lunedì, novembre 30, 2009

La poesia si distingue dal linguaggio automatico appunto perché a metà del viaggio ci riscuote e ci sveglia. La parola ci appare allora molto più lunga di quanto credessimo, sicché ci rammentiamo che parlare significa essere sempre in cammino.

Osip Mandel’štam cit. da M.Elena

domenica, novembre 29, 2009

Negli ultimi dieci anni la complicità della vittima è stato il punto focale della mia attenzione, è solo da lì che si può ripartire onestamente per scardinare un meccanismo che non funziona, che genera danno. Accettare la propria complicità permette di adeguare le armi al combattimento, di forgiarle in modo assolutamente non casuale.
Vale per tutto, all’esterno e all’interno. Vale per gli abusi che si subiscono e quelli che ci si autoinfligge. Negli abusi autoinflitti considero anche una somma di eccessi rispetto ai quali perdiamo il controllo e che ci ledono. Più ne abbiamo bisogno e più ci danneggiano.

Flounder

venerdì, novembre 27, 2009

Che certe volte io mi sveglio nella notte e mi chiedo: ma com’è che l’ho conosciuto questo qui che mi russa accanto part time?

Isa Dex

martedì, novembre 24, 2009

O ssaje comme fa 'o core

Tu stive 'nzieme a n'ato
je te guardaje
e primma 'e da' 'o tiempo all'uocchie
e' s'annammura'
già s'era fatt' annanze 'o core.
A mme, a mme
'o ssaje comme fa 'o core
quanno s'è annamurato.

Tu stive 'nzieme a mme
je te guardavo e me dicevo:
"Comme sarrà succiesso ca è fernuto?"
ma je nun m'arrenn'
ce voglio pruva'.
Poi se facette annanze 'o core
e me dicette:
"Tu vuo' pruvà?
E pruova, je me ne vaco!"
'O ssaje comme fa 'o core
quanno s'è sbagliato.

Massimo Troisi (video)

lunedì, novembre 23, 2009

Vi chiedo solo - scusate l'invasività della richiesta - la media dei vostri amici o parenti sotto i 40 anni ammalati di tumore. Nel frattempo vado a vomitare.

mafe

video del tentativo di intervista all'Ing. Riva (proprietario dell'ILVA di Taranto)

domenica, novembre 22, 2009

Le favole non dicono ai bambini che esistono i draghi, i bambini già sanno che esistono, le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere uccisi.

Gilbert Keith Chesterton (cit. da fraublucher)

venerdì, novembre 20, 2009

spiegare le battute a chi non le capisce è un po' come dire "sposta quella lingua" a chi non sa baciare

Adamo Lanna

giovedì, novembre 19, 2009

sai come si chiama il piu grande nutrizionista giapponese?
     
Hommangiato Seifiki
     
e il suo nipote e cliente?
     
Hoccagato Seifiki
Sono bastate due pagine che già chiudi il libro, che hai capito il perché di questo strano appuntamento, in questa strana notte che per un attimo ti eri illusa di riuscire a dormire presto. Ti risuona in testa una frase di Irving arrivata a tradimento nel pomeriggio, una frase capace di far riaffiorare tutto quello che è successo da quel mare in poi.

mastrangelina (in Felicemente disadattati)

mercoledì, novembre 18, 2009

Practise the shrug; eventually you will be able to do it in such a way as to suggest that, not only has the witness not hurt you, but that the witness is beneath the contempt of the civilized world.

K.F. Hegland, citato e tradotto da Gianrico Carofiglio

Esercitatevi nella scrollata di spalle; alla fine sarete capaci di praticarla in modo tale da suggerire non solo che il teste non vi danneggia, ma che quel testimone è al di sotto del disprezzo della gente civile.

lunedì, novembre 16, 2009

Se questa maligna volontà di vendetta è ciò che ha prodotto Strasburgo per favore riattaccategli i crocifissi nelle aule, che si tengano la loro crudeltà di fondo ben esemplificata da un morto dissanguato trafitto di chiodi esposto a bambini dai tre anni in su, che godano della loro superiorità su tutte le altre religioni e dei loro privilegi all'interno di una scuola pubblica che di laico non ha niente, ma lascino in pace i bambini dell'età del mio

Sable

domenica, novembre 15, 2009

e se ve la trovaste di fronte hellokittizzata (o simili) a sopresa al primo o secondo appuntamento? - blimunda

al terzo mi presenterei con la felpa dei gormiti - confuso

(da friendfeed)

sabato, novembre 14, 2009

– Io scrivo versi!- (Pam! Sentono questa parola per la prima volta, sorridono senza capire, e quando me ne andrò diranno che sono un tipo strano, che non faccio contenta la mamma, che sono un buono a nulla e che sarebbe meglio se facessi qualcosa di pratico). Sorrido, ma c’è poco da ridere.
Gente simile è un muro intorno all’anima e di muri siffatti ce n’è a milioni, quante sono le stelle, impenetrabili, massicci, ignari. Sbattici contro e se ne stacca una pietruzza appena, e il piccolo buco subito si riottura. Questa gente ha vissuto molto più a lungo di me, ma non ha visto, non ha sentito e non ha provato niente tranne il suo muro.
Io anch’io ho il mio muro, certo. Ma questo muro mi opprime almeno, almeno mi soffoca, almeno mi cade addosso. Sono un cattivo lavoratore, il mio muro è forato, pieno di buchi, è come una visione del cappottino di Rimbaud – non è quindi orgoglio ciò di cui ti parlo.
Ma amo molto i ciechi, che imparano ad andare senza il bastone bianco. Che cadano, che inciampino, ma procedano appoggiandosi a se stessi!

