mercoledì 30 aprile 2014

"Che bella giornata, sembrano due!"

Giorgio Boatti (ospite di Concita De Gregorio), citando la madre mondina al cospetto di una giornata di sole

mercoledì 23 aprile 2014

“Che fai stasera? Potrei invitarti a cena?”
“Tu come lo scrivi po’?”
“…”
“Perché sai, io esco solo con chi lo scrive con l’apostrofo”.

vera gheno

sabato 19 aprile 2014

[...] cercando di perdonare a se stessi l'assenza, lo svarione, la mancata bellezza di cui abbiamo peccato [...]

Sabina

martedì 1 aprile 2014

se oggi Jonathan Swift pubblicasse Una modesta proposta, tra qualche mese qualcuno su internet comincerebbe a parlare di un complotto di massoni irlandesi infanticidi e antropofagi. L'informazione arriverebbe a loro in modo talmente indiretto che sarebbero incapaci di riconoscere la fonte originaria anche se gliela mettessimo sotto il naso: costretti a leggere il testo di Swift, direbbero che beh, sì, è chiaro che Swift scherza, ma... sta soltanto coprendo qualcuno che i bambini li vuole cucinare lo stesso, ne ho sentito parlare su facebook.

Leonardo

sabato 22 marzo 2014

Mi strinse forte. Mai come in quel momento fui certa che la vita può essere terribile, e che possiamo darle un senso solo grazie alle cose più piccole, che offrono conforto ma non una spiegazione. Cercare ragioni elevate non fa che potenziare un incommensurabile senso di assurdità.

Alicia Giménez-Bartlett, Gli onori di casa (traduzione di Maria Nicola)

mercoledì 12 marzo 2014

Che fosse maledetto quel 1922! A vederla adesso, appena finita la guerra, ogni cosa in quell'anno suonava come un presagio funesto, ma le cose bisogna capirle in tempo, o almeno ricordarsele per sempre: fino a quando ci sarebbe stata memoria? Fino a quando ci si sarebbe salvati dalla voglia di impero di un nuovo imbonitore da fiera?

Alessandro Perissinotto, Treno 8017

lunedì 17 febbraio 2014

La festa che non ci fu

   I braccianti delle campagne della Patagonia argentina avevano incrociato le braccia contro i salari bassissimi e le lunghissime giornate lavorative, e l'esercito si incaricò di ristabilire l'ordine.
   Fucilare stanca. In quella notte di oggi del 1922 i soldati, esausti di così tante uccisioni, andarono al bordello del porto San Julián a ricevere la loro meritata ricompensa.
   Ma le cinque donne che vi lavoravano gli chiusero la porta in faccia e li svergognarono al grido di: "Assassini, assassini, via di qui..."
   Osvaldo Bayer ha conservato i loro nomi. Si chiamavano Consuelo García, Ángela Fortunato, Amalia Rodríguez, María Juliache e Maud Forest.
   Le puttane. Le dignitose.

Eduardo Galeano, I figli dei giorni ("Febbraio 17")