione che qualcosa non sia andato come doveva andare.

Carlo Molinaro (su facebook)

domenica, novembre 06, 2011

Location: vasca da bagno durante la toilette della principessa [età: quasi 4 anni].

“Chiara, son proprio contenta, stai imparando a scrivere benissimo!”

“Grazie mamma, un giorno capirai anche i miei disegni, sai, ho lo stile di Kandinsky.”

da Chiara's Thoughts

sabato, novembre 05, 2011

Non sono pronta a vederti così grande
A vederti guardare le ragazze,
A osservarti mentre ti spuntano i primi brufoli da adolescente,
A non dormire tranquilla perché sei a una festa da un’amica.

È passato troppo poco tempo e troppo in fretta
e ora che mi volto a guardarti, sei un giovane uomo.

Com’è stato possibile?

Non ho avuto abbastanza tempo per leggerti le favole la sera,
per insegnarti a tagliarti le unghie,
per ridere a crepapelle facendoti il solletico,
per giocare insieme con i Lego.

Non ho fatto in tempo a fare tutto,
il tempo come sabbia, mi è scivolato tra le dita.

So che il tuo tempo e il mio non si possono fermare,
il loro incedere è deciso, inesorabile, a volte crudele.

A volte però vedo con chiarezza che tu,
come me,
questa corsa la vorresti sospendere,
per essere piccoli insieme ancora un po’.

Sappi che a me piace molto.
:)

gattusa

venerdì, novembre 04, 2011

E quindi oggi, anche senza sapere se sia viva o morta, volevo dirglielo, dopo tanti anni passati a non dimenticarmi: la ringrazio di tutto, professoressa.

da Invisibile, dello Scorfano

martedì, novembre 01, 2011

Sarà possibile, secondo te, reincarnarsi al passato? O funziona solo al futuro?

(da Cantare, di Sabina)

sabato, ottobre 29, 2011

Per quanto si creda di esserne consapevole, per lo più non si coglie appieno la fortuna che si ha fino a che non si smette di averla.

viridian

giovedì, ottobre 27, 2011

E anche i ricordi imballati in scatoloni, ce li barattiamo al mercatino dell’usato… un pezzo di noi finirà in una casa, un altro brandello in un’altra. Una scapola come portacenere, un piede come fermacarte, un occhio come palla pazza, la milza come antistress…

da Cemetery di issohardtosee

lunedì, ottobre 24, 2011

il gioco è di guardarle in faccia e sentirle addosso, tutte le mattine del mondo.

Sphera

mercoledì, ottobre 19, 2011

*: mi piacerebbe una volta poter stare un po' in silenzio con te
#: sono bravissimo. so stare in silenzio in 27 lingue diverse

Can't stand it all

martedì, ottobre 18, 2011

[chiedere il ripristino della legge Reale è...]

Un po’ come chiedere di dichiarare lo stato di calamità naturale perché ci si è intasato il cesso.

chamberlain

lunedì, ottobre 17, 2011

una simulazione di cimitero per anime smarrite.

saramon

giovedì, ottobre 13, 2011

Da cal dè, corp ed 'na lòuna,
c'a' i ho avù la sorta e la furtòuna
d'incuntrèret, et 'n'al cherdrè,
quand a'n't' vèdd me a sòun disprè:
quand a't' vèdd e a't' sòun darèint
tùtti agli òri em sèmbren mumèint.

Ma an sèmm mai da per nuèter:
tùtt 'st'andèr avanti e indré,
'ste balèr ed quèst e ed stèter,
e sburlòun, e pistèr 'd pé...
pròia mai catèr al drìtt
ed dir quell ch'an t'ho mai dìtt?

Ch'a se squàia i me magòun,
che t'me fàtt dvintèr più bòun,
e che insòma, dio scalabrèin,
me a te at vòi propri bèin?

An dìrem gninta, lasa stèr:
vagabònd seinsa sustansa
a'n'ho mai avù speransa
te m'la fàggh anch sol nasèr.

Da quel dì, corpo di una luna, / che ho avuto la sorte e la fortuna / d'incontrarti, non lo crederai, / ma quando non ti vedo sono disperato: / quando ti vedo e ti sono vicino / tutte le ore mi sembrano istanti. // Ma non siamo mai soli: / tutto questo andare avanti e indietro, / questo ballare di questi e di quest'altro, / e spintoni e pestar di piedi... / potrò mai trovare il destro / di dirti ciò che non t'ho mai detto? // Che si scioglie il mio magone, / che mi hai fatto diventare più buono, / e che, insomma, dio scalabrino, / io ti voglio proprio bene? // Non dirmi niente, lascia stare: / vagabondo senza sostanza / non ho mai avuto speranza / che tu me la faccia anche solo annusare.

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Autore carpigiano ignoto, tramandata dal nonno di mio padre Valentino Imbeni. Si sospetta che l'autore sia lo stesso Valentino, noto come il bandito Mastrilli della banda Adani e Caprari. "Troppe volte - scrive il babbo - me la recitò con occhi brillanti fino a farmela imprimere nella mente".

grushenka

mercoledì, ottobre 12, 2011

Dans ce monde, il faut être un peu trop bon pour l’être assez.

