giovedì, dicembre 05, 2013

- Siamo i Testimoni di Lauzi. Vuole una copia di “Geova per noi”?

Stanlaurel

lunedì, novembre 18, 2013

hitech

aiutati che il cell t'aiuta.

pupa

sabato, novembre 16, 2013

OGNI POESIA È UN VIAGGIO

Sul bus 18 una ragazza riccia
dice all’amica: «A me piace, è un viaggio»
e fa un inciso: «Be’ ogni poesia è un viaggio:
ma questo è proprio un viaggio»
e aggiunge: «Me l’ha prestato Miriam:
non è facile da leggere, ma mi prende,
mi prende proprio, comunque ci sono delle note
che spiegano le parti più difficili:
non è l’italiano che si parla adesso».
L’amica annuisce. La ragazza riccia
continua: «Devi leggerlo anche tu,
mi prende proprio che non riesco a smettere.
È un viaggio che lui scende nell’inferno
e parla con le anime dannate».

Nel mezzo del cammin del tram 18
c’è una ragazza riccia che consiglia
Dante all’amica – gliel’ha prestato Miriam.
E – per inciso – sa che è un viaggio ogni poesia.
Niente, poi sono sceso in piazza Graf.
Ma mi sembrava giusto riferire.

Carlo Molinaro

sabato, novembre 09, 2013

Non ho tempo, non ho tempo, dico a tutti così, invece il tempo ce l'ho, solo che lo voglio perdere come dico io.

Sarah Spinazzola, Il mio regalo sei tu

martedì, ottobre 29, 2013

- Sei un poeta. Riesci a fare dell’impalpabilità una… una…
- Una?
- Una mano sul culo! AHAHAHHAHAHAHAHA.
- ….cafone.

Stanlaurel

venerdì, ottobre 11, 2013

E’ stato il rumore della pioggia a risvegliarmi. Dormiamo con le finestre aperte e gli scuri accostati. La pioggia veniva giù come a ondate. Deve avere orientato e condotto i miei sogni fino al risveglio. [...]

calmafdd

mercoledì, settembre 25, 2013

È molto bello sapere che siamo in balia degli eventi, che non abbiamo alcuna possibilità di prevedere la nascita di questa creatura, di controllare le cose, di fare un minimo di programmazione.
Passiamo tutta la nostra vita a controllare e programmare, a fare conti, studi di fattibilità, organizzazioni e ci dimentichiamo che a volte è stupendo anche solo saper accogliere l’imprevisto.
Per quanto riguarda me, io vivo ogni giorno assaporandolo come se fosse l’ultimo della mia vita precedente e il primo della mia nuova vita.

Silvia

venerdì, settembre 20, 2013

Gli uomini, infinitamente soddisfatti di se stessi, percorrevano il globo in lungo e in largo dietro alle loro piccole faccende, tranquilli nella loro sicurezza d’esser padroni della materia.
Non è escluso che i microbi sotto il microscopio facciano lo stesso.

H.G.Wells (cit. da Buba)

lunedì, settembre 09, 2013

Non mi ricordo le prime parole, i primi passi e tutte quelle cose che dovrei, e non ci sono video o registrazioni a testimoni. Scusamene, se puoi.
Però ho chiaro in testa il quadro: tu, piccolissimo nel tuo nido-a-ruote, con me sullo sterrato nella campagna vicino alla nostra vecchia casa, soli ma insieme, come è stato per quasi un anno, non bravi, nè tu nè io, nei rispettivi ruoli, imperfetti e felici di noi, io te la cantavo per farti addormentare, piano piano, sempre, e tu seguivi agitando le dita, fino al sonno.
Non c’era la tromba di Satchmo e nemmeno la voce, ma a te piaceva tanto e resta la nostra canzone.
Two drifters, off to see the world. There’s such a lot of world to see. - Moon river

Sable(sse)

