domenica, novembre 22, 2015

Insomma, oggi posso dire con certezza, guardando indietro, con rinnovate sicurezza e maturità, e vecchiezza, e due palle anche, di aver superato momenti difficili, bui, nei quali non riuscivo a vedere altra via d'uscita se non la mia testardaggine e la lavatrice che gira rassicurante (l'asciugatrice no perché non si vede dentro).

Buba (Georgia)

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L'odore è quello di notte inoltrata anche se in realtà non sono nemmeno le undici. La stanchezza inganna i sensi e la percezione del tempo. Ti siedi sulla tazza del water, pensieri confusi, pensieri pesanti. Piano piano tutto si allontana irrilevante, il lavoro, la casa, la famiglia. Un passo nel vuoto, così all'improvviso. Potresti restare lì, nei confini della follia, per l'eternità e nessuno verrebbe a cercarti.
Poi il tuo sguardo si scosta di un attimo ed eccola la lavatrice, piena di biancheria da stendere.
Così sorridi e passando dall'oblio all'oblò torni.

wild (Tania)