sabato, ottobre 30, 2004

Trattato sulla rosicata





Mi è stato rimproverato l'utilizzo fumoso dell'espressione "rosicare": la colpa è senz'altro mia, non ho mai veramente detto quel che pensavo sull'argomento.

La rosicata si articola in vari punti.
Per speigarvi meglio, vi proporrò un post con le opportune citazioni.

squallido, avevo intenzione di ignorare il coacervo di stronzate che hai messo su

Tendenzialmente, si comincia con qualche iniziale incazzatura e con il mettere le mani avanti assicurando che in realtà non ce ne frega un cazzo.
Poi

già, e tu pensi che davvero scrivere quello che scrivi tu sui giornali non lo saprebbe fare chiunque altro? tenendo conto che la tua presunta "superiorità argomentativa" e composta da una tiritera di locuzioni manieriste e formule fisse applicabili in ogni occasione, dal calcio alla politica e che chiunque abbia letto due quotidiani e visto due puntate di biscardi o controcampo potrebbe ripetere a filastrocca ? quello che dici potrebbe stare in un bignami.

Questo è il cuore della rosicata.
In esso, il rosicatore
1) Si sente chiamato in causa (anche se si sta parlando di un suo fake, anche se si sta parlando in generale e non di quando quel fake si scontrò, per dire, con Squallido master).
2) Per difendersi, anche se non attaccato, inizia a sminuire l'interlocutore attaccandolo a sua volta sull'argomento che provoca la rosicata. Indi

ora dirai che sto rosicando, perché ovviamente sei prevedibile nelle tue risposte.

Ora la rosicata giunge a un altro punto chiave. Il rosicatore nega di stare rosicando, e accusa di sabotaggio chi l'ha rilevato, solitamente diffidandolo dall'usare ancora il termine. Poi

soprattutto però direi che non hai il minimo rispetto per gli altri, per la loro inteligenza ma sopratutto, ed é grave, per il loro lavoro. sei un imbecille e non credo sia solo il personaggio Squallido master ad esserlo ma la persona che ci sta dietro.

Questa è la fine della rosicata: solitamente una frase ad effetto, per accentuare la condanna dell'interlocutore. Nella rosicata riportata ci sono però alcuni elementi rafforzativi e facoltativi: il proclama buonista e l'argomentazione ad personam con riferimenti, appunto, personali.

Il rosicatore, se l'interlocutore replica, sostanzialmente fa una delle seguenti cose:
1) Inizia a rosicare e ad incazzarsi ancor più, negando il suo rosicamento e insultando l'interlocutore, spesso con argomentazioni ad personam e voli pindarici.
2) Scompare in buon ordine, ignorando tutto e tutti (operazione magari preceduta dalla rosicata aggiuntiva del "adesso non sprecherò più parole con te".

Ci sono poi altri tipi di rosicata: c'è la rosicata calcistica e la rosicata da abbassa-rating (spesso collimano comunque con quella descritta sopra).



from asphaltobynoi


venerdì, ottobre 29, 2004

non è male sentire in radio uno con cui sei uscita tempo fa che racconta come solitamente abborda una donna e sapere che è esattamente la stessa tattica che ha usato con te per portarti a letto.

Auro

giovedì, ottobre 28, 2004

ogni manifestazione di istinti la trovo assolutamente appropriata: il punto è proprio che questi a me non paiono istinti, ma la loro rappresentazione scenica.

sphera (nei commenti al pezzo A little less exhibition.)

lunedì, ottobre 25, 2004

Questo blog...

I testi e le immagini in esso contenuti sono protetti da Medieval Commons: se li riproducete a scopo di lucro dovete darmi dei soldi, se invece lo fate senza scopo di lucro dovete citarmi come autore. In mancanza vengo e vi do fuoco alla casa. Io vi ho avvisati :-)

livefast

giovedì, ottobre 21, 2004

alle 14:52 del 21 ottobre, 2004
Pros,
noi non siamo gli stessi mai, ad ogni istante
figuriamoci le nostre scritture
Effe

alle 14:55 del 21 ottobre, 2004
ma è sempre la nostra, e non ha un luogo in cui si manifesta in un modo ed un luogo in cui si manifesta in un altro. resta sempre e comunque la nostra, e vive di vita propria: o perlomeno, la mia è così, ognuno veda la propria, la mia si manifesta come vuole e come sente (come io sento), senza fare molto caso dove e per chi e per come sta scrivendo. altrimenti sarebbe snaturata.
proserpina

alle 15:01 del 21 ottobre, 2004
Confermo: ho trovato scritto LAVAMI sul parabrezza dell'auto e ho capito subito che era stata la Pros.
:)
severine

