sabato, ottobre 29, 2011

Per quanto si creda di esserne consapevole, per lo più non si coglie appieno la fortuna che si ha fino a che non si smette di averla.

viridian

giovedì, ottobre 27, 2011

E anche i ricordi imballati in scatoloni, ce li barattiamo al mercatino dell’usato… un pezzo di noi finirà in una casa, un altro brandello in un’altra. Una scapola come portacenere, un piede come fermacarte, un occhio come palla pazza, la milza come antistress…

da Cemetery di issohardtosee

lunedì, ottobre 24, 2011

il gioco è di guardarle in faccia e sentirle addosso, tutte le mattine del mondo.

Sphera

mercoledì, ottobre 19, 2011

*: mi piacerebbe una volta poter stare un po' in silenzio con te
#: sono bravissimo. so stare in silenzio in 27 lingue diverse

Can't stand it all

martedì, ottobre 18, 2011

[chiedere il ripristino della legge Reale è...]

Un po’ come chiedere di dichiarare lo stato di calamità naturale perché ci si è intasato il cesso.

chamberlain

lunedì, ottobre 17, 2011

una simulazione di cimitero per anime smarrite.

saramon

giovedì, ottobre 13, 2011

Da cal dè, corp ed 'na lòuna,
c'a' i ho avù la sorta e la furtòuna
d'incuntrèret, et 'n'al cherdrè,
quand a'n't' vèdd me a sòun disprè:
quand a't' vèdd e a't' sòun darèint
tùtti agli òri em sèmbren mumèint.

Ma an sèmm mai da per nuèter:
tùtt 'st'andèr avanti e indré,
'ste balèr ed quèst e ed stèter,
e sburlòun, e pistèr 'd pé...
pròia mai catèr al drìtt
ed dir quell ch'an t'ho mai dìtt?

Ch'a se squàia i me magòun,
che t'me fàtt dvintèr più bòun,
e che insòma, dio scalabrèin,
me a te at vòi propri bèin?

An dìrem gninta, lasa stèr:
vagabònd seinsa sustansa
a'n'ho mai avù speransa
te m'la fàggh anch sol nasèr.

Da quel dì, corpo di una luna, / che ho avuto la sorte e la fortuna / d'incontrarti, non lo crederai, / ma quando non ti vedo sono disperato: / quando ti vedo e ti sono vicino / tutte le ore mi sembrano istanti. // Ma non siamo mai soli: / tutto questo andare avanti e indietro, / questo ballare di questi e di quest'altro, / e spintoni e pestar di piedi... / potrò mai trovare il destro / di dirti ciò che non t'ho mai detto? // Che si scioglie il mio magone, / che mi hai fatto diventare più buono, / e che, insomma, dio scalabrino, / io ti voglio proprio bene? // Non dirmi niente, lascia stare: / vagabondo senza sostanza / non ho mai avuto speranza / che tu me la faccia anche solo annusare.

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Autore carpigiano ignoto, tramandata dal nonno di mio padre Valentino Imbeni. Si sospetta che l'autore sia lo stesso Valentino, noto come il bandito Mastrilli della banda Adani e Caprari. "Troppe volte - scrive il babbo - me la recitò con occhi brillanti fino a farmela imprimere nella mente".

grushenka

mercoledì, ottobre 12, 2011

Dans ce monde, il faut être un peu trop bon pour l’être assez.

Marivaux

A questo mondo bisogna essere un po' troppo buoni per essere buoni abbastanza.

(cit. da Sphera)

martedì, ottobre 11, 2011

In fondo è questo che intendiamo quando diciamo che non stiamo pensando a niente: che stiamo a pensando a tutto.

Livefast

domenica, ottobre 09, 2011

quella scomoda miscela di malinconia, nostalgia e disorientamento che affiora quando finisce qualcosa.

da visioni d'istanti

sabato, ottobre 08, 2011

prima di pranzare esce una bella istagramma del piatto da varie angolazioni, poi si fredda tutto e lo getta che' ormai e' una fetenzia

da "la giornata tipo del cacacazzo di friendfeed", di Angelo Fissore

giovedì, ottobre 06, 2011

Se gli facevano il Backup oggi non saremmo qui a dir è morto è morto.

- paz83 (nei commenti di ff)

martedì, ottobre 04, 2011

Ho spento la TV 25 anni fa e non posso che compiacermi

(Marco Pagani, sui suoi commenti)

domenica, ottobre 02, 2011

L’amministratore delegato di una società di telecomunicazione monopolista dell’ultimo miglio e oligopolista di tutto il resto parla (a proposito della internet a carbonella) di servizio best effort come se fosse una cosa naturale. Tipo: vai al ristorante, ordini spaghetti alla bottarga e ti portano un uovo sodo ma paghi il prezzo pieno. Se protesti ti rispondono che il servizio è best effort. Se lo possono permettere perché sono monopolisti, tant’è vero che lo stesso amministratore, parlando di un mirabolante aggeggio da attaccare alla tele che doveva fare furore e che nessuno ha voluto, ammette che il cliente, potendo scegliere, pretende la perfezione e l’aggeggio non era ancora abbastanza perfettissimo. Più tardi Chettimar suggeriva che un servizio best effort andrebbe anche pagato best effort: la bolletta è da 150 Euri ma oggi ne ho in tasca 20 quindi fateveli bastare.

Gaspar Torriero