Marivaux

A questo mondo bisogna essere un po' troppo buoni per essere buoni abbastanza.

(cit. da Sphera)

martedì, ottobre 11, 2011

In fondo è questo che intendiamo quando diciamo che non stiamo pensando a niente: che stiamo a pensando a tutto.

Livefast

domenica, ottobre 09, 2011

quella scomoda miscela di malinconia, nostalgia e disorientamento che affiora quando finisce qualcosa.

da visioni d'istanti

sabato, ottobre 08, 2011

prima di pranzare esce una bella istagramma del piatto da varie angolazioni, poi si fredda tutto e lo getta che' ormai e' una fetenzia

da "la giornata tipo del cacacazzo di friendfeed", di Angelo Fissore

giovedì, ottobre 06, 2011

Se gli facevano il Backup oggi non saremmo qui a dir è morto è morto.

- paz83 (nei commenti di ff)

martedì, ottobre 04, 2011

Ho spento la TV 25 anni fa e non posso che compiacermi

(Marco Pagani, sui suoi commenti)

domenica, ottobre 02, 2011

L’amministratore delegato di una società di telecomunicazione monopolista dell’ultimo miglio e oligopolista di tutto il resto parla (a proposito della internet a carbonella) di servizio best effort come se fosse una cosa naturale. Tipo: vai al ristorante, ordini spaghetti alla bottarga e ti portano un uovo sodo ma paghi il prezzo pieno. Se protesti ti rispondono che il servizio è best effort. Se lo possono permettere perché sono monopolisti, tant’è vero che lo stesso amministratore, parlando di un mirabolante aggeggio da attaccare alla tele che doveva fare furore e che nessuno ha voluto, ammette che il cliente, potendo scegliere, pretende la perfezione e l’aggeggio non era ancora abbastanza perfettissimo. Più tardi Chettimar suggeriva che un servizio best effort andrebbe anche pagato best effort: la bolletta è da 150 Euri ma oggi ne ho in tasca 20 quindi fateveli bastare.

Gaspar Torriero

mercoledì, settembre 28, 2011

Discernment is the hardest part of marketing--seeing the world as it is, instead of how you experience it.

Seth Godin

La parte più difficile del marketing è il discernimento: vedere il mondo così com'è, anziché come lo vivi tu.

sabato, settembre 17, 2011

Eh... i danni del Berlusconismo non sono solo economici. Sono anche civili e morali. Oltre ad aver sdoganato i peggio fascisti, ha sdoganato, ha reso "fico" questo modo di essere. Ci vorranno GENERAZIONI per cambiare questa forma mentis che ha ormai permeato gran parte della BIOMASSA italiana. ("popolo" ha una dignità che non mi sento di dare, al momento, agli italiani) -

Alessandro Arcuri (a commento di questo video)

venerdì, settembre 16, 2011

le regole d'oro di mafe: se non hai niente da dire, non parlare. Se hai qualcosa da dire, scrivi un'email. Se scrivi un'email, non mandare allegati.

Dania (in un commento su friendfeed)

giovedì, settembre 15, 2011


Da bambina collezionavo gommine da cancellare. Mia madre preferiva farmi collezionare quelle non a forma di cibi, per paura che le ingoiassi. Quindi cominciò con queste, però si accorse che le mettevo nel mangiacassette, allora quelle a forma di cibi me le fece mangiare davvero ed è così che sono morta, la prima volta.

micia

mercoledì, settembre 14, 2011

E l'avventura, la grande avventura consiste nel veder sorgere qualcosa di ignoto ogni giorno, nello stesso volto: un'avventura più grande di qualsiasi viaggio intorno al mondo.

A. Giacometti (cit. da Sabina)

martedì, settembre 13, 2011

Come fai a fare tutto?

Non lo faccio. Se scrivo sul blog è perché non ho stirato. Se creo qualcosa di bello vuol dire che non ho lavato il pavimento. Se scrivo un libro è perché ho tolto qualche ora al sonno o alla mia famiglia. In genere mostro, su queste pagine, quello che ho fatto e non quello che ho trascurato. Ma questo non significa che io riesca a fare tutto. Vorrei. Ma non posso.

Possibile che siate così perfetti?

Non siamo belli come credete. È che pubblichiamo solo le foto migliori. Non siamo sempre felici e sorridenti. Semplicemente, abbiamo deciso di condividere con voi la parte bella e gioiosa della nostra vita. Non siamo una famiglia perfetta. Abbiamo i nostri alti e bassi e i nostri momenti bui, come tutti gli altri. Abbiamo imparato però che condividere gioia ci dà gioia, mentre condividere il dolore ci porta altro dolore.

Claudia Porta

lunedì, settembre 12, 2011

si è passati a parlare del famoso “rumore” delle reti sociali [...] Io ho vigorosamente sostenuto che non c’è nessun rumore; piuttosto c’è chi, fraintendendo il mezzo, aggiunge vagonate di amisci sconosciuti che finiscono per dargli solo fastidio.