[ dai commenti di Herzog ]

mercoledì, ottobre 20, 2004

Veste sempre di nero, carismatico, occhiali scuri, ciuffo accuratamente spettinato, libro Adelphi che spunta dal cappotto (nero), volto un po' scavato da un dolore interiore che tanto ci attrae, un passato sui libri tra Sartre, Baudelaire e Villon, dischi di Gainsbourg, De Andrè e un po' di Fossati. Quando esce beve assenzio. Trasuda esistenzialismo da ogni poro. Gli manca solo più il cartello "bel tenebroso", con una grossa freccia lampeggiante che lo indica 24 ore su 24.

Poi in macchina gli trovi una cassetta di Minghi&Mietta (nemmeno un CD: una cassetta!) nascosta nel vano portaoggetti. Glissa, cerca di convincerti che sono i Cure, ma è irreparabilmente perso.

postato da kiarablog

lunedì, ottobre 18, 2004

il beccamorto



Nel Medioevo, la vita media degli uomini era di 40-45 anni e l'assistenzasocio-sanitaria inesistente. Quando un uomo moriva, per certificarne lamorte, veniva chiamato il "medico condotto" il quale per, verificare l'effettivo decesso, usava infliggere dolore al deceduto; il modo piùcomune utilizzato in quel tempo era un potente morso inflitto alle dita dei piedi (quasi sempre l'alluce). Nel dialetto del popolino, il "medico" assunse così il soprannome di "beccamorto". Questa pratica diede origine a un vero e proprio mestiere. La tradizione prevedeva che tale mestiere fosse tramandato dal padre al primo figlio maschio ma, verso la fine del medioevo,accadde qualcosa che cambiò il futuro dei beccamorti. Uno dei beccamorti più famosi non riuscì a concepire un figlio maschio, la moglie partorì quattro figlie femmine. Il beccamorto, per evitare l'estinzione del mestiere, chiese alla chiesa una dispensa per poter tramandare la professione ad una delle sue figlie femmine, la quale dopo, aver ricevuto la benedizione, iniziò il suo lavoro di beccamorto. Il caso volle che il suo primo morto fu un uomo al quale un carro aveva tranciato entrambe le gambe; la ragazza era indecisa su dove infliggere il morso, alla fine prese una decisione. E nacquero le moderne pompe funebri.

Dai oh e' lunedi cazzo.

postato da drdjdesa

domenica, ottobre 17, 2004

Prima legge dell’apprezzamento nel bloggare
Se scrivi qualcosa che tu reputi "un buon post" nessuno te lo caga. Se scrivi qualcosa che è secondo il tuo modo di essere piace ai lettori.

Lasciato là da: spiritum

giovedì, ottobre 14, 2004

Difficoltoso è il viaggio amiche mie all'interno del quale devi saper arrivare ad operare una libera scelta ovvero voler VOLERE amare oppure no.
Voler VOLERE ecco il segreto.
Che il nostro aiuto non derivi mai da sensi di colpa, bisogno d'accettazione e stati mentali deviati dalla mala educazione.
Continuare a sorridere al mondo, continuare a vivere tutti come fratelli.
Ma ha ragione Madre Psicanalisi, oggi non offro più il mio aiuto gratuito.
Devono chiederlo, devono sapere che nulla è dovuto, che il nostro aiuto vale in quanto noi valiamo.
Ficchiamocelo in testa sorelline e non fingiamo che l'egoismo sia una malattia mortale come ci hanno insegnato.
Basta aggiungere un piccolo aggettivo a qualunque parola e s'illumina l'universo che siamo.
Un po' di sano egoismo regaliamocelo finalmente.

bea;)))

- bea c., Also Sprach Zarathustra

martedì, ottobre 12, 2004



lunedì, ottobre 11, 2004

immancabilmente, resto lì qualche minuto a guardarla, colma di una strana meraviglia, quella che ti prende quando la vita si mostra semplice, bellissima e semplice.

così la pensa tequila

sabato, ottobre 09, 2004

La decisione di leggere è più faticosa della decisione di guardare la tv, anche se leggere è meno faticoso di guardare la tv.

