Un lavoro in corso immerso in una strada assume la forma del recipiente, occupando la maggior superficie possibile.
da Teoremi sul traffico
imbustato da Chettimar
martedì 5 dicembre 2006
Art. Lebedev Studio is a privately held company founded in 1995. With a staff of over 170, it is the largest design company in today’s Russia. We do industrial design, graphic design, web design, and interface engineering.
Our job is to find the most comfortable, beautiful, and simplest solution to a problem and make sure the meaning doesn’t get lost.
As a matter of principle, we don’t work with private individuals, political entities, religious organizations, and jerk-offs as well as those whose beliefs conflict with ours.
The studio’s headquarters are in Moscow, another office is in Kiev.
* * *
We live the way we like. We work the way we believe is right. We don’t give a shit for all corporate values combined. All award plaques end up hanging in our lavatory. We abhor the buzzwords “creative solution” and “optimization of business processes”. For our clients we rarely write proposals more than one page in length.
All of our work is guided by one and only principle that’s two words long.
This does not prevent us from being the biggest design studio in Russia, boasting the largest portfolio, and having no fear that we’ll get overtaken by someone in the next ten to twenty years.
Few people know that we know the best about design. Few people appreciate our careful attention to the Russian language. Those who take pleasure in the fact that there’s no stupid animation on our websites and no author’s name repeatedly printed in the running title in our books usually don’t pay us money.
We won’t necessarily come to terms with someone who wants to work with us. But we will absolutely live the way we like. And work the way we believe is right.
It’s hard to give a definite answer to the question of why people entrust us with solving their problems. Probably because sometimes we find common ground.
da qui
Our job is to find the most comfortable, beautiful, and simplest solution to a problem and make sure the meaning doesn’t get lost.
As a matter of principle, we don’t work with private individuals, political entities, religious organizations, and jerk-offs as well as those whose beliefs conflict with ours.
The studio’s headquarters are in Moscow, another office is in Kiev.
* * *
We live the way we like. We work the way we believe is right. We don’t give a shit for all corporate values combined. All award plaques end up hanging in our lavatory. We abhor the buzzwords “creative solution” and “optimization of business processes”. For our clients we rarely write proposals more than one page in length.
All of our work is guided by one and only principle that’s two words long.
This does not prevent us from being the biggest design studio in Russia, boasting the largest portfolio, and having no fear that we’ll get overtaken by someone in the next ten to twenty years.
Few people know that we know the best about design. Few people appreciate our careful attention to the Russian language. Those who take pleasure in the fact that there’s no stupid animation on our websites and no author’s name repeatedly printed in the running title in our books usually don’t pay us money.
We won’t necessarily come to terms with someone who wants to work with us. But we will absolutely live the way we like. And work the way we believe is right.
It’s hard to give a definite answer to the question of why people entrust us with solving their problems. Probably because sometimes we find common ground.
da qui
Ho sognato una distesa di cemento, candida, smisurata: la pista di atterraggio di un aeroporto, forse, ma camminavo senza vederne il termine, e non scorgevo nulla all'orizzonte. Era disseminata di oggetti, dei miei oggetti, di tutti gli oggetti posseduti in una vita; disposti a terra a pochi centimetri l'uno dall'altro, mi costringevano a camminare a zig zag, a guardarli senza chinarmi mai a sfiorarli o prenderli. Il museo della mia vita, fatto di cose che pochi saprebbero riconoscere, e che io stessa – me ne sono accorta svegliandomi – avevo dimenticato.
da I had a dream (palline e Pinochet), di Babsi Jones
da I had a dream (palline e Pinochet), di Babsi Jones
domenica 3 dicembre 2006
Pap-test in Turchia
Io dico: megghiu accussì.
Già, pecchè poteva andare male, malissimo, a schifìo.
E invece vincìu il senso di rresponsabilità e la vogghia santa di mettere le cose apposto.
Ci vogghiu dire ai signori slamici che il nostro Santopatre poteva fare benaltre cose.
E per altre cose intendo peresempio che per dispetto poteva trasire nella mosqea e farisi sattare in aria come un camicazze quassiasi. E farvi pigghiare il cacazzo a tutti voialtri. Ma non lo fece.
