mercoledì, luglio 02, 2008

Le categorie sono poche per quello che sei e troppe quando frullano tutte insieme.
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Non credo sia ignoranza o conservatorismo. È appiattimento, noia, sedentarietà, come se fosse un bambino cresciuto solo con cose passive, che subisce, ma a cui poi si chiede anche di saper scegliere.
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La tivù ti abitua a un linguaggio e tutto diventa quel linguaggio lì. Beh, è successo! Il rotocalco ti parla del reality e subito dopo dell’immigrazione, che non è proprio la stessa cosa… Il minuto prima sto pensando di eliminare Tizio dall’Isola del Famosi e il minuto dopo di eliminare il campo nomadi da una città... In mezzo ci deve passare un ragionamento, che invece non c’è.
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L’integralismo è questo: non scendere mai in mezzo agli esseri umani.

Ambra Angiolini, intervistata da Alessandro Robecchi

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