martedì, agosto 31, 2010

Stamattina ho anche aperto la finestra e contemplando il mare ho tirato un respiro profondo stiracchiandomi in un gesto compiaciuto stile "buongiorno mondo". Ho così colpito forte col gomito, nel punto preciso detto "della bestemmia", la maniglia della finestra. Era il mondo che mi diceva "buongiorno il cazzo", e infatti -- dopo due ore d'autostrada trafficata -- dalla finestra non vedo più il mare ma l'asfalto bollente di tor di quinto.

- vic

lunedì, agosto 30, 2010

I blog sono importanti perché sono la scialuppa di salvataggio dei tuoi pensieri.

Federico Bolsoman

sabato, agosto 28, 2010

Quasi tutte le persone che conosco sono lente. Da quando si alzano a quando si addormentano non riescono a combinare un cazzo perche' ciondolano attraverso l'esistenza.

il bruko su asphalto

giovedì, agosto 26, 2010

E allora di cosa parliamo? Vabbeh niente dai, torniamo allo spazio bianco. E scriveteci voi quello che volete. Ricordatelo come lo conoscevate, o come avevate capito che fosse se non l’avevate conosciuto, o come pensate potesse essere uno con quella faccia un po’ così e quell’espressione un po’ così. Se volete un consiglio deridetelo, come aveva chiesto lui ("Dateci dentro e non risparmiatemi. Tanto non avrete mai veramente idea di tutto quello che ho combinato"). Massacratelo. Così impara a lasciarci soli, il bastardo!
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Luigi Bolognini, detto "Bolo"

Bloghdad

mercoledì, agosto 25, 2010

cerco solo di prendere le cose dal verso giusto per fare meno fatica

elena petulia

domenica, agosto 22, 2010

Insetti senza frontiere è un’associazione senza fini di lucro che si propone la salvaguardia e dov’è possibile la promozione di ogni specie di insetti in tutte le parti e le regioni del mondo. Come il profumo del biancospino non è indifferente per le costellazioni, così non c’è un solo insetto la cui estinzione non sia per produrre un qualche imprevedibile avanzamento della intera specie umana (che anche a noi, sia pure a malincuore, piace di tutelare) verso la distruzione. Gli insetti hanno abitato la terra ben prima dell’uomo, di cui soltanto dopo miliardi d’anni alcune misteriose astronavi, inviate da un funesto Titano di cieli senza luce, deposero sul suolo vergine di quello che divenne in seguito l’inabissato, da molto tempo, continente atlantico, la prima coppia. Incontrando la mosca, la coppia prese a imitarla nella sua lieta facilità a riprodursi, e in meno di un secolo si formarono interi popoli di cui resta la malfamata memoria in tradizioni orali e scritture sacre. Considerando le mosche messaggeri divini, gli uomini, per offerta sacrificale a questi padroncini elettivi, inventarono la cucina, che le mosche prediligono sia appena servita fumante nei conviti che trasformata in rifiuti organici, non più amati dagli uomini fin dai tempi di Numa Pompilio re del Lazio e di Roma.
La minaccia di clonazione universale di esemplari di insetti geneticamente modificati, privati di pungiglione attivo, ci ha giustamente allarmati e indotti a predisporre adeguate misure di protezione del pungiglione naturale: abbiamo in riserve segrete diecimila miliardi di zanzare, vespe, api, calabroni di ogni tipo, che ingegnosi vettori possono scaraventare su tutti i nostri agglomerati urbani in quantità sufficiente per far capire anche ai più ottusi e ambiziosi pserimentatori che c’è una sanzione divina pronta a punire la loro tracotanza.
La libertà di pungere, è scritto nei nostri statutti, sia garantita a tutti gli insetti dotati di pungiglione difensivo-offensivo indispensabile alla loro sopravvivenza - a scapito, se necessario, di quella degli umani.
Insetti senza frontiere considera La metamorfosi del dottor Franz Kafka di Praga non un testo di abbassamento dell’uomo, ma di commovente esaltazione dell’insetto. E denuncia come ingiuriose e lesive per la dignità della condizione di un insetto locuzioni correnti come “nosioso peggio di un insetto”,  “ti schiaccerò come un insetto”, “spiaccicato sull’asfalto che pareva un insetto”, e simili, mentre ci domandiamo se dire di “valere meno di un insetto” o “quanto un insetto” significhi realmente valere pochissimo. In verità noi dubitiamo fortemente che gli dei abbiano deposto nell’uomo, fin dal principio, la misura di tutte le cose.
Se tutti gli insetti sono degni di rispetto, i Ragni - tempio il loro filamento - sono sacri. È falsa la rima in lingua francese che colloca vista di un ragno di sera tra i segni di speranza e fa di un ragno visto al mattino un presagio di giorno nefasto. Noi gli opponiamo la rima seguente:

Ho visto un ragno
nella gioia mi bagno.

