lunedì, febbraio 17, 2014

La festa che non ci fu

   I braccianti delle campagne della Patagonia argentina avevano incrociato le braccia contro i salari bassissimi e le lunghissime giornate lavorative, e l'esercito si incaricò di ristabilire l'ordine.
   Fucilare stanca. In quella notte di oggi del 1922 i soldati, esausti di così tante uccisioni, andarono al bordello del porto San Julián a ricevere la loro meritata ricompensa.
   Ma le cinque donne che vi lavoravano gli chiusero la porta in faccia e li svergognarono al grido di: "Assassini, assassini, via di qui..."
   Osvaldo Bayer ha conservato i loro nomi. Si chiamavano Consuelo García, Ángela Fortunato, Amalia Rodríguez, María Juliache e Maud Forest.
   Le puttane. Le dignitose.

Eduardo Galeano, I figli dei giorni ("Febbraio 17")

mercoledì, febbraio 05, 2014

Oltre la Vita c'e' la Vita. Domenica pomeriggio Pupa ed io arriviamo in clinica che il cielo era azzurro terso. Uno stormo di gabbiani volava proprio sopra la palazzina e io penso che i miei gabbiani erano venuti per lui. Pino stava male, molto, respirava a fatica, era tutto un dolore ormai. Abbiamo cercato un aiuto nella televisione, qualunque cosa sarebbe andata bene purche' fosse stata soft. Invece a un certo punto abbiamo spento perche' quel trash di galline svampite e voci chiocce stava profanando qualcosa di sacro, il dolore di un uomo va rispettato sempre. Arianna leggeva qualcosa, le chiedo cos'e', lei dice "poi te lo dico". Allora guardo il titolo. E' il "Libro Tibetano dei Morti". Le dico " leggimi qualcosa". E lei legge alcuni passi che via via ci aiutano a ritrovare la Luce. C'e' un brano importante che consiglia di non avere paura quando si lascia la dimensione umana per andare verso quella misteriosa onda luminosa che pero' puo' terrificare. Perche' tutto terrifica se non lo si conosce. Mentre Pupa con quell'immenso coraggio che solo l'amore sa dare si occupa di tante piccole importanti cose pratiche, compreso il riscaldare mani e piedi del suo papa', io sento che devo proteggerlo da quella paura dell'Ignoto Viaggio che Pino sta per affrontare. Ognuno aiuta assecondando la sua natura che e' sempre buona, ma bisogna trovare il coraggio di trovarla. Io so soltanto proteggere le persone da se stesse, dalle loro paure e dall'altrui ingiustizia e cosi' a quel mio compito mi attendo. In serata Pino peggiora, il respiro si fa mozzo e sempre piu' corto. Pupa in silenzio piange disperata. Ma abbiamo un dovere da svolgere: dobbiamo restare serene perche' lui non deve andarsene via impaurito e traversare nel terrore la Porta dell'Altra Dimensione. Cosi' mentre gli tengo la mano abbraccio le mani di mia figlia e della sua compagna che subito si stringono in un abbraccio forte. E tutti e quattro, insieme, affrontiamo quel qualcosa che il mondo fa apparire lugubre e disperato e che noi riusciamo a trasformare in un sereno.... arrivederci. Non c'e' piu' tempo per le lacrime, abbiamo un compito da svolgere. Alle tre l'ultimo respiro. Siamo serene e continuiamo ad incoraggiarlo: non aver paura piccolo grande uomo, di la' ci sono i grandi spiriti che ti prenderanno per mano e continueranno cio' che noi qui abbiamo incominciato. Il mio gabbiano piange e piangera' fino a mattino sopra la clinica. Noi no. Lui e' ancora qui e non deve vederci disperate. Quando arrivano gli umani ad occuparsi delle cose materiali io mi allontano. Non andro' al funerale dove coloro che lo hanno lasciato solo in vita si puliranno la coscienza con quattro lacrime di condoglianze. Noi tre ci occupiamo di piccole terribili cose mortuarie, purtroppo. Ma nessuno deve toglierci quella serenita' con la quale abbiamo accompagnato Pino che sentiamo ancora vivo, in giro per l'etere a curiosare come faceva di solito. Cosi' lo immaginiamo dalle tre di domenica 27 dicembre e non e' pia illusione. Il "dopo" e' fatto di ricerca delle prove di una vita ultratterrena, prove che sono sempre arrivate e che stanno arrivando a cominciare da un grande senso di pace. Chi ama per davvero dona. E i grandi spiriti dei morti sanno bene come restituire. La Gratitudine e' sentimento divino che gli spiriti conoscono bene. Oltre la vita c'e' la vita che e' pace, e' gratitudine, e' proseguire il viaggio insieme. Pino non e' "morto". Ha soltanto cominciato un Nuovo Viaggio. Ma e' qui con noi. Perche' nessuna signora con la falce potra' mai spezzare quel legame superiore e misterioso che noi chiamiamo Amore. Che e' eterno. Per noi che restiamo, man mano che il cervello prende coscienza della perdita il dolore si fa piu' forte. E sara' sempre piu' forte. Siamo umani, fragili e fallaci. Ma abbiamo dentro di noi la scintilla di una Luce Universale dalla quale tutti proveniamo e alla quale tutti ritorneremo. Noi siamo Luce amico mio Zu, dovremmo ricordarcelo piu' spesso. E Luce dovremmo imparare a donare a coloro che non riescono piu' a ricordarla. E se gli uomini di oggi ci rifiutano, c'e' sempre qualcuno che vorrebbe essere accompagnato nel suo viaggio oltre la vita verso la vita. O un bambino a cui donare una carezza e un sorriso. O un vecchio solo che vorrebbe raccontare la sua storia a qualcuno che lo stia ad ascoltare. Vita e' l'Amore che non muore

Bea, alias Mariemarion