Gaspar Torriero

giovedì, settembre 08, 2011

Non esiste felicità senza la scelta di essere felici.
Finché non scegli e non scegli anche di rifiutare, non c'è storia.
XX sabato a cena mi dice una frase bellissima: sì, il mio primo fidanzato mi tradiva. Allora ho capito che dovevo cercarmi un tipo d'uomo diverso. E infatti da lì in avanti solo felicità.
Ecco: stampiamoci una foto dell'uomo/donna/cibo/lavoro/vita che ci piace e andiamo a cercarla per il mondo.
Il resto è un piacevolissimo intervallo, ad essere fortunati (che poi fortunati si è sempre).

Elena Petulia

mercoledì, settembre 07, 2011

La situazione del pubblico impiego è talmente drammatica che persino gli infiltrati della Digos hanno protestato veramente.

Spinoza

domenica, settembre 04, 2011

Quando entro alla Feltrinelli il commesso gay mi viene incontro radioso e mi dice “ho qualcosa per te. ah. questo libro lo chiamano anche il Manifesto delle Lesbiche”
Nella sua frase, due errori:
1) non sono lesbica, ma lui crede di sì, probabilmente perché so parcheggiare.
2) il libro non è affatto un manifesto delle lesbiche, ma un capolavoro.

Arkangel

venerdì, settembre 02, 2011

Siamo nelle mani del destino e lui ha tanta voglia di applaudirci.

Claudia Simple

giovedì, settembre 01, 2011

Mi ricordo da bambino il lungo viaggio lungo l'A1, l'Autostrada del Sole, per andare in vacanza in Calabria. Che allora - fine anni '60 - era un po' come andare in Polinesia per certi posti incontaminati di una bellezza purissima che sembrava non avessero mai visto essere umano. Il viaggio - sulla Ford Taunus grigia che allora aveva mio padre - era lunghissimo e attraversare l'Italia, per arrivare in posti così diversi da quelli in cui abitavo (allora, la Lombardia) mi sembrava una specie di giro del mondo in 80 giorni, l'Autostrada del Sole una pista costellata di Meraviglie, Sorprese & Imprevisti chilometro dopo chilometro. Se viaggiavamo di notte mi stendevo nel lunotto (esattamente sulla cappelliera) e mi addormentavo guardando le stelle che ci guidavano verso sud.

Davide Lombardi

domenica, agosto 28, 2011

Spero la pensasse come me, non ne abbiamo mai parlato, con il mio cazzo di pudore fisico per cui parlo poco e scrivo molto, lui parlava molto e leggeva poco per cui ci siamo soprattutto fatti delle grande risate, insieme. Lui parlava e io non ascoltavo, io scrivevo e lui non leggeva, ma se c’era da dir cazzate eravamo tutti e due in prima linea. Per questo penso che continuerò a farlo, anche se non dovessi averne voglia, anche se potrebbe suonare strano, anche se senza di lui ridere e far ridere sarà ancora più difficile, ma chi mai si è tirato indietro, chi mai, di noi.

Mafe (mariafelicita)

mercoledì, agosto 24, 2011

Nei bagni sul treno ci metto così tanto a pisciare che quando esco mi strucco così almeno la gente pensa che mi sia drogata.

Mentz

lunedì, agosto 22, 2011

Politics is the entertainment division of the military industrial complex.

– Frank Zappa (citato da grinding.be)

domenica, agosto 21, 2011

Si dorme bene col piumino in Agosto, è fresco e morbido, per i primi 2 minuti si dorme bene, ma poi viene il caldo, il sudore, si diventa appiccicosi, si sta, come mosche su carta moschicida.
Come uomo su carta omicida, come pensiero su carta copiativa, come...
Lascio sindoni di me, sudo colorato e mi diverto a spiaccicarmi nudo sul muro per poi allontanarmi e vedere che sagoma ho, tipo i buchi nei muri che fanno i cartoni animati quando scappano, e dopo essermi schiantato vedo gli uccellini, come i cartoni animati, peccato che questi uccellini abbiano fatto un nido nella mia testa.

Jorma

venerdì, agosto 19, 2011

E qui trovo qualche bar aperto, con i tavolini sul marciapiedi, sul bordo della strada. C’è gente seduta, che beve e chiacchiera, ma regna un’atmosfera strapaesana, un’allegria da sopravvissuti, da spiaggiati, da naufraghi buttati a riva con la risacca.

cadavrexquis

giovedì, agosto 18, 2011

Chatroulette non funziona come potrebbe perché c’è un’enorme quantità di peni.

(da un'intervista a Gary Vaynerchuk)

martedì, agosto 02, 2011

ci sono persone che fanno fatica ad accettare questo stato di cose, lo nascondono, la mattina fingono di andare a lavorare e tornano a casa la sera perchè non riescono a dirlo in famiglia. Bene il primo consiglio è di non nascondersi e non isolarsi. Parlare con tutti, cercare contatti (..). In Italia nonostante le agenzie di lavoro interinale, i corsi formazione e tutti quelli che lucrano sulle disgrazie altrui il 93% di chi trova lavoro lo trova per conoscenze personali. Averne il più possibile, parlare confrontarsi è essenziale.

Armando Rinaldi, vicepresidente ATDAL in un'intervista su City del 27 maggio 2011.

venerdì, luglio 29, 2011

Nonna bambina mangia bacche di mirto.

bianca
"why do we need Republicans and Democrats when could have an Applocracy?"

