giovedì, ottobre 19, 2017

L'autunno è timido
inizia a colorare con le matite qualche foglia,
prova i colori prima di coprire la tela di tempera

Liliana Aviano

domenica, ottobre 01, 2017

Elementare

E c'è che vorrei il cielo elementare
azzurro come i mari degli atlanti
la tersità di un indice che dica
questa è la terra, il blu che vedi è mare.


Piove

Piove, e se piovesse per sempre
sarebbe questa tua carezza lunga
che si ferma sul petto, le tempie;
eccoci, luccicante sorella,
nel cerchio del tempo buono, nell'ora
indovinata
stiamo noi, due sguardi versati in un corpo,
uno stare senza dimora
che ci fa intangibili, sottili come un sentiero
di matita
da me a te né dopo né dove, amore,
nello scorrere
quando mi dici guardami bene, guarda:
l'albero è capovolto, la radice è nell'aria.

Pierluigi Cappello (Gemona del Friuli, 8 agosto 1967 – Cassacco, 1 ottobre 2017)

(grazie a Emilia Patruno)

giovedì, settembre 14, 2017

If I read our story backwards, it’s about how I un-broke your heart, and then we were happy until one day, you forgot about me forever.
- Joseph Gordon-Levitt, The Tiny Book of Tiny Stories

Se leggessi la nostra storia a ritroso, parla di come ti aggiustai il cuore e poi fummo felici finché, un giorno, ti dimenticasti di me per sempre.
(traduzione di Giulio Pianese)

mercoledì, settembre 13, 2017

Qual è il denominatore comune tra l’autista Atac romano che come destinazione del suo bus scrive “Vaccinazioni ‘sto cazzo” e il presidente di regione lombardo che sulla facciata del palazzo di cui è governatore fa scrivere su più piani “Family Day”?
La risposta non può che essere: l’abuso di potere.
Infatti entrambi approfittano del ruolo che ricoprono - e per cui sono pagati con soldi pubblici - per manifestare personali opinioni, che in altre sedi sarebbero pienamente legittimati a sostenere.
Vedo diffondersi questo tipo di comportamenti, come se la convinzione d’essere nel giusto legittimasse l’abuso di potere.
Occorre pesantemente sanzionarli perché minano alla base le regole di civile convivenza in uno stato di diritto.

Franco Buffoni

lunedì, settembre 11, 2017

“Affréttati!”
“Cosa aspetti?”
“Corri a”
“Non perdere tempo”
Oggi come oggi le pubblicità delle cose non solo vogliono convicerti a comprare quelle cose, ma pretendono che tu lo faccia anche alla svelta.
[...]
ma chi cazzo vi credete di essere?
Mi dovreste stendere i tappeti rossi e trattare con tutte le buone maniere e le gentilezze del mondo, visto che sto pensando se comprare o no la vostra merda.
[...]
Io, quando mi dite di non aspettare, di cogliere l’attimo, mi siedo sul mio divano, ingollo una pasticca NonCiPensare® Clebbino e infilo un dito nel culo della mia pecora gonfiabile, e aspetto che il tempo faccia il suo dovere, spazzandovi via.

Bandini

domenica, settembre 10, 2017

Una delle possibilità per migliorare il mondo è questa: ogni volta che sentite il bisogno di esternare il vostro sdegno, prendete quell'energia e fate una buona azione minuscola e silenziosa.
Se proprio non ci riuscite, mettete ordine in qualcosa: la libreria, le bollette, il cassetto delle mutande.
Il Male e l'Ingiustizia non sono eliminabili, ma possono essere bilanciati.

Brunella Saccone

giovedì, marzo 02, 2017

CLIENTE: "Ciao zio (sic), vendete anche manifesti?"

LIBRAIO: "Qualcuno, cinematografico. Sono lì. Ne cercavi uno in particolare?"

CLIENTE: "Sì, quello di Marx."

LIBRAIO: "…"

CLIENTE: "…"

LIBRAIO: "Ehm, Il manifesto di Marx è un libro. Il manifesto del Partito Comunista."

CLIENTE: "Sei serio, zio?"

LIBRAIO: "Sì."

CLIENTE: "Ah. Per questo non l'ho mai visto appeso da nessuna parte, questo manifesto di Marx?"

LIBRAIO: "Eh, già."