Massimo Morelli (nei commenti di falso idillio)

venerdì, ottobre 08, 2004

8 ottobre: è il tuo compleanno, Zonker

di Luigi Bolognini

"Mi contraddico? Ebbene sì, mi contraddico. Sono vasto, contengo moltitudini". Enzo Baldoni citava Walt Whitman quando qualcuno gli faceva notare l'incoerenza tra il fare pubblicità a multinazionali tipo McDonald's e le idee no global e terzomondiste e la frequentazione di guerre e guerriglie per pura curiosità intellettuale. Ed era come se solo la sua vastità fisica - oltre un quintale anche se nell'ultima telefonata con Repubblica si vantava di aver perso chili, "visto come si mangia a Bagdad" - potesse contenere la sua vastità intellettuale. Era una persona non catalogabile, a rischio di essere scambiato per un pazzo - come avevano fatto in molti quando le cronache di questi giorni lo avevano reso celebre - o per un anticonformista a tutti i costi. Nella vita era stato mille cose (anche se da 8 anni stava scrivendo con Jacopo Fo un libro sulla rivoluzione pigra): muratore in Belgio, scaricatore, fotografo di cronaca nera, volontario della Croce Rossa (e non solo a Bagdad ora, ma per 15 anni a Milano, assieme alla moglie Giusi), professore di educazione fisica e di musica, lui grasso e stonatissimo, traduttore di fumetti come Doonesbury, Batman, Wiz, B.C. E naturalmente pubblicitario di una delle più importanti agenzie italiane e giornalista a tempo perso durante questi suoi viaggi che comunque erano e rimanevano anzitutto un arricchimento personale di esperienze.

Girare il mondo lo aveva fatto per anni in un mestiere che aveva iniziato per caso - "E io del caso mi fido sempre, perché non esiste, qualche forza misteriosa concatena tutto, basta lasciarla fare. Ero a Londra, senza un soldo, trovai nel cestino dei rifiuti un giornale italiano con un annuncio per un direttore creativo" - Poi aveva smesso quando Giusi era rimasta incinta di Gabriella: "Viaggiavo ogni giorno tra Roma, Milano, Parigi. Mollai tutto e restai a fare il casalingo per gustarmela al meglio". E, fondata l'agenzia "Le Balene colpiscono ancora" (balene, in un autoironico omaggio alla sua stazza), muoversi era diventato un piacere, anche solo nel suo buen retiro dell'agriturismo del fratello, "Il collaccio" di Preci, nell'Umbria dov'era nato 56 anni fa, o ad Abano Terme per week-end rilassanti assieme a non meno di 20 amici per volta.

Poi, 8 anni fa, la folgorazione dopo aver letto delle battaglie di Marcos in Messico. "Andai in Chiapas e conobbi Danielle Mitterrand, che mi fece entrare in contatto col subcomandante, ancora sconosciuto alla sinistra italiana". Ne ricavò degli articoli per Linus, rivista a cui lo aveva portato Oreste Del Buono grazie al suo talento di traduttore, e da lì ci prese gusto (Timor Est, Birmania, Colombia), collaborando poi anche con Repubblica, Il Venerdì, Specchio fino ora a Diario. "Le guerre rivelano il
peggio e il meglio delle persone. Io voglio capire perché un padre di famiglia ha il coraggio di prendere il mitra in mano, e voglio capire perché invece prendono a camminare per strada degli angeli senza ali che aiutano tutti in modo disinteressato e costante". Curiosità intellettuale che in fondo era la stessa che gli faceva mettere a suo agio qualunque persona incontrasse, un'affabilità che era uno studio psicologico immediato e raffinatissimo ma che non era mai falsa: gli piaceva piacere, ma piacere per quel che era, non camuffandosi. E qualcuno dei suoi interessi, dalla
politica all'arte, dall'informatica (rigorosamente tendenza Mac, odiava Windows e Bill Gates) alla letteratura, era inevitabilmente anche quello di qualcun altro che non poteva non subirne il fascino.

Raramente parlava della famiglia, ma era un modo per proteggerla perché ci era attaccatissimo, aveva cresciuto i figli Gabriella, 25 anni, artista di strada, e Guido, 21 anni, studente di filosofia, con una presenza costante, lasciandoli liberi di sbagliare, seguendoli a distanza, considerandoli persone raziocinanti fin da piccoli. In particolare non citava mai la moglie Giusi, che preferiva stare a casa e non seguirlo nelle sue zingarate in compagnia, tanto che gli amici - molti dei quali radunati in una mailing list intitolata Zonker Zone, in omaggio a un personaggio di Doonesbury - scherzando alle volte lo definivano un ragazzo padre. Padre dei due ragazzi che mercoledì hanno provato a convincere i suoi rapitori con un commovente e
dignitosissimo appello in televisione. Senza riuscirci.