"perchè dovremmo aver bisogno di Repubblicani e Democratici, quando potremmo avere una Applocrazia?"

Jay nei commenti di un articolo riguardo ad Apple che ha maggiori liquidità dello stesso governo degli Stati Uniti.

giovedì, luglio 28, 2011

Un giornalista chiese alla teologa tedesca Dorothee Solle: "Come spiegherebbe a un bambino che cos'è la felicità?"
"Non glielo spiegherei," rispose, "gli darei un pallone per farlo giocare."

Eduardo Galeano, cit. da Blogorrea

lunedì, luglio 25, 2011

‎"Non dobbiamo mai rinunciare ai nostri valori. Dobbiamo mostrare che la nostra società aperta può superare anche questo esame. Che la risposta alla violenza è addirittura più democrazia. Più umanità".
Jens Stoltenberg, primo ministro norvegese.

lunedì, luglio 18, 2011

la maggior parte delle proprietà della materia sono una zavorra per l'informazione.

(da una mail di stefano)

giovedì, luglio 14, 2011

perdere è conservare quel che conta. Un giorno smarrirò anche il tablet e quel che resterà della biblioteca sarà quel che resta della vita: memorabili sensazioni, personaggi, sorprese e belle parole nel buio.

Gabriele Romagnoli

[segnalato da parole aperte]

mercoledì, luglio 13, 2011

Se ti basta la vita degli altri.
Quella in cui altri amano, in cui altri soffrono e, in sostanza, esistono.
Quella che altri devono tenere in equilibrio più o meno faticosamente.
Se grazie a questo bastarti hai deciso che tu possa crogiolarti in un non vivere arrendevole e tutto sommato comodo sebbene doloroso.
Se è questo che hai deciso, godine i frutti, subiscine le conseguenze.
Diversamente, vivi, checcazzo! Ci vuol così poco.

Rillo

martedì, luglio 12, 2011

‎- Bzzzzz.
- Chi è?
- Buongiorno, devo salire all'ufficio nostalgia, mi apre per piacere?
- Spiacente, l'ufficio nostalgia non è più qui. Hanno trasferito la sede a Viscordate.
- Come sarebbe a dire non è più qui? Non entrerò più in quell'ufficio?
- Può entrare nella sede nuova.
- Non è la stessa cosa!

Raffa (su fb)

giovedì, luglio 07, 2011

- Il tuo cane riesce a leccarsi i piedi?
- Sì.
- Magari potessi farlo anch'io.
- Beh, non morde mica.

martedì, luglio 05, 2011

dovevi sentirlo: un suono che ti apriva la pancia in due. intonatissimo. bastava una nota lunga, tenuta, era una scia d'oro che avvolgeva la platea togliendoti il fiato.

laflauta
E hai passato ore e mesi e anni ad imparare un linguaggio che è diventato veramente tuo nel momento in cui lo hai dimenticato.

Malapuella
progettare l'improvvisazione [...] forse l'unico modo per sopravvivere godendosi l'incertezza invece di subirla.

Mafe de Baggis

la bici mi si è forata.

la riparazione è una cosa che non richiede particolare sforzo, sono decisamente esperto e mi dirigo prontamente alla mia cassetta degli attrezzi, prendo leve, toppe e mastice, nonchè la chiave del 15 necessaria a smontare la ruota.

in casa rischio di sporcare, mi sposto all'esterno, sul cortiletto interno adiacente al mio appartamento al piano terra.

afilo il copertoncino da corsa non senza sforzo, il cerchio e la gomma sono appena appena della misura giusta a censentire tale operazione, un paio di millimetri di diametro in meno e sarebbe impossibile. a questo punto svito la ghiera di sicurezza dalla valvola filettata e con un velo di vanità, dopo aver svitato la testina, la premo di modo da verificarne l'apertura.

Il foro è evidente, lo carteggio con cura finchè il contorno non è omogeneamente più ruvido, lo pulisco con esperienza con uno straccetto pulito, e applico la corretta dose di colla vulcanizzante stendendola con dei piccoli cerchietti effettuati ruotando il dito indice attorno al foro, tastandone la consistenza goduriosamente prima che si faccia collosa, per poi pulirmi il dito in un fazzoletto.

attendo l'azione vulcanizzante ed ecco che applico con cura la toppa, stacco poi la plastichina senza che i bordi delicati della toppa si alzino, con una certa soddisfazione.

sicuro ormai del risultato reinserisco la camera e non senza sforzo rimonto il copertoncino, ponendo un po di grasso sull'ultima parte del cerchio di modo da farlo slittare meglio senza pizzicare la camera, sempre con il dito indice, che ancora una volta pulisco nel fazzoletto.

arrivati a questo punto inserire la prominente valvola nell'orifizio gommato e stretto della pompa (di quelle serie, col barometro e la presa a due mani) è un accadimento entusiasmante, posta la giusta pressione, il collo della valvola, aiutato da quella sottile umidità che si deposita nella pompa, e che immancabilmente dall'estremità fuoriesce umettando la penetrazione, entra dolcemente fino al punto giusto, provocando un movimento sordo di cui ci si può divertire a immaginare il rumore.