La scopa casalinga che schiaccia i ragni o ne costringe intere famiglie a chiedere asilo altrove attira sul luogo la sventura. Cancella una testimonianza esemplare dell’Arca noachide.
Collezionare insetti trafitti è un crimine.
La nostra Associazione ha proposto, al Congresso americano e ad altri parlamenti, che una volta al mese, per un giorno, preferibilmente festivo, siano visitati da scarafaggi, cimici fetide, scarabei, formichine e formiconi tutti i frigoriferi, dai macelli di Chicago ai frigobar delle moderne celle dei Trappisti e degli alberghi a due stelle lungo il cammino di Santiago, dai motels appostati lungo le autostrade, alle case che non amano la violenza e benedice perfetta serenità.
I santi cristiani che per qualche innocente punzecchiatura ritenevano inviati del Demonio gli insetti, erano santità false.
Insetti senza frontiere contrasta per quanto può l’eccesso di moltiplicazone delle folle umane e permette agli insetti di deporre uova fino a sessanta volte durante il loro arco fugace. Anche per loro vale il Niente di Troppo della saggezza antica.
La nostra Associazione propugna l’assegnazione annuale di un Premio Nobel per la pace dell’uomo con l’universo meraviglioso dell’Insetto.
Siamo operanti presso le Nazioni Unite perché sia dichiarata inumana la concessione biblica di mangiare arrostite o in qualsiasi altro modo le cavallette e altri insetti cashèr come il soleam, il hargòl e il hagàb, così chiamati in Levitico, 11, 22.
Proporremo alle legislazioni illuminate di punire penalmente, a scopo esemplarmente rieducativo, i torturatori e mutilatori di insetti sia di minore che di maggiore età.
Non esistono insetti nocivi.
Oh carovane del Dedanìm, se incontrate insetti assetati di una goccia di sangeue dategli il vostro. (Adattamento di Isaia profeta, cap. 21).
Insetti senza frontiere non trascurerà ogni sforzo per educare le sventurate falene a non farsi attirare funestamente dalle lampadine elettriche durante i loro voli notturni al di qua dei vetri delle nostre case.
Schiacciare un insetto aggrava il debito karmico.
Coccinelle, farfalle bianche e nere, lucciole notturne allontanano gli artigli invisibili delle Tenebre. I ronzii d’alveare, i cori delle cicale, il cantare dei grilli contribuiscono ad una elevata terapia musicale. Insetti senza frontiere ne diffonde registrazioni audiovisive al prezzo famigliare di un euro e cinquanta, nelle fiere, nei supermercati e nei suk.
Il Tao senza nome abita, sorride, medita in un piccolissimo guscio insieme a un insetto unico che ab aeterno predica il Non-Agire.

Il Filosofo Ignoto


Guido Ceronetti
Insetti senza frontiere,
Adelphi, Milano 2009
pag. 11-14

venerdì, agosto 20, 2010

i cattivi sono più interessanti perchè i buoni son sempre dei depressi.

giovedì, agosto 19, 2010

Mio nome è Marilia Bubic i zerca marito. Io ha riceve offerta di sacco di ragazzi, ma io interessa di umido Ovest e vuole impara bene vostro linguaggio. Saluto.

Marilia Bubic

domenica, agosto 15, 2010

E quando l'evento, il grosso cambiamento della tua vita, è semplicemente una presa di coscienza, non è strano? Non c'è assolutamente nulla di diverso, tranne il fatto che vedi le cose in un altro modo e di conseguenza sei meno impaurita e meno ansiosa e nel complesso più forte: non è sorprendente che una cosa completamente invisibile nella tua testa possa sembrarti più vera di qualunque altra cosa tu abbia mai provato prima? Vedi tutto più chiaramente, e sai che stai vedendo più chiaramente.

Jonathan Franzen, Le correzioni (traduzione di Silvia Pareschi)

lunedì, agosto 09, 2010

E tutte le stelle che cadono nel corso delle altre notti? Stelle precarie, poverine.. :D Io ne ho vista una l'altra sera, durante il concerto degli U2 a Torino. Cosa potevo desiderare di più di quel momento? Ero proprio dove avrei voluto essere, con la persona che amo, con alcuni tra i più cari amici. Ho lasciato il desiderio agli altri :)

Stef nei commenti a Mitì

lunedì, agosto 02, 2010

Non contano solo le vittime e il dolore che i sopravvisssuti si portano addosso.
Il depistaggio (e il suo corollario) raggiunge il suo scopo non tanto quando abbia deviato l'attenzione delle indagini su binari che prima o dopo risulteranno morti.
Lo raggiunge quando finalmente, magari dopo anni, genera quella stanchezza che invariabilmente coglie chi non abbia le motivazioni dirette e la pazienza storica di vedere quali siano le conseguenze di un attentato del genere sul lungo termine.
I responsabili puntano tutto sullo sfracellamento di palle. Lo stesso che hai quando ti dicono che Berlusc*ni si scop* quattro putt*ne a sera con i tuoi soldi: dopo qualche mese sei annoiato, stufo del continuo rumore che se ne fa e non vedi l'ora non tanto di avere un Presidente del consiglio meno che criminale, ma che la smettano di dargli del puttaniere, che alla fine dai, l'uccello duro ce l'abbiamo tutti, no? E poi siamo cinquanta milioni a pagargli le tr*ie, è solo un centesimo a testa. E allora gridiamolo insieme, dai: Viva il Presidente Puttaniere! Viva il Presidente Puttaniere!
Pare delirio, ma finirà così grazie, appunto, al depistaggio.
Il quale non si basa sui contenuti, bensì sulla forma.
Il depistaggio è prestigio, illusione, deviazione dell'attenzione altrui.
Se ci si arrende, se ci si distrae, rimangono proprio *solo* i morti. E sono morti il cui inconsapevole sacrificio è ancora più vano, se mai a qualcosa servono uccisioni simili.
Ecco perché ricordare chi sono i colpevoli. Ecco perché continuare ad affermare che "fascista" è sinonimo di decadenza sociale e non un folkloristico nomignolo da dare a simpatici teatranti seduti in Parlamento.
Ricordare significa rimanere attaccati alla dignità, quella che nessuno ti può levare con le menzogne che a furia di essere ripetute diventano verità.
È il rumore di fondo che ci confonde. Serve allenamento per filtrarlo e per riuscire finalmente ad ascoltare ciò che è utile.

Rillo (in un commento a Verba manent)