venerdì, febbraio 28, 2003

Guerra e pace
"Che abbia voce o no, il popolo puo' essere sempre portato al volere dei capi. E' facile. Tutto quello che dovete fare è dir loro che sono attaccati, e denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo, in quanto espongono il paese al pericolo. Funziona allo stesso modo in tutti i paesi."

Hermann Goering, Capo delle SS tedesche, al processo di Norimberga.

[a cura di Buiobuione]

martedì, febbraio 25, 2003

leonardo.blogspot.com

Insomma, credo che le cose non andranno così bene per noi due. Abbiamo contro tutte le statistiche del mondo, il buco dell’ozono, le micropolveri, le pensioni che paghiamo agli altri e che nessuno pagherà a noi. Meglio non pensare troppo al futuro. Meglio infilarci in un cinema, a guardare le case e le scenate di persone che anche se vanno in crisi stanno comunque meglio di noi. Così come una volta andava di moda la decadenza asburgica, destini infelici in un tripudio di stucchi e waltzer, così ora va in scena la decadenza della borghesia italiana. Ma il vero modello resta il Sudamerica: loro lo sanno da vent’anni, che gran consolazione sia per la povera gente sapere che Anche I Ricchi Piangono.
E noi piangiamo con loro, amore. È un momento difficile per incontrarsi, per volersi bene, per guardare avanti. Ma è il nostro momento. Tra un po’ scorreranno i titoli e si tratterà di uscire. Ma io non ho paura, almeno finché mi tieni la mano. E tu?

lunedì, febbraio 24, 2003

Lettere
Una volta c'ero io lì con te, i microfoni accesi, i flash dei fotografi, le telecamere, le domande e soprattutto le nostre risposte. Una volta eravamo l'uno accanto all'altro e parlavamo e ridevamo e governavamo, eravamo la sinistra mondiale e facevamo la guerra. Oggi tu parli, ridi, governi e fai la guerra. Io invece non rido, parlo poco, non governo e neanche faccio la guerra. E poi c'è quello lì accanto a te, quel nano maledetto con quel sorriso. E anche tu, ridi ridi, ma che cazzo c'avrai da ridere. Maledetto Tony, eppure ti amo ancora. tuo Massimo (jena)

[il manifesto]


domenica, febbraio 23, 2003

A ridosso dell'11 settembre molti stimati economisti spiegarono che se si voleva veramente colpire il terrorismo internazionale bisognava impedire che venisse finanziato in modo occulto. La soluzione sembro' allora semplice e chiara: abolire il segreto bancario e i paradisi fiscali.
Hanno finto di fare qualche cosa, hanno dato una limatina qua e la', si sono rese un po' piu' complicate le procedure ma di abolire veramente la possibilita' di muovere denaro segretamente, non se ne parla. Per battere il terrorismo sono disposti a ammazzare civili a migliaia ma se ne guardano bene di colpire gli interessi delle multinazionali che usano il segreto bancario per evadere le tasse e creare fondi neri.

[da Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo]


sabato, febbraio 22, 2003

Ho uno straccio bianco attaccato alla borsa ed ogni tanto qualcuno mi chiede a cosa serve. A ricordare rispondo, ricordare che nel mondo ci sono ben 32 conflitti in corso e che alcuni sono ignorati del tutto dai media. A ricordare che l'Italia ripudia la guerra. A ricordare i medici (quand'ero piccola volevo fare il medico-biologo...ma non l'ho mai confessato) che sono in giro per il mondo per curare la gente vittima di queste guerre.
Per ricordare a me stessa che non basta fare una manifestazione o appendere dal balcone la bandiera della pace per fare la pace. La pace c'è, bisogna imparare a non distruggere la pace, bisogna saperla costruire ogni giorno, affinchè diventi qualcosa di più grande di noi.
Ho uno straccio bianco attaccato alla borsa e lo guardo spesso, per non dimenticare.
Dovremmo ricordarci tutti di non dimenticare la pace.

