domenica, aprile 29, 2012

E ci tocca così far finta di nulla e riappropriarci della dignità mancante che poi è una delle principali responsabilità di un genitore: quella di non dare segni di assenza e di tenere sempre la luce accesa – la luce dentro di sé, in senso metaforico – perché non si sa mai, la paura del buio non si vince mai del tutto.

da continuità del servizio, di plus1gmt

venerdì, aprile 27, 2012

Non mi rendo conto che sto seguendo il ritmo di una qualche segreta dolente danza.

mich in sintesi

martedì, aprile 24, 2012

Riverberi musicali. Il sole scompigliato dal vento.

e.l.e.n.a.

domenica, aprile 22, 2012

Se fosse l'ultimo dei giorni, io penso, sarebbe un trionfo. Sarebbe il modo migliore per chiudere la porta e passare di là o dovunque si vada. Non è mancato niente e al tempo stesso non c'è stato nulla di troppo.
Poi il sonno imperla il profilo dei pensieri, che si perdono nell'incoscienza del riposo. A domani ci penserò. Di oggi sono grata.

Sabina

mercoledì, aprile 18, 2012

Se esiste qualcosa,
tra quelle in cui il mio sguardo ama smarrirsi un po’,
è in una specie di mare, che di mare proprio non sa:
è nel verde nuovo delle colline percorse dal vento.
È, negli occhi, il vento che cammina nel grano.

Laura di Available in blue

martedì, aprile 10, 2012


Leah Dieterich

Care Nuvole,
grazie per essere in grado di trasformarvi in tartarughe, grammofoni e qualsiasi altra cosa. Se riuscite a farlo pur essendo solo vapore acqueo, allora anch'io posso diventare tutto quel che voglio.
Leah

mercoledì, aprile 04, 2012

Ho fumato l’ultima sigaretta alla finestra, il parco sotto casa è buio ma le sagome degli alberi sono ben definite dal chiarore del cielo anche se nuvole piene di promesse bagnate lo coprono un po’. C’è una leggera brezza e un silenzio che sembra un po’ magico. Si sente la primavera anche a quest’ora, è quasi mezzanotte e il sonno sembra in stand-by. Respiro profondamente, notti così sono dolci, ti fanno proprio voglia di respirarle tutte. Spengo e mio malgrado chiudo la finestra. Rientro nella mia piccola realtà di gesti e rituali e mentre mi lavo i denti improvvisamente visualizzo il mio fegato. Un brivido freddo mi attraversa il corpo nell’istante esatto in cui uno strano calore mi pervade il collo, credo sia paura.

nonsipuòmorireora