capitano dell'areonautica: hei! c'è qualcuno?
j. connor: parla connor
capitano: connor, chi ha il comando?
j. connor: nessuno
capitano: Ok connor, puoi esserci utile.
venerdì, marzo 10, 2006
giovedì, marzo 09, 2006

da La Nonna Volante
La conchiglia
Come un angelo
caduto a bocca in giù
ha aperto le ali, morta
sul deserto della spiaggia.
E dentro la sua anima
che è una camera rosa
si sente ancora il mare
che racconta di un viaggio
infinito.
mercoledì, marzo 08, 2006
L'inizio è così dimesso che avviene in segreto, anzi quasi è un pensiero a ritroso, riconosciuto più tardi. [...]
postato da b.georg
postato da b.georg
martedì, marzo 07, 2006
sabato, marzo 04, 2006
i cechi accanto alla parola "nostalgia" presa dal greco, hanno un sostantivo tutto loro: stesk, e un verbo tutto loro; la più commovente frase d'amore ceca: stýska se mi po tobe: "ho nostalgia di te"; "non posso sopportare il dolore della tua assenza".
Postato da: decollage
Postato da: decollage
venerdì, marzo 03, 2006
giovedì, marzo 02, 2006
Ho conosciuto un blogger che mi ha dato il nick di una tipa che secondo lui la dava a tutti, ma proprio a tutti. L'ho contattata e, dopo qualche giorno, ci siamo incontrati. Era mia moglie. Pero' non posso dire che da allora ci siamo allontanati dalla tecnologia. Specie lei, che attualmente usa una sedia a rotelle eccezionalmente sofisticata e computerizzata al 100 per cento.
shemale nei commenti di Flounder
shemale nei commenti di Flounder
mercoledì, marzo 01, 2006
Che poi al realismo magico bisogna anche starci attenti. Poiché da un po' mi vedo intorno frotte di dame (le quali, si sa, sono più inclini alla magia) che aspettano con ansia e stordimento fantomatici amori dagli occhi stellanti, avvolti in nubi di farfalle gialle o con piume di cigno nascoste sotto i manti.
Poi invece il loro destino era il piastrellista del Castorama, senza farfalle, code d'ippocampo o ali e perdipiù con la fastidiosa abitudine di tenere lo stuzzicadente tra i denti. Ma con mani e cuore larghi, appena ruvidi e caldi. Nonché un concetto della magia che non va oltre il mago Silvan.
Sphera nei commenti di Herzog
Poi invece il loro destino era il piastrellista del Castorama, senza farfalle, code d'ippocampo o ali e perdipiù con la fastidiosa abitudine di tenere lo stuzzicadente tra i denti. Ma con mani e cuore larghi, appena ruvidi e caldi. Nonché un concetto della magia che non va oltre il mago Silvan.
Sphera nei commenti di Herzog
martedì, febbraio 28, 2006
sabato, febbraio 25, 2006
Il film di Ron Mann Grass ci spiegò molto bene perché gli Usa, da oltre un secolo, hanno sempre avuto il terrore puritano della droga leggera non assuefante, e cioè che marjuana e hascisc conquistassero il mercato interno americano, inebriando esageratamente un popolo da addestrare alla guerra (anticomunista o antinazionalista araba...). Avrebbe arricchito troppo il pericoloso vicino sudista (Messico), da tenere il più possibile nel sottosviluppo, come avevano ben insegnato gli inglesi, santoni della perfidia liberista, in Africa e in Asia. Inoltre è molto più redditizio lucrare sulle droghe pesanti come le anfetamine, l'eroina, la cocaina (assuefanti: dunque il consumo è assicurato e pianificabile), quando è utile per tenere sotto controllo minoranze razziali e di classe troppo pericolose, e questo si può fare solo togliendo dal mercato le sostanze leggere, e criminalizzandole assai più del razionale (quello che succede anche nelle colonie, come l'Italia, su iniziativa dei servi più fedeli).
(r.s.)
Alias, supplemento settimanale de il manifesto, 11 febbraio 2006
(r.s.)
Alias, supplemento settimanale de il manifesto, 11 febbraio 2006
venerdì, febbraio 24, 2006
I mariti delle altre.
L'approccio con il marito è il mio preferito.
