martedì, marzo 08, 2011

ero un morto solitario. Non ero mai stato che un pre-antenato. Ciò che stupiva era che io non avevo ricordanza del tempo vissuto. Rammentavo solamente certi momenti, ma sempre esterni a me. Rammentavo, soprattutto, il profumo della terra quando pioveva. Vedendo la pioggia scorrere in gennaio, mi domandavo: come sappiamo che questo odore è della terra e non del cielo? Ma non ricordavo, intanto, nessuna intimità del mio vivere. Sarà sempre così? Gli altri morti avrebbero perso la memoria privata? Non lo so. Nel mio caso, tuttavia, io aspiravo a ottenere l'accesso alle mie esperienze private. Quel che volevo ricordare, assai-assai, erano le donne che ho amato.

Mia Couto, Sotto l'albero del frangipani
(traduzione di Roberto Mulinacci)

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