domenica, settembre 08, 2013

Uomini nudi con le mani in tasca

Spano faceva il professore di disegno nella mia classe. Portava un completo beige che lo faceva sembrare un informatore in un poliziesco degli anni Settanta, o forse un poliziotto infiltrato, sempre che negli anni Settanta potesse esistere un informatore o un infiltrato con lo sguardo di Joe Pesci. A lui piaceva sparare essenzialmente una domanda: "Avete mai visto...", e si guardava intorno. "Avete mai visto il film..." E infine, urlando: "'L'UOMO NUDO CON LE MANI IN TASCA'?". Questo accadeva preferibilmente durante l'ora di disegno tecnico. Lui lavorava sui nervi, dandosi da fare per produrre sobbalzi, rette storte e cancellature. Doveva avere un accordo sottobanco con una ditta di gomme. Era sposato con la professoressa di inglese, una bella mora che si pitturava gli occhi come Nefertiti. Magari glieli pitturava lui prima di uscire di casa, con il goniometro e l'eyeliner. Io mi facevo i cavoli miei. Lui se ne accorgeva, si avvicinava a passi lenti e misurati, si fermava accanto al mio banco e diceva: "Vittorelli". "Sì professore." "Disegnami una saliera di Archimede." Oppure "Fammi una pelecoide". E si guardava attorno soddisfatto. Altre volte invece era di buon umore. In quei casi diceva "Vittorelli. Disegnami un uomo nudo. Con le mani in tasca." Io allora gli facevo una piramide esagonale. "Ti devo dare sette", diceva. Mi dava sette. Spano, completo beige e basette, una moglie bella come Nefertiti, i miei quattordici anni.

mirumir

giovedì, settembre 05, 2013

Ventuno.

Ventuno anni di matrimonio, oggi.
Fossi io la sposa mi vestirei in gramaglie e andrei a cercare conforto non so da un prete, un'amica, un genitore. No, un genitore no, li ho persi tutti e due, ma qualcosa farei per alleviare lo sconforto. Ventuno anni con uno come me non sono da festeggiare, sarebbero da premiare, piuttosto. Una bella targa, una medaglia, un riconoscimento ufficiale per i servizi resi alla comunità, per aver sopportato le mie mattane, i miei sbalzi di umore, le centinaia di malattie presunte, ma non per questo meno gravi, non so se mi spiego...
Invece no, mia moglie vuole festeggiare, e le basta poco, un ristorante giapponese, stasera.
Non so che tipo di patologia abbia agli occhi, perché mi guarda ancora con lo stesso stupore dei primi giorni, e non so se ci sia veramente con la testa, perché ancora oggi ride alle mie cretinate e gioisce se, per un caso rarissimo, la accompagno a fare la spesa.
Io, personalmente, da uno come me starei alla larga, e lo dico con cognizione di causa, conoscendomi bene.
Comunque è così, lei dice di saper guardare oltre e onestamente non capisco cosa ci sia da guardare oltre. Solitamente sono sempre allo stesso posto, svenuto sul divano, probabile che abbia un debole per il muro dietro.
Però oggi è una giornata un po' particolare.
Ho sbrigato una quantità di lavoro impressionante, è arrivato un libro introvabile ordinato solo due giorni fa, ed è una Prima Edizione, usato, certo, ma in buono stato. Mia figlia ha fatto un capolavoro di esame, e lo aveva preparato in quindici giorni e in ultimo...
Per la prima volta in vita mia ho visto una libellula alla Darsena, Piazza 24 Maggio, Milano.
Era ferma sul semaforo, e ha preso il volo quando è scattato il verde.
Non credo ci sia un qualcosa che lega tutte queste cose assieme, però c'è un senso di vita leggera che mi accompagna da stamattina. E allora che Sushi sia. Io mia moglie e mia figlia, anche se forse non c'è niente da festeggiare, se non il fatto che tutti questi anni ci hanno portati a essere insieme, ancora insieme.
E la libellula?
Stava volando via dalla tranquillità della Darsena, schivando palazzi, gente, insegne, pubblicità, cartelli stradali, Volteggiava come solo le libellule sanno fare, poco sopra i tettucci delle macchine, incurante dei pericoli del traffico, di tutto. Una macchia di luce cangiante che danza fottendosene del mondo, nel centro di Milano. Come a dire... Vale la pena rischiare, lasciare dietro tutto e abbracciare il caos. Vale la pena, per poterlo raccontare, semmai tornassi a casa.

remote: Luigi Bruno Cristiano su fb

lunedì, agosto 26, 2013

Guarda com’è più avanti la stagione, a sud, e man mano che sali è sempre più indietro, e noi a Cuneo la aspettiamo, la aspettiamo, ma non arriva mai.

Alessandro Bonino (E io che mi pensavo)

mercoledì, agosto 21, 2013

boltz (su friendfeed)
voi che sapete tutto: come funziona su gmaps la visualizzazione del traffico? Da dove prende i dati?

dagli umarell sparsi in agli incroci. - lI Maestro

lunedì, agosto 19, 2013

se proprio ti vuoi sposare fai un patto con tua moglie: fra tre anni ci molliamo. se dopo tre anni state ancora insieme fai un patto con tua moglie: fra tre anni ci molliamo. se dopo sei anni state ancora insieme fai un patto con tua moglie: fra tre anni ci molliamo. se dopo nove anni state ancora insieme, non posso più fare niente per te.