Quando chiamo e risponde un uomo, io non dico che sono "Camilla della Kirby di Paperopoli".
Dico che sono Camilla e basta. E che vorrei parlare con la Signora Obiettivo.
Lo scopo è ovviamente indurlo all'equivoco che possa trattarsi di una conoscente della consorte.
I mariti hanno tre tipi di reazione standard che è possibile statisticizzare:
1) L'uomo che non deve chiedere mai. Muore dalla voglia di sapere che cacchio vuoi da sua moglie, chi diamine sei, come hai avuto il loro numero (e anche quanti anni hai e se sei sposata). Ma se lo chiede fa la figura di quello che non conosce i fatti della moglie. Per cui di solito fa un attimo di silenzio, poi dice: "Gliela passo subito..." con il tono esitante di chi comprende che qualcosa di importante gli sta sfuggendo. Questi sono la maggior parte. In parte esulto, ma un pò mi dispiace per l'occasione persa per ridere.
2) Luigi XVI. Questo non si vergogna a chiedere perchè vuoi parlare con MarieAntoinette. A quel punto non c'è scampo, glielo devi dire che la moglie non ti conosce, che non è niente di urgente e che si tratta di una cosa che riguarda la padrona di casa.
E lì scatta il plurale majestatis: "Non Vogliamo Niente". Bellissimo.
Lui non vogliono niente. Essi non ha bisogno di nulla.
Provo a replicare, debitamente docile, con quella sfumatura di voce tra il conciliante e l'imbarazzato che usano le femmine quando devono parlare del ciclo e c'è un uomo davanti. "Non le ho offerto nulla, volevo solo parlare con la sua signora a proposito di una questione che riguarda la cura e l'igiene della casa". Cose di donne, insomma.
Lui ribadisce, pluralissimo e lapidario: "Le ho già detto che non compriamo niente e non ci interessa".
Lui non comprano niente. Loro non è interessato.
Fa ridere, ma io un uomo che mi toglie la soddisfazione di dire vaffanculo di persona non lo vorrei. Certe libertà non fanno parte della comunione dei beni.
3) Otello. "Chi è lei" (niente tono interrogativo. è più una affermazione). "Sono Camilla di Paperopoli, cercavo la signora Desdemona." "E cosa vuole da mia moglie?". Capisci subito che non è un semplice "Perchè". Non è il cosa voglio la cosa che conta. E' il "mia". C'è tutto un mondo che si svela, che si intuisce angusto e sospettoso. Terreno minato. Sminare subito: "Niente di urgente, signor Ostacolo. Se crede posso richiamare, oppure se vuole dico a lei, tanto a lei o a SUA moglie non fa differenza, per me, è una cosa che riguarda la casa, che è di entrambi...". A questo punto Otello molla le resistenze, perchè se puoi dirlo anche a lui, allora non è necessario che lo sappia. E' se non avessi potuto che era invece indispensabile saperlo.
Ovviamente le risate me le faccio quando si esce fuori da questi tre stereotipi.
Oggi uno mi ha ripagato di anni di delusioni in campo maschile, con una telefonata fulminante che la metà delle risate che mi sono fatta bastava.
"Pronto, sono Camilla di Paperopoli. Posso parlare con la Signora Caius?"
"Quella puttana se ne è andata ieri con un altro. Le darei il numero di cellulare solo per il gusto di romperle le palle, ma tanto la stronza non risponde. Se la rintraccia mi faccia sapere." Click.
Sono soddisfazioni.
postato da Grienne
L'approccio con il marito è il mio preferito.
Quando chiamo e risponde un uomo, io non dico che sono "Camilla della Kirby di Paperopoli".
Dico che sono Camilla e basta. E che vorrei parlare con la Signora Obiettivo.
Lo scopo è ovviamente indurlo all'equivoco che possa trattarsi di una conoscente della consorte.
I mariti hanno tre tipi di reazione standard che è possibile statisticizzare:
1) L'uomo che non deve chiedere mai. Muore dalla voglia di sapere che cacchio vuoi da sua moglie, chi diamine sei, come hai avuto il loro numero (e anche quanti anni hai e se sei sposata). Ma se lo chiede fa la figura di quello che non conosce i fatti della moglie. Per cui di solito fa un attimo di silenzio, poi dice: "Gliela passo subito..." con il tono esitante di chi comprende che qualcosa di importante gli sta sfuggendo. Questi sono la maggior parte. In parte esulto, ma un pò mi dispiace per l'occasione persa per ridere.