mi ergo, e prendo a con decisione le manopole accingendomi a spingere all'interno l'aria e attendo con ansia il momento in cui il suono dell'aria che entra mi confermerà la corretta posizione della valvola.

spingo verso il basso, ed è proprio in quel momento che parallelamente al suono della valvola, penetrata da un soffio d'aria e poi richiusasi al suo seguito, giunge alle mie orecchie il suono familiare di una femmina che con un primo sospiro non controllato comunica dolcemente a chiunque possa udirla tramite la sua finestra aperta la natura del climax di cui è partecipe.

ho un'esitazione prima di riprendere a pompare, ma la coincidenza è così sublime e evidente che colgo l'occasione al volo, riprendo con forza a inserire aria nella valvola.

il copertone stride sul cerchio provocando un rumore plastico quando giungo ai 6 bar, e la ragazza dopo qualche secondo di concentrazione mi regala un nuovo carico sospiro che dichiara apertamente l'approssimarsi del culmine. la pressione dell'aria inizia a rendere il movimento faticoso, aumento il ritmo per lo sprint finale, arrivo ai 7 bar e i gemiti si concatenano l'uno con l'altro crescendo di volume, consentendomi finalmente, giunto agli 8 bar, di sentire distintamente il suo sensuale timbro vocale in un ultimo, intenso, vorace, soffocato grido di piacere.

sorridendo sfilo attentamente l'estremità della pompa dalla valvola, con decisione ma facendo attenzione a non farmi male sui raggi, avvito il tappino di sicurezza e rientro in casa.

lunedì, luglio 04, 2011

L'Italia è un paese bigotto?

"Non credo sia bigotto, penso abbia idee radicate."

da un' intervista alla porno attrice Fiamma Monti

sabato, luglio 02, 2011

Uno dei miei nuovi vicini suona il contrabbasso.
E poi, nella stessa casa, c'è qualcuno che suona il pianoforte.
E qualcuno che suona la tromba, credo.
Io sento sempre tutto, dal mio giardino.

Oggi hanno suonato una cosa talmente bella che volevo applaudirli, andare a bussare alla loro porta e chiedere di rifarlo. E di non smettere mai.

winnie

martedì, giugno 28, 2011

Voglio un paio di pantaloni che abbia sul retro la scritta "non toccare". In braille.

simple

lunedì, giugno 27, 2011

Aujourd'hui, j'ai découvert combien le proverbe "La vengeance est un plat qui se mange froid" était vrai. Les dix dernières pages de mon roman policier captivant ont été arrachées. À la place, un mot signé du nom de mon frère : "Tu te souviens du CD que tu m'avais rayé ?" C'était il y a deux ans.

Vie de merde


Oggi ho capito il senso del proverbio "La vendetta si gusta fredda". Le ultime dieci pagine del giallo che sto leggendo sono state strappate. Al loro posto un biglietto di mio fratello: "Ti ricordi il CD che mi avevi rovinato?". Era due anni fa.

(segnalato da Blogorrea)

domenica, giugno 26, 2011

La vita ha senso, dopo tutto: una se ne accorge quando la ripercorre. E scrivere, per quanto mi riguarda, serve solo a questo: a non disperdere emozioni, a ritrovarne il filo quando mi serve.

Lia

domenica, giugno 19, 2011

Le parole devono nascere dall'idea.

Aria (Il nefandario)

giovedì, giugno 16, 2011

Io so, per averlo misurato con la mia fatica, che la felicità si può scegliere. Non è un caso. Il fatalismo è solo il nome elegante che diamo alle nostre indecisioni, alle nostre paure, agli ostacoli che – in definitiva – non abbiamo voglia di superare.

Sabina Moscatelli in un commento su facebook

lunedì, giugno 06, 2011

Il mio maestro Zen mi ha chiesto qual è il suono di una mano sola. Gli ho dato una sberla.

Grimsvotnpölpzwei

venerdì, giugno 03, 2011

Gli uomini sono strani, pensai. Difendono ferocemente il loro territorio, ma sono capaci di grande tenerezza e affetto. A volte si comportano come cuccioli di cocker e altre come lupi infuriati. Ma è inutile trarne un bilancio negativo, perché li trovo più affascinanti di ogni altro essere vivente, eccezion fatta per i colibrì.

Alicia Giménez-Bartlett, Un bastimento carico di riso (traduzione di Maria Nicola)

giovedì, giugno 02, 2011

Intuire, per una manciata di secondi, che possediamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno. E poi tornare, idioti che siamo, alle frustrazioni e alle insoddisfazioni, ma scoprirsi addosso il tatuaggio di quei secondi.

Mich

martedì, maggio 31, 2011

Ma sopra tutte le invenzioni stupende, qual eminenza di mente fu quella di colui che s'immaginò di trovar modo di comunicare i suoi più reconditi pensieri a qualsivoglia altra persona, benché distante per lunghissimo intervallo di luogo e di tempo? parlare con quelli che son nell'Indie, parlare a quelli che non sono ancora nati né saranno se non di qua a mille e dieci mila anni? e con qual facilità? con i vari accozzamenti di venti caratteruzzi sopra una carta.