(da Consiglio per il figlio, di Arsenio Bravuomo)

sabato, agosto 17, 2013

Voi intanto rassegnatevi nella consapevolezza che quei controlli e quelle restrizioni, una vera e propria rottura di zebedei che vi impedisce di portare via liquidi locali dalla vostra madrepadria, non servono a una beneamata minchia. È tutto pro forma.

da Mozzarella di bufala D.O.P. in transito a Linate di Totentanz

mercoledì, agosto 14, 2013

Quando vedi gente che cammina o corre sul rullo in palestra alle 10 del mattino, quando potrebbe farlo magari un’ora prima all’aperto, in una città ideale per i pedoni e mezza vuota ad agosto, e per farlo consuma e non produce energia elettrica – nel qual caso forse avrebbe un senso, da piccoli criceti quali siamo (“treadmill” è anche il rullo dei criceti in gabbia), e tutto questo per “consumare calorie” che hanno ingerito perché mangiano schifezze per vendere le quali schiere di pubblicitari studiano “messaggi” che ti inviano durante le pause fra programmi tv spazzatura costruiti solo per poter mandare quei messaggi, ti chiedi: ma c’è speranza, per questo mondo? Non penso.

Massimo Moruzzi (dotcoma)

venerdì, luglio 12, 2013

Dai blog siamo passati a facebook. Dalla sinistra al PD, dalla protesta a Grillo, da Obama a quello che ci spia e ammazza la gente coi missili (evidentemente un clone malvagio), da RSS a twitter, da internet ai walled garden. A DARWIN: MAVAFFANCULO!

Massimo Morelli (su ff)
Discronizziamo gli orologi, sarà l'olfatto a darci appuntamento.

Brunella Saccone: "Giulio Pianese, questa finisce sul Cut'n'paste, lo so :-D"

martedì, luglio 02, 2013

*

[I frattempo sono gli altrove, le villeggiature dei sensi, gli spazi bianchi su cui scriverci altre storie ed alleviarci dolori anche solo per un attimo, come il soffio sul bruciore ossigenato di una sbucciatura di ginocchio. Quegli altrove che crediamo migliori dei qui e ora.]

e.l.e.n.a.

domenica, maggio 12, 2013

abbiamo una classe dirigente che è inciampata in Internet senza averne vissuto la storia e senza essersi educata a comprenderla.

Giuseppe Granieri

venerdì, maggio 03, 2013

A volte alzava la testa al cielo senza fissare un punto preciso, come qualcuno che cerca un oggetto smarrito che non può essere là dove guarda.

Mbacke Gadji, Nel limbo della terra

giovedì, maggio 02, 2013

Un giorno un professore di filosofia chiese ai suoi alunni di rispondere ad una sola domanda come esame finale: la domanda era: “In che modo riusciresti a convincermi che quella sedia di fronte a te è invisibile?”
Tutti gli studenti impiegarono un’ora per rispondere alla domanda, tranne uno che aveva consegnato dopo una manciata di minuti. Il giorno dopo vennero comunicati i risultati: il ragazzo che aveva impiegato quei pochi minuti per rispondere aveva preso il voto più alto.
Sul proprio foglio aveva scritto: “Quale sedia?”

dal tumblr di clairevivalavida

martedì, aprile 30, 2013

Una tal Sabrina della Venchi mi invita a festeggiare la mamma regalandole quantità smodate di cioccolato col 34% di sconto. L'entusiasmo è tale che non ho il coraggio di rivelarle che sono orfano.

splendidi quarantenni

mercoledì, aprile 24, 2013

per chi eventualmente riesca ad essere incredulo, nonostante tutto, che esista un peggio mi sentirei di spendere due parole di rassicurazione: abbiate fede, c’è sempre un peggio per quanto inimmaginabile.

Sable

domenica, aprile 21, 2013

se potessi tornare indietro mi sposerei una ragazza da night perché sono ciniche e disincantate, abituate a vivere nell'ambiente più falso della terra, dove i sorrisi e le carezze si comprano, e quando ti amano vuol dire che te lo meriti davvero e ti fanno veramente felice. C'è della poesia in quelle ragazze.