Poteva pigghiare il volante del suo aereo papamobile e sdirottarlo addosso a quacche palazzo gemello turco.
Oppure poteva secuestrare il Patriarqa, tagghiarici la barba come a un talebbano quassiasi e poi farlo nescere in strada che non lo riconosce più nessuno.
Ma tutto questo non lo fece. Se ne stese buono buono. Pecchè queste cose fussero state veramente lo scontro di inciviltà. E invece nente.
Responzabilità e senzo della misura.
Pecciò ci vogghiu fare i complimenti a Benedetto.
Bravo.
Che per tutti sei sedicesimo, ma pi mia tu sei unico.
postato da: bernardop
Io dico: megghiu accussì.
Già, pecchè poteva andare male, malissimo, a schifìo.
E invece vincìu il senso di rresponsabilità e la vogghia santa di mettere le cose apposto.
Ci vogghiu dire ai signori slamici che il nostro Santopatre poteva fare benaltre cose.
E per altre cose intendo peresempio che per dispetto poteva trasire nella mosqea e farisi sattare in aria come un camicazze quassiasi. E farvi pigghiare il cacazzo a tutti voialtri. Ma non lo fece.
Poteva pigghiare il volante del suo aereo papamobile e sdirottarlo addosso a quacche palazzo gemello turco.
Oppure poteva secuestrare il Patriarqa, tagghiarici la barba come a un talebbano quassiasi e poi farlo nescere in strada che non lo riconosce più nessuno.
Ma tutto questo non lo fece. Se ne stese buono buono. Pecchè queste cose fussero state veramente lo scontro di inciviltà. E invece nente.
Responzabilità e senzo della misura.
Pecciò ci vogghiu fare i complimenti a Benedetto.
Bravo.
Che per tutti sei sedicesimo, ma pi mia tu sei unico.
postato da: bernardop
sabato 2 dicembre 2006
Niente da fare. Noi ci proviamo proprio gusto a farci governare da gente che se sente il cane abbaiare insistentemente perché stanno entrando i ladri in casa, decide saggiamente di sparare al cane.
mixato da Achille
(tramite gg)
mixato da Achille
(tramite gg)
venerdì 1 dicembre 2006
Due posizioni a confronto
1. La posizione ufficiale:
* il virus HIV è la causa dell’AIDS, che è quindi una patologia infettiva.
* un test individua la presenza degli anticorpi e quindi del virus.
* il virus può avere un periodo di latenza fino a decine di anni.
* i sieropositivi (positivi-al-test) si ammaleranno e moriranno
* i farmaci antiretrovirali (AZT in testa) combattono la diffusione del virus e allungano la vita.
* alcuni sieropositivi non hanno sintomi perchè il virus è latente
* anche i sieropositivi asintomatici devono prendere i farmaci quanto prima.
2. La posizione dei dissidenti:
* il virus HIV non è stato mai isolato, probabilmente neanche esiste, l’AIDS non è causato da un virus e non è quindi una patologia infettiva.
* l’AIDS è causato da un complesso di fattori (droghe pesanti, superesposizione ad agenti patogeni, farmaci) fortementi presenti in certi stili di vita, che alla lunga distruggono il sistema immunitario.
* i test HIV non sono specifici e non è chiaro che cosa individuino.
* la risposta positiva al test non è indice di niente e non giustifica alcuna terapia.
* i farmaci antiretrovirali sono inutili in quanto non c’è nessun virus da combattere, e soprattutto letali perchè possono portare alla morte in pochi mesi distruggendo in particolare il sistema immunitario.
* i malati di AIDS devono sospendere l’esposizione ai fattori patogeni, curarsi per le patologie specifiche di cui soffrono, seguire nel contempo terapie di sostegno per consentire al loro sistema immunitario il recupero.
* i farmaci antiretrovirali hanno trasformato in malati di AIDS individui altrimenti sani che hanno avuto la sfortuna di risultare positivi-al-test.
In altre parole i dissidenti accusano l’establishment sanitario di adottare terapie che:
* non curano i malati "veri" di AIDS ma anzi ne affrettano o ne causano la morte.