Galileo Galilei (cit. da Italo Calvino, Lezioni americane)

mercoledì, maggio 25, 2011

un umorismo ormonale, gregario, semplice e soprattutto molto democratico. Perché è finalmente alla portata di tutti: grazie al tormentone ci si può sentire spiritosi in tanti con un cervello solo

b.georg

venerdì, maggio 20, 2011

Come al solito ci trasciniamo malintesi di coppia da millenni. L’amore lo si fa in due (cifra minima soggetta ad incremento se siete spregiudicati) e la bravura a letto coincide con l’altruismo e la sensibilità di ascoltare i corpi coinvolti.

Splendidi Quarantenni Lifestyle

venerdì, maggio 13, 2011

Con la voce di mia madre, abbiamo misurato che ragazza è un attributo del cuore, un battito d’ali sicuro, che ti fa ricominciare daccapo, con un sorriso pulito, perché la vita è una roba seria, mica da ridere. Ma se non ci ridi su, sei fregata e diventi una donna incatenata in abiti troppo eleganti, stonati con le ballerine senza calze o le infradito sgargianti che dicono chi sei.

Sabina

domenica, maggio 08, 2011

ha spinto mia madre il portale scolpito, aggrappandosi al ferro battuto della maniglia, e subito l'incenso ha colmato la pelle e ci siamo immerse nella calma sonora dei luoghi di culto, vuoti. Perché solo da vuoti sanno parlare al santuario edificato nel cuore da giorni e giorni di gioie e tormenti mentre tutti i santi e i beati e anche quelli assassinati e solo dopo beatificati dal rimorso dei loro eredi, ci guardano attoniti con i loro volti di gesso, colorati dalla devozione popolare mentre insetti assonnati imprimono sul marmo un segno di mistero ancestrale. Io non credo nella barba di dio che giudica dalle nuvole grondanti pioggia, io non guardo e non ascolto messe che mentono promesse e giudizi universali, io accompagno mia madre in un pellegrinaggio segreto in un piccolo luogo antico, pieno di madonne adombrate dal cappuccio sugli occhi o sfolgoranti in un sorriso di fuggitiva speranza, traboccante silenzio. Accendiamo 5 candele, una per ogni donna di famiglia, quelle viventi, che quelle viventi altrove hanno il loro daffare a tenerle luminose per noi che ci perdiamo ad ogni ombra di passo; poi lei prega silenziosa nel banco stretto e io guardo... e tutte le volte, ma proprio tutte che quasi ne provo timore e tremore, sanguino commossa dentro, proprio nell'incrocio dei venti che spazzano i bronchi e i polmoni, esattamente lì, dove le vene esplodono nel petto suoni dallo spazio abbagliante, come se tutto, esattamente tutto in quell'attimo ampio prendesse, per l'ultima volta, un senso.

Marina Coli

mercoledì, maggio 04, 2011

Non tutte le cicatrici prima o poi smettono di vedersi, ma tutte prima o poi smettono di far male.

Raffa (nei commenti di Barabba)

domenica, maggio 01, 2011

Escrivá, santo; Wojtyla (per ora) beato; e Romero… niente. Pochi mesi prima del suo martirio, il 7 maggio del 1979, il vescovo centroamericano aveva presentato a Giovanni Paolo II un dossier sulle violazioni dei diritti umani nel suo paese. Tra i documenti vi erano le foto del corpo di un giovane sacerdote torturato e assassinato dai militari. Dall’udienza Romero era uscito dicendosi “costernato” per il gelo col quale la sua denuncia era stata accolta dal papa: “deve avere relazioni migliori col suo governo” furono le categoriche parole del pontefice.

Gennaro Carotenuto

giovedì, aprile 28, 2011

Ognuno ha il Godot che si merita. Quello che aspetto io dovrebbe portarmi una gomma magica per cancellare quest'ansia prospettica e tridimensionale, che affastella incombenze e ottimizza percorsi in cerca di pace. Vivo tra onde fatte di doveri e d'incerto, e sogno di sdraiarmi sulla terra a sentir l'erba che cresce. Vorrei giornate ininterrotte e un tempo davanti fatto di passi, non di gradini. Vorrei vivere seguendo l'istinto e la luce, e vorrei imparare il presente, dimenticando passato e futuro.

Gio

venerdì, aprile 22, 2011

As A Matter Of Fact! Yes! I Can Read Your Mind... But The Font Is A Bit Small!

ncmtnman

Ehi, davvero riesco a leggerti la mente... ma il font è un po' piccolo!

mercoledì, aprile 20, 2011

le donne non si innamorano di quelli che le fanno ridere, le donne ridono per le battute di quelli di cui sono innamorate

Laura Koan

lunedì, aprile 18, 2011

I sentimenti ci capitano, non li scegliamo

Dania (leggi il resto)

sabato, aprile 16, 2011

La maggior parte dei ragazzi il sabato si alza presto per guardare i cartoni o altro, ma io no. L'unica ragione per cui alla fine il sabato mi alzo è che a un certo punto non sopporto più l'odore del mio alito.

Jeff Kinney, Diario di una Schiappa (traduzione di Rossella Bernascone)

venerdì, aprile 15, 2011

Le religioni sono la polvere da sparo del mondo.
Altro che oppio.

