sabato, marzo 01, 2003

In the jungle, the mighty jungle...
"Una volta, tanto tempo fa, nel cervello di un uomo di nome Solomon Linda avvenne un piccolo miracolo. Quando accadde era il 1939 e lui era in piedi davanti a un microfono nell'unica sala d'incisione dell'Africa Nera. Non aveva composto la melodia, né l'aveva scritta da qualche parte: niente di tutto questo. Si limitò ad aprire la bocca, e ne fuoriuscì un'ammaliante sequenza di quindici note, che si riversò attraverso i cavi elettrici e raggiunse una punta tremolante che incideva solchi sottili in un blocco rotante di cera vergine".

(Il leone, di Rian Malan)

La canzone era The lion sleeps tonight, uno dei più grandi successi pop di tutti i tempi, portata alle stelle da un'assortita sfilza di nomi celebri: dai Tokens ai R.e.m., da Brian Eno ad oscure bande di paese sparse in ogni angolo del globo. Diritti d'autore per milioni e milioni di dollari di cui lo zulu Solomon Linda non vide un centesimo: 'la melodia più famosa che sia venuta fuori dall'Africa', come la definisce Malan, ha racchiuso nei suoi coretti quasi surf una vicenda umana singolarissima e insieme paradigmatica dei destini di quell'area del mondo e di questa area del mondo: piccole truffe, grandi omertà, battaglie legali e persino picchiatori armati nel cuore della notte, soprusi e inganni di ogni genere.

[il manifesto, 23 febb. 2003]

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