domenica, dicembre 30, 2012

anche questa domenica mattina mi sono alzato alle cinque, che freddo! ieri sera ho finito di lavorare alle 23 e sono arrivato a casa a mezzanotte. Non sono riuscito a dare la buonanotte alla mia compagna, e al giovane uomo che cresce nell'altra stanza. quanta pazienza che hanno nei miei confronti e del mio lavoro. guardo la lista degli arrivi, e scorro i nomi degli ospiti che aspettiamo. sconosciuti che entreranno in relazione con me, nostro reciproco malgrado. chissà cosa si aspettano dal loro soggiorno? chissà se gli interesserà scambiare quattro chiacchiere con me, o se saranno come tanti altri cosiddetti viaggiatori "evoluti", che sanno già tutto e che mi considereranno una inevitabile seccatura. l'ultimo di questi mi ha chiesto se avevo un carica batterie per il suo cellulare. gli ho prestato il mio, e poi se lo è portato via. dovrò ricomprarmelo. alcuni arrivano nervosi, stanchi del viaggio. mi dimentico della mia levataccia e gli offro il mio miglior sorriso, chissà se così si sentiranno più leggeri, come a casa? torno alla lista degli ospiti, rileggo la corrispondenza, i servizi richiesti, il tipo di camera e il prezzo pattuito. assegno loro la camera che, per mia esperienza, reputo la più adatta ad ognuno. contatto i reparti per verificare che le comunicazioni di servizio corrispondano. "ciao tania, la frutta al signor bianchi, in arrivo alla 112, va bene se la porti alle 17.00?" "jeanne, ti ricordi che il signor rossi, della 214, è allergico alla polvere?". un uomo di affari è arrivato verso sera, gli consiglio un buon ristorante tradizionale. al bar chiacchiero con lui di vini e di donne. sembriamo vecchi amici. mi sveglio nuovamente alle cinque, oggi piove e fa meno freddo, meno male. oggi partono alcuni degli ospiti arrivati nei giorni scorsi, alcuni non li ho accolti io, ma altri miei colleghi, ma non c'è nessuna differenza, siamo come una famiglia, ci intendiamo al volo e abbiamo lo stesso spirito di accoglienza. una coppia tornerà a riprendersi i figli lasciati dai nonni per farsi una fuga romantica. sono stati bene, e io sono felice che abbiano potuto dedicare del tempo a se stessi, coccolandosi e rilassandosi nella vasca idromassaggio nella loro camera. magari riuscirò a farlo anch'io, quando avrò un weekend libero. un'altra coppia è nervosa. la cameriera mi ha detto che li sente litigare tutte le mattine. sono sempre molto freddi e musoni quando vengono a lasciare la chiave per uscire. sono stati quattro notti e mai una lamentela. tra qualche giorno avrò letto una recensione negativa perché il personale sorride "forzosamente", "nonostante il prezzo della camera non sia basso". mi chiedo perché certe persone si aspettano che anche i sorrisi siano a pagamento. capisco però perché, tutte le volte che gli abbiamo sorriso, avevano quello sguardo sospettoso, come se l'avessimo fatto per interesse, e per questo i nostri sorrisi erano sempre un po' timidi. risponderò alla recensione scusandomi con loro: non siamo stati in grado di capirli. il mio lavoro è fatto di tanti sacrifici. quante notti, domeniche, natali, capodanni passati al banco della reception. quante nottate a studiare per imparare meglio cosa fare e come. l'albergo è come un cigno maestoso, elegante e leggero sul velo d'acqua, ma sotto, le sue zampe agitano l'acqua con energia e forza, senza sosta, per regalarci la sua danza straordinaria. gli ospiti vedono la danza, quasi sempre gli piace. alcune volte no. Ma le mie zampe continueranno a frullare sott'acqua, perché amo danzare per i miei ospiti.

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