Elena Petulia

giovedì, aprile 14, 2011

Nota: Tutti gli argomenti sviluppati in questo romanzo provengono, per quanto possa sembrare inverosimile, dalla più assoluta realtà. La vita supera sempre la finzione.

Alicia Giménez-Bartlett, Messaggeri dell'oscurità (traduzione di Maria Nicola)

sabato, aprile 02, 2011

Il mio petto obbediva all'andirivienienza delle onde, come se avessi ricordi di un tempo che esisteva solo fuori dal tempo, là dove il vento srotola la sua immensa coda.

Mia Couto, Sotto l'albero del frangipani (traduzione di Roberto Mulinacci)

venerdì, aprile 01, 2011

ciò che provoca emozione, provoca conoscienza.

ettore guatelli

martedì, marzo 29, 2011

Da lontano sembran giornate beige, da vicino poi invece ci son mille puntini colorati. A volte se guardi bene fanno anche un disegno.

Alessandro (zio Bonino)

sabato, marzo 26, 2011

Un post bellissimo di Trabucco. Non ne metto qua nemmeno una frase perché è corto e così uno se lo legge tutto che gli conviene

giovedì, marzo 17, 2011

[Centocinquanta, l'Italia la canta]

Veni, Vidi e Gratta e Vinci.

Ruggito del coniglio, cit. da Blogorrea

martedì, marzo 15, 2011

Mi fermo di fronte a un negozio che ha la più bella insegna che io conosca – Let’s fill this town with artists, dice. Me lo ricordo, lo avevo notato l’anno scorso o due anni fa. Decido di entrare, mi perdo a guardare i gessi, i carboncini, le stilografiche per il tratto da artista, dei set straordinari di drawing inks, e decine e decine di blocchi per disegnare, di quelli che tocchi la carta con un dito e capisci che non si tratta di roba comune, che quasi dispiace usarli, ne senti i pori e ne vedi il colore diverso dal solito.

Sir Squonk

lunedì, marzo 14, 2011

questa se ne sta a sviolinare come se non ci fosse un domani, e anche il cane bianco abbaia come se non ci fosse un domani.

Mentre un domani c'è, io lo so: si chiamerà martedì e sarà fatto di violini e di cani bianchi che abbaiano.

mirumir

venerdì, marzo 11, 2011

bisogna scrivere se si ha solo voglia di lamentarsi
o si risulta molesti?
e quindi scrivere d'altro
non sarebbe disonesto?
ma chi se ne frega!
ma poi
i lettori non la sanno tutta
mai
men che mai in questo caso
nessuno vorrebbe leggere di miserie troppo inquietanti
la vita là fuori prosegue
mica si sono fermati tutti con te
ogni tanto qualcuno passa ad ascoltare qualche aneddoto
e questo è tutto
vedi di fartelo bastare

prikedelik

giovedì, marzo 10, 2011

La mimosa dura un giorno. Io sono qui tutta la vita.

Albamarina

martedì, marzo 08, 2011

ero un morto solitario. Non ero mai stato che un pre-antenato. Ciò che stupiva era che io non avevo ricordanza del tempo vissuto. Rammentavo solamente certi momenti, ma sempre esterni a me. Rammentavo, soprattutto, il profumo della terra quando pioveva. Vedendo la pioggia scorrere in gennaio, mi domandavo: come sappiamo che questo odore è della terra e non del cielo? Ma non ricordavo, intanto, nessuna intimità del mio vivere. Sarà sempre così? Gli altri morti avrebbero perso la memoria privata? Non lo so. Nel mio caso, tuttavia, io aspiravo a ottenere l'accesso alle mie esperienze private. Quel che volevo ricordare, assai-assai, erano le donne che ho amato.

Mia Couto, Sotto l'albero del frangipani
(traduzione di Roberto Mulinacci)

domenica, marzo 06, 2011

La verità è che la Rete altro non è che un enorme mandala.

Davide Lombardi

martedì, marzo 01, 2011

Verah
Esiste, allora, il colpo di fulmine ??????
...
sì, esiste. mi ha bruciato la scheda madre. - Valentina Quepasa

lunedì, febbraio 21, 2011

Il mio nome è Emanuele, figlio di Giuseppe, artigiano all'epoca della mia nascita, e di Marisa, casalinga. Sono nato nel 1963, primogenito di quattro maschi.
Quando avevo sei anni, alle nozze di mia cugina Graziella, ho trasformato l'acqua in vino e i NAS hanno arrestato il ristoratore per sofisticazione alimentare...

