venerdì, maggio 27, 2005

[dalla mailing list della Zonker's Zone]

Era notte, eravamo seduti a cazzeggiare, una decina, quasi estate, Piazza Signoria, le turiste carine, qualche chitarra, Bohemian Rhapsody. Nothing really matters to me (cresc.).

1.03.12.00 Buio improvviso.
1.03.12.03 Silenzio.
1.03.12.05 Ci guardiamo negli occhi. Che succede?

(Era buio, forse c'era la luna, ma ci siamo guardati - cercati - tutti lo stesso)

1.03.12.08 Sarà saltata una centralina dell'ENEL.
1.03.12.11 Una vampa di scintille sale da dietro un Palazzo.
1.03.12.12 Che succede?
1.03.12.13 I fuochi artificiali! Un fuori programma.
1.03.12.16 Ma chi si mette a fare i fuochi alle una di notte?
1.03.12.18 Che CAZZO sta succedendo?

alle 1.03.12.19, l'onda d'urto che, a cinquanta metri di distanza, ha già ridotto a un ricordo una famiglia, dato fuoco all'appartamento di studenti in cui brucerà vivo uno che si chiamava come me, e - tra tutti gli altri - dilaniato una mia collega di università (ma lo si scoprirà solo due giorni dopo) con i vetri della finestra della sua camera da letto, arriva.

Come una mano, una enorme manona d'aria che mi si è appoggiata sul petto e sollevandomi mi ha spostato dolcemente indietro.

Dolcemente, non saprei. Ma non credo che avrei comunque potuto sentire niente. Mi ha fatto fare circa due metri, in volo.

Da seduto, sul bordo di un marciapiede, ero in piedi, più o meno, con le spalle al muro. Al vetro, per la precisione. Di una banca, blindato. Ha retto. Amo le banche.

Il rumore dell'esplosione.

No, non c'è stato un "bum". Ricordo piuttosto un "crac", improvviso come una frusta, il legno che si spezza. E l'eco, che prosegue per chissà quanto, e il tintinnio dei vetri che cadono dai piani superiori. Tutti ci ripariamo la testa con le mani, quel poco che ci cade addosso non fa niente: pezzi piccoli e lenti, la maggior parte finisce all'interno delle case.

A questo punto è quasi finito il primo secondo. È in queste occasioni che si fa un rapido bilancio. Sono vivo, in piedi, non ho male da nessuna parte, ci vedo e ci sento (insomma).

E da qui in poi, il tempo riprende a passare quasi normalmente.

Comincia ad arrivare gente. Si guardano intorno, smarriti. Qualcuno piange, qualcuno vomita per lo spavento. Io, in questo caso, opto per indossare un più discreto, anche se incontrollabile, tremore.

Passa, a passi tesi, un tipo alto, grosso, biondo, classico turista, con la maglietta bianca, lo zainetto e i jeans. Sa cos'è successo, sa dove andare e cosa fare, e ce lo dice in faccia. Era in ferie, ma - sfiga - stanotte gli tocca di lavorare.

I am a South-African Policeman.
This is A CAR BOMB.
Whatever happens,
DON'T MOVE FROM HERE.


Era il 27 maggio del '93. Già dodici anni, cazzo.

Fabrizio Nencioni, 39 anni, Firenze.
Angela Fiume, 38 anni, Firenze.
Nadia Nencioni, 9 anni, Firenze.
Caterina Nencioni, 50 giorni, Firenze.
Dario Capolicchio, 22 anni, Sarzana (SP).

48 feriti

d.- (qqg)

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