martedì, marzo 29, 2011

Da lontano sembran giornate beige, da vicino poi invece ci son mille puntini colorati. A volte se guardi bene fanno anche un disegno.

Alessandro (zio Bonino)

sabato, marzo 26, 2011

Un post bellissimo di Trabucco. Non ne metto qua nemmeno una frase perché è corto e così uno se lo legge tutto che gli conviene

giovedì, marzo 17, 2011

[Centocinquanta, l'Italia la canta]

Veni, Vidi e Gratta e Vinci.

Ruggito del coniglio, cit. da Blogorrea

martedì, marzo 15, 2011

Mi fermo di fronte a un negozio che ha la più bella insegna che io conosca – Let’s fill this town with artists, dice. Me lo ricordo, lo avevo notato l’anno scorso o due anni fa. Decido di entrare, mi perdo a guardare i gessi, i carboncini, le stilografiche per il tratto da artista, dei set straordinari di drawing inks, e decine e decine di blocchi per disegnare, di quelli che tocchi la carta con un dito e capisci che non si tratta di roba comune, che quasi dispiace usarli, ne senti i pori e ne vedi il colore diverso dal solito.

Sir Squonk

lunedì, marzo 14, 2011

questa se ne sta a sviolinare come se non ci fosse un domani, e anche il cane bianco abbaia come se non ci fosse un domani.

Mentre un domani c'è, io lo so: si chiamerà martedì e sarà fatto di violini e di cani bianchi che abbaiano.

mirumir

venerdì, marzo 11, 2011

bisogna scrivere se si ha solo voglia di lamentarsi
o si risulta molesti?
e quindi scrivere d'altro
non sarebbe disonesto?
ma chi se ne frega!
ma poi
i lettori non la sanno tutta
mai
men che mai in questo caso
nessuno vorrebbe leggere di miserie troppo inquietanti
la vita là fuori prosegue
mica si sono fermati tutti con te
ogni tanto qualcuno passa ad ascoltare qualche aneddoto
e questo è tutto
vedi di fartelo bastare

prikedelik

giovedì, marzo 10, 2011

La mimosa dura un giorno. Io sono qui tutta la vita.

Albamarina

martedì, marzo 08, 2011

ero un morto solitario. Non ero mai stato che un pre-antenato. Ciò che stupiva era che io non avevo ricordanza del tempo vissuto. Rammentavo solamente certi momenti, ma sempre esterni a me. Rammentavo, soprattutto, il profumo della terra quando pioveva. Vedendo la pioggia scorrere in gennaio, mi domandavo: come sappiamo che questo odore è della terra e non del cielo? Ma non ricordavo, intanto, nessuna intimità del mio vivere. Sarà sempre così? Gli altri morti avrebbero perso la memoria privata? Non lo so. Nel mio caso, tuttavia, io aspiravo a ottenere l'accesso alle mie esperienze private. Quel che volevo ricordare, assai-assai, erano le donne che ho amato.

Mia Couto, Sotto l'albero del frangipani
(traduzione di Roberto Mulinacci)

domenica, marzo 06, 2011

La verità è che la Rete altro non è che un enorme mandala.

Davide Lombardi

martedì, marzo 01, 2011

Verah
Esiste, allora, il colpo di fulmine ??????
...
sì, esiste. mi ha bruciato la scheda madre. - Valentina Quepasa