[da PProserpina]


giovedì, febbraio 20, 2003

Emergenza PeaceLink - Battaglia legale per la libertà di espressione


martedì, febbraio 18, 2003

...quando c'è da tirar bombe ad altri, a fin di bene, c'è così tanto ansia di liberarli che facilmente ci si dimentica che i civili muoiono, i dittatori no.

[da Sergio Orrao]

Secondo le Nazioni Unite Berlusconi disprezza il potere
giudiziario.


Un rapporto delle Nazioni Unite, reso pubblico ieri
dall'agenzia di stampa Reuters, mette a disagio Silvio
Berlusconi, che oggi dovrebbe incontrare il segretario
generale delle Nazioni Unite Kofi Annan. Il rapporto accusa
il primo ministro, attualmente coinvolto in un processo per
corruzione, di indebolire la giustizia italiana e di agire
come se fosse "al di sopra delle leggi".

The Guardian, Gran Bretagna
http://www.guardian.co.uk/international/story/0,3604,897736,00.html
Evoluzioni.
Se prima cercavi di capire le cose più in profondità, se cercavi di tenere vivo il tuo senso critico, se cercavi a fatica di avere una tua opinione, eri un comunista. Oggi sei anche un antiamericano.

[da Palomar]

lunedì, febbraio 17, 2003

Milioni di persone hanno manifestato contro la guerra all'Irak in 350 città del mondo. Per la Questura di Roma erano solo 85 città.

[da Bruno]

sabato, febbraio 15, 2003

Q u i n d i c i f e b b r a i o d u e m i l a t r e



venerdì, febbraio 14, 2003

Un appello
Ho scritto un romanzo, un romanzo d'amore, s'intitola "ASCOLTAMI" ma non so come fare per mandarlo a qualche editore e magari pubblicarlo. Qualcuno può aiutarmi?
Carmen Garofalo

Nessuno che abbia le palle di dire: abbiamo deciso di fare comunque la guerra, basta cercare pretesti del cazzo tanto la faremo in ogni caso.

[da Carlo]

mercoledì, febbraio 12, 2003

Ordine dal Governo: via la bandiera della pace dai municipi




di Marco Bucciantini




Quella bandiera no. Il governo non vuole vedere il drappo arcobaleno della pace pendere da Palazzo Vecchio. Non vuole vederlo in nessun edificio pubblico. Secondo un “parere” della segreteria del presidente del Consiglio sarebbe reato, vilipendio al Tricolore, abuso d’atti d’ufficio. Sollecitati dalle amministrazioni comunali del Paese, intenzionate a sventolare la bandiera della pace dai vari palazzi comunali e in cerca di conferme “legislative”, i prefetti hanno girato la questione al governo. Il dubbio stava nell’interpretazione del decreto presidenziale 121 del 2000. Più che un dubbio, uno scrupolo, poiché il decreto non ricomprende vessilli diversi da quelli che rappresantano i vari stati (bandiere in senso proprio, d’ora in avanti).

La risposta è stata democraticamente “imbarazzante”, e politicamente netta e rivelatrice: la legge è chiara, niente bandiere di parte, appendere il vessillo della pace equivale al vilipendio della bandiera tricolore (quella tanto cara a Bossi) ed è comunque un abuso in atti d’ufficio.

A Firenze il drappo della pace sventola da lunedì sera «e lì rimane», s’affretta a dire il sindaco Leonardo Domenici, anche presidente dell’Anci. «Mi auguro - aggiunge, informato dal prefetto delle novità - che questa posizione del governo non abbia niente di politico ma sia semplicemente una diversa interpretazione di una norma».