Jiri Orten, 22 luglio 1940 - da viadellebelledonne

venerdì, novembre 13, 2009

Benati, Silenzio in Emilia



da Phonkmeister

giovedì, novembre 12, 2009


Noisy Alphabet di Tom Gauld
Giro il mondo, vi prego di credermi: la gentilezza, fino a qualche tempo fa, era il nostro marchio di fabbrica, e attirava più stranieri di Venezia e del Colosseo.
Non so cosa ci stia succedendo, e cosa possiamo fare per rimediare. Forse considerare l'aggressività per ciò che è: non lo stile dei forti, ma il marchio dei falliti.

beppe severgnini su Italians
A ogni buon conto, se non volete considerare i taglietti con la carta alla stregua di un infortunio sul lavoro, dateci almeno dei cerotti che rimangono attaccati, per la miseria.

Catriona Potts

mercoledì, novembre 11, 2009

Non è felice chi gode, ma chi è convinto che godrà ancora.

splendidi quarantenni

martedì, novembre 10, 2009

1870: A.G.Bell inventa il telefono.
1871: Antonio Meucci afferma che il telefono lo ha inventato prima lui e gli fa causa.
1872: A.G.Bell telefona alle 2 di notte a Meucci e gli spiega nei dettagli come è fatta la patana della mamma.
1873: Meucci scrive sul muro grande della stazione “vuoi chiavare? telefona…” e mette nome cognome e numero di telefono della mamma di G.Bell.
1876: Viene inventato il primo telefono a disco.
1877: Adesso cani e puorci riescono a utilizzare il telefono.
1878: Adesso pure i sciemi.
1880: Adesso pure le femmine.
1881: la Sip accumincia a mandare le bullette.
1891: Guglielmo Marconi costruisce la prima radio.
1891: (la sera) gliela fottono da dentro alla machina.

Gianfranco Marziano (grazie a Hotel Messico)

lunedì, novembre 09, 2009

Da ragazza abitavo tra un querceto e i binari di una ferrovia.
Il passaggio dei treni dava l’ora a mia madre, che si regolava con littorine, treni merci e campane.
Non mi facevano studiare, non c’erano soldi. Ero a servizio presso un pittore. Mi chiedeva di spolverare, specie scaffali aperti su cui erano sparsi libri che poi mi prestava. Un giorno mi lasciò il libro di un russo, Tolstoj si chiamava.
Una domenica mattina ero a casa mia, e non c’era niente da fare.
Buttai pane in una borsa di canapa, presi il libro di Tolstoj, andai al querceto.
Cercai l’angolo d’ombra dove Gino mi aveva baciato i capelli, e la schiena, prima di partire soldato.
Stesa su erba secca lessi pagine, spazzolando via ostinate formiche dai fogli. Mangiai pane.
Ore dopo, si sentì lo sferragliare della littorina della sera. Lo scuro nascondeva le parole, gli occhi bruciavano.
Intorno, era buono l’odore delle querce.
Elena G. (sul blog di Sidgi)

domenica, novembre 08, 2009

Oggi ho fatto colazione col vino, ho mangiato noccioline MA ho lavato i piatti.
Poi ho guardato un film.

(zabrini)

venerdì, novembre 06, 2009

tu sei il nuovo mondo scoperto per errore
me credevo ch'eri india invece sei l'amore

LaCeciarelli


(titolo di e.l.e.n.a.: l'uomo di colombo)

giovedì, novembre 05, 2009

Coniuge: I file che mi hai allegato erano sbagliati
Sable: Li ho presi dal tuo PC in casa, dalla cartella che mi hai detto, i nomi che mi hai detto
Coniuge: Ma dentro non c'era quello che volevo
Sable: Non li ho aperti e modificati, te li ho solo allegati!
Coniuge: Non c'è nessuno degli aggiornamenti che avevo fatto
Sable: Quelli che hai fatto ieri lavorando sul PC dell'ufficio?
Coniuge: Sì
Sable: Te lo ripeto lentamente: gli aggiornamenti che hai fatto ieri sul PC dell'ufficio, lì dove sei ora?
Coniuge [dopo considerevole riflessione]: Ah già, forse non sono in casa
Sable: Forse. Ciao [riattacca il telefono e cerca il numero di un avvocato divorzista in gamba]

mercoledì, novembre 04, 2009



a chi subisce violenze da uomini e da mali. A chi se ne va.

caffè a colazione

martedì, novembre 03, 2009

Ci sono momenti nella vita in cui, per la tutela psicofisica propria e dei propri figli, si rendono necessarie azioni che non vorresti compiere. Purtroppo la stupidità umana mi ha messo in pericolo, e da oggi le mie identità virtuali cesseranno di esistere. Non fatemi domande, non posso rispondervi.
Staremo bene, sia io che i cuccioli. Magari un giorno tornerò, a tempo debito, se tutto andrà per il verso giusto. Grazie per le parole di conforto, per il supporto, per esser sempre stati qui ad ascoltarci. Mi mancherà questo scambio, ma non posso fare altrimenti e non per mia volontà.
A presto, spero.
BlackCat

lunedì, novembre 02, 2009

Due pezzi rotti incollati, sembrano un pezzo intero, anche se un poco più strano

francesco, qui
L'alta definizione sarà la rovina della vostra fantasia, signori. Improvvisamente vi accorgerete che le gnocche dei vostri sogni sono donne normali, truccate e illuminate bene.

Giulia B. (da FF)