Sul suo blog gli amici a notte fonda hanno inserito un messaggio che lui stesso aveva lasciato: "Guardando il cielo stellato ho pensato che magari morirò anch'io in Mesopotamia e che non me ne importa un baffo, tutto fa parte di un gigantesco divertente minestrone cosmico, e tanto vale affidarsi al vento, a questa brezza fresca da occidente e al tepore della Terra che mi riscalda il culo. L'indispensabile culo che, finora, mi ha sempre accompagnato". Ora nel vento c'è anche Enzo Baldoni, persona deliziosa, amico di tutti.

(di Luigi Bolognini, scritto nella notte tra il 26 e il 27 agosto 2004)

giovedì, ottobre 07, 2004

I blog sono uno strumento e ognuno ne fa quello che vuole? Non è vero: al massimo ne fa quello che riesce.

postato da b.georg

mercoledì, ottobre 06, 2004

Alfabeto marino a cura di Nisha (11 anni)

IL MARE

Amo il mare
Brilla il sole
Coste annegate
Dove sono i miei pesciolini?
Esprimi un desiderio, il mare ti ascolta!
Figura ondeggiante
Gira col vento schizzando diamanti
Hotel per i pesciolini vagabondi, che fate, non venite?
Isola paurosa
Luce color blu cristallo
Monti di sabbia
Niente può fermarlo, è indistruttibile
Ora per ora, il mare si dondola finché non si spegne la luce
Punisce i paurosi
Quadro romantico, perfetto per la luna di miele
Rumore di onde notturne
Sirene impaurite
Tintinnii di conchiglie impazienti
Urli sereni
Venite, pesciolini
Zoo colorato

Nisha


lunedì, ottobre 04, 2004

...dall’altra parte ci sono persone che ci osservano da fuori e vorrebbero il rispetto di quello che il più fondamentale dei diritti umani: il diritto di essere riconosciuti come individui prima che come membri di un insieme.

da Pfaal


L'origine dei tanti pregiudizi di razza, popolo, religione, fazione e quant'altro nasce appunto dal mancato uso della mente. Quante volte questi pregiudizi derivano da una ricerca attenta, approfondita e obiettiva, e quante volte invece derivano dal "sentito dire" o dal semplice assorbire l'opinione comune circolante nell'ambiente? Possiamo dire tranquillamente che è quasi sempre la seconda ipotesi ad essere vera. Nella stragrande maggioranza dei casi, quando si decide di verificare per conoscenza diretta la fondatezza di certi pregiudizi, questi finiscono per svanire.

da Asgard News

domenica, ottobre 03, 2004

La figlia di Baldoni, ieri sera

Ieri sera, in piazza Duomo, a cantare insieme a cento altri ragazzi c'era la figlia di Enzo Baldoni. Solita t-shirt bianca, jeans, sorriso ma anche un momento di pianto, quando un'amica l'ha abbracciata. Era la festa spontanea per la liberazione di Simona Pari e Simona Torretta, sotto le bandiere della pace, organizzata dagli amici milanesi di "Un Ponte per". C'era anche la banda degli Ottoni, con le sue follie musicali da secolo scorso. A cento metri, dall'altra parte del sagrato, un'altra festa, molto più rumorosa, quella di centinaia di tifosi del Celtic, ubriachi, con le loro canzoni goliardiche e l'odore di birra che arrivava fino al Castello. Non riuscivo a staccare gli occhi da lei e dalla sua emozione, che mi contagiava, da quel pensiero che doveva attraversarla, pur nella felicità che l'aveva portata lì. Mi sarei avvicinato e le avrei dato una carezza, senza parole, se non fossi così timido.

azzardato da Tuareg - mercoledì, settembre 29, 2004

sabato, ottobre 02, 2004



venerdì, ottobre 01, 2004

Sul corpo di Enzo Baldoni non ci sono novità, a un mese dalla sua uccisione. A noi sembra che il sequestro e l'uccisione di Enzo Baldoni e Ghareeb siano collegati al sequestro di Simona Pari e Simona Torretta. Sappiamo anche che il nobile tentativo di Enzo Baldoni - e quindi della Cri - era quello di portare al Papa un messaggio di Moqtada al Sadr. Il messaggio, dal Vaticano sciita a quello cattolico era semplice: parliamoci. A noi sembra che il governo chiacchieri molto e faccia ben poco. A noi risulta che la Croce rossa italiana sia al centro di un "grande gioco".

diario.it

Italian lessons n° 1

**A very important thing is to know how to ask where the toilet is....because a friend told me that there is no public toilets....they are hidden inside bars...

dov'e' il bagno per piacere?(do ve il ba-g-no per piacere)
----where is the toilet, please?

[come ci vede sky box]