Invero il decreto presidenziale in questione insiste per tutti e dodici gli articoli «sull’uso delle bandiere della Repubblica italiana e dell’Unione europea da parte delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici”. Se ne delimitano gli impieghi, le esposizioni financo le collocazioni fisiche con grande dettaglio. Quando si citano altre bandiere (articolo 8, comma I), questi sono i termini: «All’esterno e all’interno degli edifici pubblici si espongono bandiere di Paesi stranieri solo nei casi di convegni, incontri e manifestazioni internazionali, o di visite ufficiali di personalità straniere, o per analoghe ragioni cerimoniali». In modo inequivoco si connota ancor di più il senso di “bandiera” come simbolo di uno Stato o comunque di un soggetto istituzionale. Questo dovrebbe guidare l’interpretazione dell’articolo finale del decreto, il dodicesimo: «L’esposizione delle bandiere all’esterno e all’interno delle sedi delle regioni e degli enti locali è oggetto dell’autonomia normativa e regolamentare delle rispettive amministrazioni» scrive il legislatore (è questo l’abuso di ufficio?), prima di evidenziare ancora una volta il concetto di bandiera: «In ogni caso la bandiera nazionale e quella europea sono esposte congiuntamente al vessillo o gonfalone proprio dell’ente...».

Due domande: cosa c’entra quel drappo arcobaleno con una bandiera così connotata? Ancora: come si specifica l’autonomia normativa e regolamentare prevista? L’apposizione fra le due finestre della “bandiera” (virgolette d’obbligo) della pace esposta a Palazzo Vecchio ha seguito - lunedì - il voto affermativo del consiglio comunale. Ma rendere cavillosa la questione è un torto che si fa alla reale portata dell’interpretazione governativa, che tra l’altro sposa in pieno la linea fondamentalista del Giornale, che ieri - nell’inserto regionale toscano - registrava un editoriale dal titolo “La legge vieta i vessilli di parte”. La “pace” sarebbe un concetto di parte. Bisogna fissare questo punto. Perché fino a questa interpretazione del decreto legge, fino a questo “avvertimento” a chi espone l’arcobaleno, la linea cerchiobottista dell’esecutivo si augurava la risoluzione pacifica della crisi irachena. È stato ripetuto più volte, dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dai ministri, dai parlamentari di tutto il Polo: c’era da taner di conto dei sondaggi che vedono l’opinione pubblica quasi totalmente impegnata nella causa pacifica. «Non è lo stesso Berlusconi che ha parlato a lungo degli sforzi da fare per raggiungere la pace? », si domanda Domenici. Per certo, l’avviso è stato recapitato anche alla prefettura di Torino.

In realtà chi cerca la pace, chi difende la logica della soluzione pacifica alla questione irachena, chi cerca di allargare il fronte degli oppositori alla guerra dà fastidio. E allora si soffiano questi avvisi di reato, cercando di bloccare la marea contraria all’azione (ma soprattutto all’intenzione) di governo. Per fare un esempio concreto, alcuni consiglieri forzisti della Regione Emilia Romagna hanno bollato come «abusive, violente e offensive delle istituzioni» le bandiere della pace che sventolano da alcuni giorni dalle finistre dei gruppi consiliari della sinistra.

Qualcuno se ne infischia. Due notizie dall’Italia che resiste: la giunta comunale di Forlì ha deciso ieri di aderire alla campagna «pace da tutti i balconi» esponendo la bandiera della pace sulla facciata del Palazzo comunale e facendo proprio l’appello del sindaco di Firenze a sostegno delle iniziative volte ad evitare la guerra in Iraq e sollecitando le città irachene ad una analoga iniziativa verso il regime di Baghdad. Intanto, il sindaco di Belluno, Ermano De Col, eletto per il centrosinistra alle comunali del 2001, ha da una settimana sulla sua scrivania l’intimazione governativa a togliere il vessillo iridato. L’idea, alla faccia delle interpretazioni “restrittive”, non gli è neanche balenata. La bandiera della pace resterà dov’è. E ci sta anche bene, pensa il 93 per cento degli italiani.

lunedì, febbraio 10, 2003




combattere per la pace è come fottere per la verginità


mercoledì, febbraio 05, 2003


...ho visto solo oggi questo ringraziamento di Helghi fatto apposta per CuT'n'PaStE...

martedì, febbraio 04, 2003

sabato, febbraio 01, 2003

Ma quest'anno piove di più perchè il Governo è più ladro?

[da Pupa]