(parola di Beniamino Rossini in La terra della mia anima, Massimo Carlotto, 2006)

sabato, aprile 13, 2013

Grazie Andy, per avermi fatto capire che c’è bellezza anche dove non la vedi, che basta saperla cercare, o aspettare che arrivi. O che torni. Che tutti, a modo nostro, siamo stati, siamo, o saremo belli.

laPitta

venerdì, aprile 12, 2013

scrivere a qualcuno non è come scrivere solo a se stessi. Riflettere in proprio ti consente dei vantaggi in complessità, a volte, ma ti frega sulla concretezza.

Narsil

sabato, marzo 30, 2013

è che abbiamo sempre bisogno di semplificare per non perdere la testa, per illuderci di avere le cose sotto controllo almeno nella nostra testa; la verità è che non sappiamo mai niente delle vite che stanno fuori da quelle che compongono i nostri microcosmi, figurati quando di vite, nei tuoi dintorni prossimi, ce ne sono venti milioni.

Sir Squonk

mercoledì, marzo 20, 2013

Stamattina gli uccelli hanno cantato intorno alle cinque. Mi sono detta che potevo svegliarmi con un giusto alibi, che non era per via dell’insonnia. Che l’insonnia prima o poi si sarebbe trasformata in dinamismo.

Mi guardo dall’esterno, avvolta dal velo di stanchezza, e un po’ mi intenerisco. Mi abbraccio, fin dove le braccia arrivano. Penso che non ci si possa autoinvitare nelle vite degli altri. Può darsi che in quel momento siano tutte in disordine, o che vivano in così pochi metri quadri di anima, sentimento e voglie, che non c’è spazio per ospiti a sopresa.

Mi siedo al sole, stamattina, nel mio terrazzino pieno di piante e benedico il tempo che si muove. Dovunque vada, andrà bene. Osservo le impronte che ho lasciato nel mio cammino e aspetto che il mare venga a ricoprirle, che al loro posto restino solo conchiglie da raccogliere.

Ci farò una cornice, su una base azzurra. Al centro una foto che ho molto amato. Avevo lunghi capelli mossi e dentini piccoli e radi. Abbiamo camminato fin qui, dirò. Tanta strada. E’ normale sentirsi stanche.

Ci riposeremo per un tratto, io e la bambina. Poi ripartiremo, mano a mano.

Flounder

sabato, marzo 16, 2013

“c’era una volta una ballerina che si chiamava stella.
venne un sette nano che la prese in braccio e la portò in casa.
lei aveva tutti i piedi fuori e le mani fuori. dal letto.
e poi invece arrivò il mostro a due teste e la ballerina stella si addormentò
e il mostro a due teste se la mangiarono.
fine della storia.”

epsilon1, figlia di Arsenio Bravuomo

venerdì, marzo 15, 2013

Prima proposta di legge del Movimento 5 Stelle: istituire una commissione parlamentare che si occupi, con valore retroattivo, di eliminare da Ruzzle le parole inesistenti, e quindi ricalcolare i punteggi di tutte le partite giocate fino a oggi. I nuovi risultati saranno pubblicati di volta in volta sulla Gazzetta Ufficiale.