L'apprendista libraio

sabato, gennaio 28, 2017

Sono in cucina a farmi un caffè e un toast, suona il telefono, il numero è sconosciuto.
- Pronto?
- Pronto, buongiorno, avrebbe pochi minuti per rispondere a un sondaggio?
- Pochi minuti quanti?
- Diciamo due o tre?
- Ok, vada.
- Grazie. La avviso che la telefonata sarà interamente registrata in modo da garantire la
- Sì sì, lo so, vada.
- Ah, ok. Allora, dunque, lei viaggia in treno?
- Be', sì. Diciamo che mi capita di prendere qualche treno ogni tanto.
- Quanti treni prende in un mese?
- Guardi, di preciso non saprei.
- Più di uno, più di dieci, nessuno?
- Dunque, mi faccia pensare. Direi...una settantina?
- Una sett?
- 'Ttantina.
- E' una battuta?
- No, perché?
- Cioè, lei prende SETTANTA treni in un mese?
- Sì, più o meno. Ma è una stima eh. A luglio saranno stati un centinaio.
- Scusi, lei lavora sui treni?
- In che senso?
- E' tipo un macchinista, o un controllore, o che ne so?
- No no, ci viaggio e basta.
- Allora è un pendolare? C'è una tratta che predilige?
- No.
- No?
- No. Faccio tratte sempre diverse. Tipo settimana scorsa ho fatto l'Adriatica e sono andato a Bari, stasera prenderò un regionale per Brescia, l'altro ieri ne ho preso uno per Arezzo. A proposito, è molto bella Arezzo, sa?
- Immagino. Quindi lei è un libero professionista?
- Sì, penso si possa dire così.
- Posso chiederle che lavoro fa?
- Sa che è una bella domanda? Direi che...racconto storie, credo.
- Mi scusi?
- Racconto storie. Certe volte coi disegni, certe volte con le parole. Qualche volta anche al telefono.
- Come al telefono?
- Be', un po' come adesso, no? Questa non è forse una storia?
- Non saprei. Lo è?
- Ma certo. Vuole sapere come comincia?
- Non ne sono sicura.
- Allora, c'era un tizio che era in cucina a farsi un caffè e un toast, dopo una nottata passata con una bambina di tre anni distesa sullo sterno che gli ha tossito in faccia i-nin-ter-rot-ta-men-te per otto ore di fila. Quando la bambina è rotolata addosso alla mamma, dopo aver fatto uscire le due figlie maggiori per prendere il pulmino per la scuola, il tizio si è detto: Aaah, adesso mi preparo un bel caffè e un toast e mi metto qui sul divano per qualche minuto a guardare la puntata di "Ciao sono Hiro" quella su "l'insalàda di fruto di passsione e calamaaali cludi", e sul più bello che il caffè sta salendo nella moka e Hiro ha cominciato ad affettare i calamaaali, ecco che il telefono squilla. Il numero è sconosciuto, ma il tizio risponde lo stesso. E' una signorina che gli chiede se ha due minuti per rispondere a un sondaggio, facciamo tre, e lui dice di sì anche se sa già in partenza che saranno almeno dieci e gli toccherà bere il caffè freddo e mangiare il toast bruciato.
- Lei è molto buffo, sa?
- Dice?
- Sì, soprattutto quando dice: calamaaali. Lì fa proprio ridere. Me lo dice ancora?
- Calamaaali!
- Ahahaha.
- Lei ha una bellissima risata, sa?
- Grazie.
- Non sto facendo il lumacone per cercare di irretirla, eh? Non fraintenda.
- No no, ma non si preoccupi. E poi, per telefono come farebbe a irretirmi?
- Non mi sottovaluti, volendo ho una tecnica infallibile.
- E quale sarebbe?
- Calamaaali!
- Ahahaha.
- Uh, madonna!
- Che succede?
- Niente, mi si è appena bruciato il toast.
- Ah, mi dispiace. Allora vuol dire che siamo arrivati alla fine della sua storia.
- Mannò, non può essere così banale, facciamo un finale a sorpresa, dai.
- Tipo?
- Tipo che le faccio il vento al telefono, mi viene benissimo.
- Guardi, non so se.
- WHOOOSSSShhhhSSShhhhh!
- Cioè, ma fa impressione!
- Vero? E' la mia specialità.
- E la storia finisce così?
- No no, finisce con lei che riappende all'improvviso, però ridendo.
- All'improvviso, e perché mai?
- Perché si ricorda d'un tratto che la telefonata è registrata.
- Oddio!
- Calamaaali!
- Ahahaha.
Riappende.
Sorseggio il caffè freddo sul divano e addento il mio toast bruciato.
Hiro ha cominciato a spiegare il tonno impanato con pistaccchio e purè di avocaaado.

Matteo Bussola

venerdì, gennaio 27, 2017

quando è il compleanno di qualcuno, di solito non si va da lui a dirgli una cosa tipo: "non capisco perché tutti ti facciano gli auguri laddove è anche san Geraldo e mio cugina Geraldina non se la fila nessuno".

tendenzialmente perché arriva il 118.

oggi è il giorno della memoria, si commemorano le vittime della shoah.

quando fate i distinguo a indice eretto, soprattutto oggi, non siete davvero interessati agli altri oppressi, è solo una glassa pelosa e falsamente universale con la quale cercate di coprire l'antisemitismo.

Gianluca Cico

martedì, gennaio 10, 2017

... l’infelicità non è altro che il paralume con cui ombreggiamo la luce dei desideri più profondi, quelli che sentiamo più grandi di noi, travolgenti. Che preferiamo non si avverino mai, per paura di bruciarci.

Flounder