domenica, gennaio 31, 2010

Che ai freddi giorni della merla si contrappongano le calde notti della passera.

splendidi quarantenni

sabato, gennaio 30, 2010

Quando nevica, EasyJet cancella tutti i voli: quelli durante la nevicata, quelli dopo, nelle 48 ore successive (anche se il dopo è una giornata di sole estivo) e, se potesse, cancellerebbe anche i voli prima.

giusec&frienz

(grazie a pm10 e chettimar)

giovedì, gennaio 28, 2010

Legge di Paul: Non si può cadere dal pavimento.
Corollario di Rygunz: Il pavimento può cadere.

Jacopod nei commenti al ff di livefast

mercoledì, gennaio 27, 2010

La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

laPitta

domenica, gennaio 24, 2010

nella comunicazione la vera tirannia del mezzo sul contenuto si esercita non tanto sulla forma di questo contenuto, quanto sulla sua stessa esistenza, perché il mezzo non solo fornisce la materia fisica in cui il pensiero si incarna e si fa elemento di scambio, ma crea l’ambiente di coltura in cui questo può attecchire, il che detto in parole povere significa per esempio che grazie al blog in questo momento non solo sto scrivendo, ma sto prima di tutto pensando le cose che sto scrivendo, cose che non potrei mai dire, perché non potrei mai pensarle, al telefono, su facebook o di persona, anzi, di persona meno che mai, ché proprio su questo riflettevo l’altro giorno, quando mi sono resa definitivamente conto che non sono adatta alla vita reale, ma solo a quella differita, che dovrebbe funzionare pressappoco così, che per esempio succede un fatto, e per una mia reazione ci si aggiorna dopo un paio di settimane, oppure uno mi chiede una cosa, e io gli rispondo dopo tre giorni, e magari nel frattempo mi metto a scrivere sul blog e la risposta d’incanto prende corpo, ed è questo per esempio un buon motivo per cui, gira e rigira, sempre qui torno, per darmi l’opportunità di produrre pensieri o risposte che in nessun altro modo potrebbero nascere.

HangingRock

sabato, gennaio 23, 2010

Giuro di non riversare mai più il mio rancore, per quanto giustificato, su una collettività di uomini, quali che siano la razza, la religione, le convinzioni, i pregiudizi, gli errori. Compiango quei poveri ragazzi. Ma non posso perdonare gli individui, quelli che mi respingono, quelli che freddamente ci voltano le spalle, quelli che aspettano solo di giocarti un tiro mancino. Quelli... vorrei averli tra le mani un giorno... Quando finirà tutto ciò?

appunti di Irène Némirovsky tratti dal suo diario
(in Suite francese, ed. Adelphi,
traduzione di Laura Frausin Guarino)

martedì, gennaio 19, 2010

Vogliamo soltanto libri scritti senza l'assillo del best seller.

Palmasco

sabato, gennaio 16, 2010

Mi piace abbracciare le persone, è intenso, profondo, bello. E se abbraccio qualcuno, e qualcuno si lascia abbracciare (perché mica è banale trovare qualcuno che si lasci abbracciare) succede sempre qualcosa. È come se in un attimo ciascuno lasciasse attaccato all’altro un pezzettino di sé.
E quel pezzettino dice moltissimo, racconta un sacco di storie, concede un istante di condivisione.

Lele Rozza

venerdì, gennaio 15, 2010

Capii che accettare i propri limiti non significava essere dei falliti o degli sconfitti, ma dava la possibilità di migliorarsi. Se capisci che puoi sollevare cento chili e non mille, magari, allenandoti, dopo un po' ne tiri su centodieci, poi centoventi. Magari a mille non arriverai mai, ma migliorerai. Prima, però, devi prendere atto di chi sei davvero.

Sandrone Dazieri

giovedì, gennaio 14, 2010

Un cuore abitato dagli altri non muore solo.

Angela

(ciao)

mercoledì, gennaio 13, 2010

Credo che sostituirò le dieci righe del mio short cv con una sola: «ancora cinque minuti».

vic su friendfeed

lunedì, gennaio 11, 2010

Se non ci fosse stato il femminismo, in questo paese, saremmo ancora ad abortire coi ferri da calza sul tavolo di cucina. Non ti permettere mai piu' di mancare di rispetto alle donne che hanno permesso a tua sorella e a tua figlia di essere considerate esseri pensanti e corpi inviolabili).

Paola

domenica, gennaio 10, 2010

Some believe that embarrassing things will become less embarrassing once everyone can see everyone else’s faults – the internet as community of the flawed. David Weinberger is quoted: “An age of transparency must be an age of forgiveness.” Or, as Marc van der Chijs puts it in Googlespeak: Life is beta.

(blogoscoped)

sabato, gennaio 09, 2010

[Incrociando un'altra gondola] Òu Denis, ti xè ancora drio lavorare?

No sta dirme gnente. Go caricà sta squadra de Cinciunciàn e 'i vol far el giro de tute 'e isoe. Ti, invese?

Mi go sta mericana rincojonìa. 'A xe anca vecia, no me penso de taconarla gnanca na s'cianta.

Ma dai, 'e vecie 'e xé 'e pì brave.

Va' in mona, sborà de un sborà!

De che a troia de to mare!

Ti e ta morti!

Ciao!

Ciao!

What did he say?

Gnente signora, roba de marinai. Bisogna sempre dirse se riva 'a tempesta, se ghe xé pericoeo de onde alte. No se sa mai.

turismo culturale su ottagono irregolare

giovedì, gennaio 07, 2010

Tutto quello che non viene detto, spiegato, illuminato, rende un’immagine potente.

Sara Lando (Bruko)

mercoledì, gennaio 06, 2010

Ah giusto... il nome. Ostia. Beh, sei uomo, in fondo. Ti spiace se, per non confondermi troppo, ti chiamo... tesoro?

La Flauta

lunedì, gennaio 04, 2010

C'era un tempo in cui cercare le cose in rete era un'arte. Arte in senso proprio: tutti erano capaci di scrivere una parola su Altavista, ma più difficile era trovare qualcosa che parlasse proprio di quanto si cercava, e più difficile ancora valutare l'affidabilità di quanto rinvenuto.
Poi è arrivato Google, e tutto è divenuto più semplice: è come se ci avessero messo il servosterzo.
Io, che come prima macchina ho avuto una 127, ho imparato a parcheggiare senza il servosterzo, e ora quando guido la vecchia Twingo di mia madre -che il servosterzo non ce l'ha- parcheggio sempre malvolentieri, dato che si fa fatica: ma ci riesco. Chi ha imparato a guidare con il servosterzo, invece, trova impossibile parcheggiare senza quell'ausilio meccanico.

m.fisk

domenica, gennaio 03, 2010

Milano butta via ogni giorno 180 quintali di pane

Ecco cosa succede quando non si sanno preparare i canederli.