da Futurland, Spinoza.it

lunedì, marzo 04, 2013

Immagina una partita a scacchi in un bar

-Cosa scegli, i bianchi o i neri?
-No.
-Cosa no?
-Deciderò il colore di volta in volta.
... -Come sarebbe a dire? Guarda che qua uno usa i bianchi e l'altro i neri, non è che...
-Ma perché mi costringi a scegliere tra i bianchi e i neri?
-Vuoi che cominciamo a giocare o no?
-Io sono qua per parlare di cose serie, mica per stare ai vostri giochetti! Sono anni e anni che ci prendete in giro con le vostre noiosissime partite a scacchi...
-Vabbè senti tiriamo una moneta, testa uso io i bianchi e tu i neri, croce viceversa... ecco, croce. Hai tu i bianchi. Disponi i tuoi pezzi.
-Finora avete giocato sempre voialtri, non sapete fare altro che parlare di disporre i pezzi e spartire cariche a destra e a sinistra, siete tutti uguali...
-Ma sai giocare a scacchi? Piazza 'sti pezzi!
-Eccolo qua, l'arrogante che pensa di sapere tutto sugli scacchi. Piazzerò i pezzi di volta in volta.
-Ma non è così che funziona!
-E chi sei tu per dirmi non è così che funziona? Ha sempre funzionato male, con il vostro sistema!
-Oh, insomma, ti piazzo io pezzi, va bene?
-Non toccare i miei pezzi!
-Piantala. Ecco.
-...
-Tocca a te, i bianchi muovono per primi!
-Muoverò i pezzi di volta in volta.
-Sì, ma tocca a te aprire!
-Lo vedi che sei in crisi? Non sai cosa fare, sei lì che brancoli nel buio, non hai visto lo tsunami che arrivava...
-Senti, hai voluto tu giocare a scacchi, adesso gioca.
-Giocherò in base alle mosse che mi proporrai.
-Forse non ci siamo capiti: io non posso muovere se non inizi tu la partita.
-Iniziare la partita con voi significa legittimare un vostro modo di giocare a scacchi che...
-Ma voi chi?! Che cazzo stai dicendo? Se non muovi, la partita non inizia!
-È questo che vi dicono i vostri giornali? Eh? Che la partita inizia se si muovono i bianchi?
-Non è che lo dicono i giornali, sono le regole del gioco.
-Ma quali regole, voi ve ne dovete andare!
-Senti, MUOVI una cosa qualsiasi, per favore, altrimenti facciamo notte.
-Ecco, to'. Ho fatto la mia mossa. Ma solo perché ho deciso io di muovere.
-Aspetta, scusa... quello è un alfiere.
-E quindi?
-Gli hai fatto scavalcare i pedoni, non si può.
-Come non si può? Dillo che sei spiazzato, dillo!
-Non è che sono spiazzato, è che solo i cavalli possono scavalcare gli altri pezzi!
-Appunto! È quello che avete sempre fatto voi! Non vi accorgete che vi stiamo travolgendo? Non vi accorgete che avete già perso? Arrendetevi!

Finale aperto: il giocatore dei neri continua a giocare da solo, mentre l'altro aspetta di avere il doppio dei pezzi. Nel frattempo, l'anziano proprietario del bar abbassa la serranda a metà. Fuori, un cartello: "cedesi attività".

[Carlo Alberto Lentola]

(segnalato da Susanna su facebook)

sabato, marzo 02, 2013

Ritmi e parabole

C'è un ritmo nella bruttezza
c'è un ritmo nella bellezza
d'internocase e luci
e parabole senz'ali di sopraelevate.
E in tutto un luogo d'anima
dove il volo è dello sguardo
e il nido il collo di un uomo
il suo odore, buono
il pulsare sordo del suo cuore.

Silvia Messa
1 marzo 2013

lunedì, febbraio 25, 2013

La sintesi del male italiano è tutta lì: mentre gli altri paesi discutono sulle leggi al momento di stilarle e approvarle e poi fine del discorso, in Italia se ne discute al momento di applicarle.

Totentanz

mercoledì, febbraio 20, 2013

Mamma, pensiamo al presente, coccolami.

elena petulia

domenica, febbraio 17, 2013

nel 1915 Chaplin partecipò a un concorso per sosia di Chaplin, e arrivò terzo.

Sarah Spinazzola

mercoledì, febbraio 06, 2013

Fognare è quando si fa ordine apparente e, per fare in fretta e fare meno fatica, le cose si nascondono ficcandole rapidamente e in maniera indiscriminata in qualche posto fuori dalla vista.
[...]
Ci sono persone che, una volta in cui erano di corsa, hanno fognato sé stesse ripromettendosi di occuparsene in un altro momento ma poi non hanno mai trovato il tempo, e non ricordano neanche più di averlo fatto.

Sphera

sabato, febbraio 02, 2013

sono uscita senza telefono per provare a tenere alta la testa e guardare la gente.

paolina

mercoledì, gennaio 30, 2013

IL NIDO E IL GORGO

C'è una certa somiglianza
– avete mai osservato? –
fra un nido e un gorgo:

la stessa forma rotonda
che circonda
e avvolge:

ed è profonda al centro,
profonda e oscura
– avete mai osservato?

C'è somiglianza
fra ciò che accoglie e protegge
e ciò che inghiotte e soffocando uccide.

A un filo di brezza
che arriva da fuori
per prendere fiato si sporge la vita.

[Carlo Molinaro]

martedì, gennaio 29, 2013

l’aver memoria è un movimento fatto su un tapis roulant: ci si muove stando fermi.

Il Disagiato

lunedì, gennaio 28, 2013

"Sono senza mutande". Ciò che un tempo suonava erotico, ora denuncia cassetti vuoi.

splendidi quarantenni

lunedì, gennaio 07, 2013

"“Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto,
l’ultimo fiume avvelenato,
l’ultimo pesce pescato,
ci accorgeremo che non si potrà mangiare il denaro"


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