2) Luigi XVI. Questo non si vergogna a chiedere perchè vuoi parlare con MarieAntoinette. A quel punto non c'è scampo, glielo devi dire che la moglie non ti conosce, che non è niente di urgente e che si tratta di una cosa che riguarda la padrona di casa.
E lì scatta il plurale majestatis: "Non Vogliamo Niente". Bellissimo.
Lui non vogliono niente. Essi non ha bisogno di nulla.
Provo a replicare, debitamente docile, con quella sfumatura di voce tra il conciliante e l'imbarazzato che usano le femmine quando devono parlare del ciclo e c'è un uomo davanti. "Non le ho offerto nulla, volevo solo parlare con la sua signora a proposito di una questione che riguarda la cura e l'igiene della casa". Cose di donne, insomma.
Lui ribadisce, pluralissimo e lapidario: "Le ho già detto che non compriamo niente e non ci interessa".
Lui non comprano niente. Loro non è interessato.
Fa ridere, ma io un uomo che mi toglie la soddisfazione di dire vaffanculo di persona non lo vorrei. Certe libertà non fanno parte della comunione dei beni.
3) Otello. "Chi è lei" (niente tono interrogativo. è più una affermazione). "Sono Camilla di Paperopoli, cercavo la signora Desdemona." "E cosa vuole da mia moglie?". Capisci subito che non è un semplice "Perchè". Non è il cosa voglio la cosa che conta. E' il "mia". C'è tutto un mondo che si svela, che si intuisce angusto e sospettoso. Terreno minato. Sminare subito: "Niente di urgente, signor Ostacolo. Se crede posso richiamare, oppure se vuole dico a lei, tanto a lei o a SUA moglie non fa differenza, per me, è una cosa che riguarda la casa, che è di entrambi...". A questo punto Otello molla le resistenze, perchè se puoi dirlo anche a lui, allora non è necessario che lo sappia. E' se non avessi potuto che era invece indispensabile saperlo.
Ovviamente le risate me le faccio quando si esce fuori da questi tre stereotipi.
Oggi uno mi ha ripagato di anni di delusioni in campo maschile, con una telefonata fulminante che la metà delle risate che mi sono fatta bastava.
"Pronto, sono Camilla di Paperopoli. Posso parlare con la Signora Caius?"
"Quella puttana se ne è andata ieri con un altro. Le darei il numero di cellulare solo per il gusto di romperle le palle, ma tanto la stronza non risponde. Se la rintraccia mi faccia sapere." Click.
Sono soddisfazioni.
postato da Grienne
mercoledì, febbraio 22, 2006
La coltivazione dello status, e il travestimento dello stesso è un importante argomento per i maghi, specialmente per quelli che lavorano in o con dei gruppi. Più status sociale la gente ti attribuirà, più facilmente sarà introdurre stati di trance negli altri, o compiere atti di guarigione o altri magie simili. Un capo gruppo che sta interpretando lo "status più elevato" può permettere agli altri membri del gruppo di "lasciarsi andare" durante un rituale intensivo, dato che si fidano della capacità dei leader di non perdere di mano la situazione. Si nota che l'interpretare lo status più alto in un gruppo è un ruolo che può essere adottato e messo da parte quando la situazione lo richiede. Il desiderio che ci venga riconosciuto permanentemente da tutti i seguaci uno status alto ha spesso portato i maghi alla creazione di qualsiasi tipo esasperato di titolo e grado, un comportamento umano che è spesso distruttivo per tutte le parti coinvolte e noioso da guardare. Tutti comunque, di volta in volta interpretano dei giochi sociali con qualcun altro, e i giochi seguenti possono mostrare le differenze tra i ruoli sociali che interpretiamo.