Gilgamesh

martedì, febbraio 08, 2011

bene, adesso che posso accettare il fatto di morire e basta, non mi resta altro da fare che vivere. :D

winnie

domenica, febbraio 06, 2011

se esistono altre dimensioni, sono "immanenti", fanno parte della realta' che sperimentiamo tutti i giorni, non sono un luogo "altro" in cui potersi ritrovare dopo morti. - Roberto gravitazero

(in: Mafe, Antonio Pennacchi - agnostico - spiega meglio che cosa cercavo di dire sulla possibilità di un "aldilà" scientificamente possibile)

e inoltre:

Io voglio i viaggi nel tempo e il teletrasporto, non la pace eterna ai piedi del signore dio tuo. - mafe
per esempio quando faccio le scale
salire con la destra è irreale
mi sembra di sollevatmi solo sulla punta del sinistro
che è quello sul gradino di sotto
e poi penso che è dimitri a sollevarmi
ma non può
ha le mani poggiate sui miei fianchi
e allora?
mi sento come il mago di segrate
'o pebbacco lievito!
sto lievitando!'

prikedelik blog

sabato, febbraio 05, 2011

quando l'allucinazione ha ordinato uno spritz ho capito che era vero - mich in sintesi

lunedì, gennaio 31, 2011

Se, tra tutte le cose che desidererei essere o desidererei regalare a me stessa, potessi sceglierne una, io vorrei avere la dote delle persone accoglienti. Io ne conosco alcune: sono quelle che, spesso ci penso, ti fanno entrare nelle loro parole, nelle pagine dei loro libri, nei cibi che preparano, nella musica che scelgono, nelle loro coperte anche, senza il bisogno di dirti "fai come come se fossi a casa tua". Lasciano che tu semplicemente sia, così per come sei. Ecco, pensavo, il dono delle persone accoglienti: sanno diventare, sanno essere per qualche meraviglioso motivo o misteriosa circostanza, anche se sei lontano da quella in cui sei abituato a vivere, la tua vera casa.

Laura

venerdì, gennaio 28, 2011

«Ma Babbo Natale come fa a costruire i giocattoli uguali a quelli dei negozi? Li copia?»
«Ma no, ti porta quelli veri, mica dei tarocchi»
«Allora li compra?»
«Non proprio. Ha una convenzione.»

di vic
sul bordo di una settimana enigmistica: proprio là dove, nei disegni dei rebus, ancora sopravvive un'Italia rurale anni '50 - vic

giovedì, gennaio 27, 2011

A chi crede che affrontare argomenti simili sia troppo apocalittico e impopolare lascio questa chiusa tratta da un film che dovrebbe essere comico e che forse non lo è.
Marina di Sopra, la cittadina in cui risiede Cetto La Qualunque, è gemellata con Weimar.
Occhi aperti, eh.

Strelnik

lunedì, gennaio 24, 2011

anche se non sono un gran praticante, sono sempre favorevole alla verità

Alessandro.
Look at the astonishing things you can do with words. Note the way they can conjure up whole worlds in the space of half a page.

Tim Radford

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Guarda le cose strabilianti che si possono fare con le parole. Osserva come possono evocare per incanto interi mondi nello spazio di mezza pagina.

versione italiana a cura di LSDI

venerdì, gennaio 21, 2011

Sono stato all’Aquila. Come città è un po’ tipo Roma, solo che le rovine son più recenti.

Alessandro Bonino

giovedì, gennaio 20, 2011

Mio cognato è figlio unico come me.
Mia cognata è l'unica sorella di mia moglie.
Ho parlato con i miei nipoti e ho detto loro: Non avrete altro Zio al di fuori di me.

remote: Luigi Bruno Cristiano su fb

mercoledì, gennaio 19, 2011

cerco la morte nelle parole.
per fortuna non so scrivere.

Gio

martedì, gennaio 18, 2011

ieri ho comprato delle "chew gum" così gommose e appiccicose che ci è rimasta la carie attaccata sopra.

pupa

domenica, gennaio 16, 2011

Chi sta bene con se stesso ha sempre un sacco di gente intorno. Perché la compagnia è come una banca: concede crediti solo a chi sembra non averne bisogno.

splendidi quarantenni

venerdì, gennaio 14, 2011

"tutte le volte che uno cade nello strazio invece di scappare si aggrappa al suo strazio come un deficiente, come se fosse l’unica cosa che esiste al mondo, e ci affoga dentro con una ostinazione davvero inspiegabile."

Ugo Cornia, Sulla felicità a oltranza (citato da Mich)

giovedì, gennaio 13, 2011

Il presente è il mio giardino.
Il passato, l'erba del mio vicino.

zaritmac

lunedì, gennaio 10, 2011

Quando mi capita di leggere un romanzo straniero mal tradotto, prima di incolpare il traduttore mi chiedo sempre quanto tempo gli è stato concesso per entrare in intimità con il testo e nella profondità delle due lingue in gioco. E quando mi capita di leggere un'ottima traduzione la mia prima reazione è la gratitudine assoluta per il traduttore che ha trovato il tempo per la propria ossessione, che si è consacrato all'utopia letteraria, nonostante una logica di mercato che si interessa alle lettere solo quando diventano cifre, grosse cifre, e che non distingue tra la letteratura e le istruzioni per l'uso delle nostre lavatrici.

Daniel Pennac

venerdì, gennaio 07, 2011

Prometto di non smettere mai di stupirmi.

winnie

mercoledì, gennaio 05, 2011

Noi, dè: si fece uno scatto che si pareva diocristo coso, lì, quel corridore negro che corre i cento metri in cento metri (forse anche meno) e ci s’inguattò fra le frasche.

Sauro

lunedì, gennaio 03, 2011

La mancanza di tempo non è altro che mancanza di priorità.

Gianni Davico