lunedì, luglio 26, 2010

E me son l’aqua che fa specio terso
e l’òrdola che canta ‘l sovo ben,
e me son l’aria e so nel canto perso
che fa tremà fin l’erba sul teren.

da L'ora granda di Biagio Marin


E io sono l'acqua che fa specchio terso
e l'allodola che canta il suo bene,
e io sono l'aria e sono il canto perso
che fa tremar fin l'erba sul terreno.


dalla traduzione di mirumir

venerdì, luglio 23, 2010

"Qual è il problema, non riesci ad accettare la vita così com'è? Non puoi fare a meno di inseguire chimere?"

"Se hai nutrito delle speranze, tirare avanti dopo averle perdute diventa difficile. Abbandonare i sogni non è complicato; quella è la parte facile. Qualche volta capita di doverlo fare. Ma dopo... con che cosa li sostituisci? Con niente. E il vuoto è spaventoso. Immenso. E in un modo o nell'altro assorbe tutto il resto; qualche volta è più grande del mondo intero. E cresce. Si fa infinito. Capisci di che sto parlando?"

"No."

da Svegliatevi, dormienti, di Philip K. Dick (traduzione di Simona Fefè)

giovedì, luglio 22, 2010

Stamattina mi sono masturbata con lo spazzolino elettrico di Hello Kitty.

da [Hello Kitty] La soluzione finale, di Hotel Messico

lunedì, luglio 19, 2010

milano è un luogo dove in verità sei tutto e niente
e dove l'unica risposta sensata è che mi giro e ti bacio

Susan (da My Own Private Milano)

domenica, luglio 18, 2010

In Trentino oggi le montagne si staccano dal cielo che nemmeno con photoshop

elena chesta

sabato, luglio 17, 2010

Siamo tutti inteccettati
Rrispettiamo la praivasi: non mi piace ammazzare quaccuno che lo sà già in anticipo pecchè mi spiò.

bernardop

venerdì, luglio 16, 2010

Mi ha detto mio cugino che una volta ha premuto CTRL+Z talmente tante volte che si è disinstallato Windows.

PiccoloImprenditore

giovedì, luglio 15, 2010

a volte lo chiamo: leo, piccolino, gli dico. abbiamo dieci cm di spazio per salutarci, per dargli una carezza io e lui una leccatina sulla mano. gli mollo una fetta biscottata, un cracker, l'altro giorno un po' d'acqua ché alle due faceva appena 39 gradi. mi piace pensare che gli faccia piacere che una sconosciuta larga dieci cm nei quali riesce a vedere solo il mio occhio destro e una mano che spunta lo distragga per qualche secondo da una giornata solitaria lunghissima. poi mi dico che forse son scema e che lui, come dicon tutti, non ha la cognizione del tempo che passa. e allora, spingendomi nei meandri dell'autocoscienza fai da te, sono costretta ad ammettere che forse è lui che fa compagnia a me e che siamo due cani solitari ognuno sul proprio balcone.

pupa

mercoledì, luglio 14, 2010

daddy's girl
Si smette mai di essere figli? E quando? Cosa si diventa dopo essere stati figli? Si diventa orfani, si diventa adulti o si diventa vecchi? Forse si diventa solo un po' più soli e la consapevolezza di questa nuova solitudine così diversa, così pesante e irreversibile confonde il presente e il passato, accorciando improvvisamente e inaspettatamente l'idea di futuro.

wild

martedì, luglio 13, 2010

Mh. Va bene. Sono pronta ad ammetterlo. Forse qualche volta, ma proprio di rado, ho fatto cose inaudite per le ragionevoli gabbie quotidiane: ho dilatato tempi e spazi. Ho preso possesso, con delizia e privilegio, di minuti lunghissimi, li ho assaggiati, mi ci sono sdraiata sopra. E mi è pure piaciuto.

mich

lunedì, luglio 12, 2010

Alla fin fine non sono poi così tante, le cose che ricorderemo di questo primo Mondiale africano.
La prima volta della Spagna e, per penoso contrappasso, la figuraccia storica della nazionale italiana.
Le diaboliche vuvuzelas.
Il polpo Paul e i suoi 8 pronostici azzeccati su 8.
E i 62 morti in un doppio attentato esplosivo in Uganda. Ah, no, scusate, questo non c'entra coi Mondiali. Dimenticatelo pure.

kutavness
alla soglia dei 30 anni credo che nel cuccare (in entrambe le parrocchie) c'è l'atteggiamento vincente, che appunto vince e secondo me contano più le sopracciglia dei capelli

(da una chat privata)

venerdì, luglio 09, 2010

Isola Virtuale: "mi tocca pitturare il soggiorno, ma non prima di avere spostato i mobili e smontato tutti gli ammennicoli elettronici."
jAsOn: "non spostare niente e usa photoshop"

da friendfeed

giovedì, luglio 08, 2010

Venerdì ho visto un mostro in treno. Non prendo quasi mai il treno ma venerdì dovevo andare a Venezia e quando sono entrata nel vagone lui era già seduto lì. Aveva due gambe che toccavano terra e altre due, più magre, a penzoloni su un fianco. Aveva il respiro affannoso, una mano spuntava dalla nuca per poi nascondersi e riapparire sotto l’ascella. Le due teste erano unite da un’unica bocca che si divorava cercando di farsi appena male mentre tutte quelle braccia percorrevano ogni centimetro, come se avesse bisogno di verificare che certe parti del corpo fossero ancora lì. Colpiva quanto fosse lontano da tutti, come fuori dal tempo e dal treno, come sognando sveglio una guerra allucinante. Faceva caldo e ogni tanto una goccia di sudore scivolava sulla pelle ma non ci faceva caso.

simple

mercoledì, luglio 07, 2010

i vuoti, quando non riesci a riempirli, possono inghiottirti.

Brunella (Flounder) su facebook

martedì, luglio 06, 2010

quelle dita sulla tastiera sprigionano biglietti di sola andata per il regno della fantasia

da Blogorrea (a proposito di Stevie Wonder)

sabato, luglio 03, 2010

e ora vado a catafottermi a mare

Laura*KoAn

venerdì, luglio 02, 2010

Chi legge troppi libri spesso fa cose di cui non c'è nessun bisogno.

Gianrico Carofiglio, Le perfezioni provvisorie