venerdì, febbraio 24, 2006

I mariti delle altre.

L'approccio con il marito è il mio preferito.
Quando chiamo e risponde un uomo, io non dico che sono "Camilla della Kirby di Paperopoli".
Dico che sono Camilla e basta. E che vorrei parlare con la Signora Obiettivo.
Lo scopo è ovviamente indurlo all'equivoco che possa trattarsi di una conoscente della consorte.

I mariti hanno tre tipi di reazione standard che è possibile statisticizzare:

1) L'uomo che non deve chiedere mai. Muore dalla voglia di sapere che cacchio vuoi da sua moglie, chi diamine sei, come hai avuto il loro numero (e anche quanti anni hai e se sei sposata). Ma se lo chiede fa la figura di quello che non conosce i fatti della moglie. Per cui di solito fa un attimo di silenzio, poi dice: "Gliela passo subito..." con il tono esitante di chi comprende che qualcosa di importante gli sta sfuggendo. Questi sono la maggior parte. In parte esulto, ma un pò mi dispiace per l'occasione persa per ridere.

2) Luigi XVI. Questo non si vergogna a chiedere perchè vuoi parlare con MarieAntoinette. A quel punto non c'è scampo, glielo devi dire che la moglie non ti conosce, che non è niente di urgente e che si tratta di una cosa che riguarda la padrona di casa.
E lì scatta il plurale majestatis: "Non Vogliamo Niente". Bellissimo.
Lui non vogliono niente. Essi non ha bisogno di nulla.
Provo a replicare, debitamente docile, con quella sfumatura di voce tra il conciliante e l'imbarazzato che usano le femmine quando devono parlare del ciclo e c'è un uomo davanti. "Non le ho offerto nulla, volevo solo parlare con la sua signora a proposito di una questione che riguarda la cura e l'igiene della casa". Cose di donne, insomma.
Lui ribadisce, pluralissimo e lapidario: "Le ho già detto che non compriamo niente e non ci interessa".
Lui non comprano niente. Loro non è interessato.
Fa ridere, ma io un uomo che mi toglie la soddisfazione di dire vaffanculo di persona non lo vorrei. Certe libertà non fanno parte della comunione dei beni.

3) Otello. "Chi è lei" (niente tono interrogativo. è più una affermazione). "Sono Camilla di Paperopoli, cercavo la signora Desdemona." "E cosa vuole da mia moglie?". Capisci subito che non è un semplice "Perchè". Non è il cosa voglio la cosa che conta. E' il "mia". C'è tutto un mondo che si svela, che si intuisce angusto e sospettoso. Terreno minato. Sminare subito: "Niente di urgente, signor Ostacolo. Se crede posso richiamare, oppure se vuole dico a lei, tanto a lei o a SUA moglie non fa differenza, per me, è una cosa che riguarda la casa, che è di entrambi...". A questo punto Otello molla le resistenze, perchè se puoi dirlo anche a lui, allora non è necessario che lo sappia. E' se non avessi potuto che era invece indispensabile saperlo.

Ovviamente le risate me le faccio quando si esce fuori da questi tre stereotipi.
Oggi uno mi ha ripagato di anni di delusioni in campo maschile, con una telefonata fulminante che la metà delle risate che mi sono fatta bastava.

"Pronto, sono Camilla di Paperopoli. Posso parlare con la Signora Caius?"
"Quella puttana se ne è andata ieri con un altro. Le darei il numero di cellulare solo per il gusto di romperle le palle, ma tanto la stronza non risponde. Se la rintraccia mi faccia sapere." Click.

Sono soddisfazioni.

postato da Grienne

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