* portano alla malattia e/o alla morte per AIDS malati "inventati", soggetti sani risultati positivi-al-test.
Il paradigma dell’ortodossia è: HIV = AIDS = MORTE
Il paradigma della dissidenza è: TEST Positivo = CURA = MALATTIA e/o MORTE
Ora questo fenomeno ha interessato ad oggi circa duemilioniottocentomila persone in tutto il mondo (fonte: WER - Weekly Epidemiological Record – OMS - bollettino n. 49 del 7 Dicembre 2001 – Totale malati registrati in tutto il mondo dall’inizio ad oggi: 2.784.317); se è vero quanto sopra allora stiamo forse parlando di uno dei più atroci crimine contro l’umanità dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi. Ma non contro l’umanità in genere: quasi esclusivamente contro omosessuali, tossicodipendenti e neri. Un virus altamente selettivo, come nessun altro prima, tanto da potervi vedere uno strumento di pulizia etnica al servizio dell’uomo bianco e puritano.
da: ILVIRUSINVENTATO
(tramite Vanz)
1. La posizione ufficiale:
* il virus HIV è la causa dell’AIDS, che è quindi una patologia infettiva.
* un test individua la presenza degli anticorpi e quindi del virus.
* il virus può avere un periodo di latenza fino a decine di anni.
* i sieropositivi (positivi-al-test) si ammaleranno e moriranno
* i farmaci antiretrovirali (AZT in testa) combattono la diffusione del virus e allungano la vita.
* alcuni sieropositivi non hanno sintomi perchè il virus è latente
* anche i sieropositivi asintomatici devono prendere i farmaci quanto prima.
2. La posizione dei dissidenti:
* il virus HIV non è stato mai isolato, probabilmente neanche esiste, l’AIDS non è causato da un virus e non è quindi una patologia infettiva.
* l’AIDS è causato da un complesso di fattori (droghe pesanti, superesposizione ad agenti patogeni, farmaci) fortementi presenti in certi stili di vita, che alla lunga distruggono il sistema immunitario.
* i test HIV non sono specifici e non è chiaro che cosa individuino.
* la risposta positiva al test non è indice di niente e non giustifica alcuna terapia.
* i farmaci antiretrovirali sono inutili in quanto non c’è nessun virus da combattere, e soprattutto letali perchè possono portare alla morte in pochi mesi distruggendo in particolare il sistema immunitario.
* i malati di AIDS devono sospendere l’esposizione ai fattori patogeni, curarsi per le patologie specifiche di cui soffrono, seguire nel contempo terapie di sostegno per consentire al loro sistema immunitario il recupero.
* i farmaci antiretrovirali hanno trasformato in malati di AIDS individui altrimenti sani che hanno avuto la sfortuna di risultare positivi-al-test.
In altre parole i dissidenti accusano l’establishment sanitario di adottare terapie che:
* non curano i malati "veri" di AIDS ma anzi ne affrettano o ne causano la morte.
* portano alla malattia e/o alla morte per AIDS malati "inventati", soggetti sani risultati positivi-al-test.
Il paradigma dell’ortodossia è: HIV = AIDS = MORTE
Il paradigma della dissidenza è: TEST Positivo = CURA = MALATTIA e/o MORTE
Ora questo fenomeno ha interessato ad oggi circa duemilioniottocentomila persone in tutto il mondo (fonte: WER - Weekly Epidemiological Record – OMS - bollettino n. 49 del 7 Dicembre 2001 – Totale malati registrati in tutto il mondo dall’inizio ad oggi: 2.784.317); se è vero quanto sopra allora stiamo forse parlando di uno dei più atroci crimine contro l’umanità dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi. Ma non contro l’umanità in genere: quasi esclusivamente contro omosessuali, tossicodipendenti e neri. Un virus altamente selettivo, come nessun altro prima, tanto da potervi vedere uno strumento di pulizia etnica al servizio dell’uomo bianco e puritano.
da: ILVIRUSINVENTATO
(tramite Vanz)
Iscriviti a:
Post (Atom)