Note sul Teatro del Voodoo, di Phil Hine
(tradotto da Guido Vicino)
Note sul Teatro del Voodoo, di Phil Hine
(tradotto da Guido Vicino)
lunedì, febbraio 20, 2006
Parlare di paesi islamici in generale e' troppo generico, il Libano non e' l'Iran e quello che pensano i libanesi non e' necessariamente quello che pensano gli hetzbollah, ma l'immagine che ha visto mia mamma alla CNN questo non lo diceva, perche' i religiosi libanesi che invitavano alla calma non li ha visti nessuno.
Cri nei commenti di Brodo
Cri nei commenti di Brodo
domenica, febbraio 19, 2006
sabato, febbraio 18, 2006
Non insegnate ai bambini
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all'amore il resto è niente.
di Gaber - Luporini (grazie a La magia della scrittura)
ma coltivate voi stessi il cuore e la mente
stategli sempre vicini
date fiducia all'amore il resto è niente.
di Gaber - Luporini (grazie a La magia della scrittura)
venerdì, febbraio 17, 2006
Sono anche i ricordi comuni che legano le persone. E quelli rimossi che le tengono lontane.
Postato da: brezzamarina
Postato da: brezzamarina
giovedì, febbraio 16, 2006
Ci sono porte che si aprono e non si richiudono.
Che si fa un po' il gesto, ma si accostano solamente. E dallo spiraglio entrano luci e spifferi e suoni da lontano.
Sì che quando ormai pensi di averci fatto l'abitudine, di non farci nemmeno più caso, ti scopri con la bronchite.
Cronica.
se ne assume la responsabilità: monodose
Che si fa un po' il gesto, ma si accostano solamente. E dallo spiraglio entrano luci e spifferi e suoni da lontano.
Sì che quando ormai pensi di averci fatto l'abitudine, di non farci nemmeno più caso, ti scopri con la bronchite.
Cronica.
se ne assume la responsabilità: monodose
mercoledì, febbraio 15, 2006
CHI SONO
StandBy, in attesa che qualcosa accada, che termini una vicenda, che se ne modifichi un'altra, che qualcuno si accorga di me, che qualcuno mi approvi, che qualcuno mi valorizzi. In attesa di essere io finalmente ad agire per cambiare.
StandBy, in attesa che qualcosa accada, che termini una vicenda, che se ne modifichi un'altra, che qualcuno si accorga di me, che qualcuno mi approvi, che qualcuno mi valorizzi. In attesa di essere io finalmente ad agire per cambiare.
martedì, febbraio 14, 2006
ANNUNCIO AI LETTORIai lettori (ir carabbigniere che reggistra, ir polizziotto che ndaga, il Digos che nterferisce, ir CIA che trama, ir Kappaggibì venditore ambulante di gas nervino, forsanco lintelligenz sraelita e billadese):
tra qualche giorno mariemarion cambierà veste grafica grazie a un santo, grazie a un amico vero che se mi dà il permesso vi dirò chi è.
Pertanto vi sarà più facile leggere le mie cazzate e continuare a chiedervi: boh, ma questa da che parte sta? L'arrestamo subbito oppuramente aspettamo da vedè? Fosse che se sbaiamo... Ma ntanto non ie potemo spegne ir brog? E si poi scoprimo ch'era dalla parte nostra? E si no ie spegnemo ir brog e poi scoprimo ch'era contro di noi?
Ner mentre che ce penzate, vado a cucinà.
Arrivederci e buon lavoro! Vado a nvià.
-- posted by bea c. at 11/19/2002 05:48:57 PM
tra qualche giorno mariemarion cambierà veste grafica grazie a un santo, grazie a un amico vero che se mi dà il permesso vi dirò chi è.
Pertanto vi sarà più facile leggere le mie cazzate e continuare a chiedervi: boh, ma questa da che parte sta? L'arrestamo subbito oppuramente aspettamo da vedè? Fosse che se sbaiamo... Ma ntanto non ie potemo spegne ir brog? E si poi scoprimo ch'era dalla parte nostra? E si no ie spegnemo ir brog e poi scoprimo ch'era contro di noi?
Ner mentre che ce penzate, vado a cucinà.
Arrivederci e buon lavoro! Vado a nvià.
-- posted by bea c. at 11/19/2002 05:48:57 PM
lunedì, febbraio 13, 2006
I Maestri aprono l'uscio, ma devi entrare da solo.
Proverbio cinese
scritto dalla bandini nella categoria Aforismi
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