giovedì 5 giugno 2014

credo nell'odore della pelle
credo agli scrittori folli e ai pittori geniali

credo nell'istinto dell'anima
credo ai musicisti fantasiosi e ai poeti sconosciuti

credo nel potere senza limiti della nostra mente e nella debolezza limitante del nostro corpo
credo nel camminare, nella sosta e nella pioggia
credo negli incontri casuali, negli amori sbagliati e negli anni rubati
credo nei figli e ai loro passi pesanti
credo negli amanti e ai loro incontri scostanti
credo nella gente annoiata e nei cinema vuoti
credo nell'aria pesante di aliti in una metropolitana
credo nella notte buia di un bosco
credo nella rinascita possibile, ogni volta
credo nella paura degli altri
credo nell'acqua rigenerante dei mari
credo nell'abbraccio agli alberi e nella terra sotto le unghie

credo nella salivazione perfetta di un bacio
credo agli artisti incompresi e ai poeti rinchiusi

credo nella verità degli occhi
credo agli scultori stanchi e ai blogger inutili

lifeart

mercoledì 30 aprile 2014

"Che bella giornata, sembrano due!"

Giorgio Boatti (ospite di Concita De Gregorio), citando la madre mondina al cospetto di una giornata di sole

mercoledì 23 aprile 2014

“Che fai stasera? Potrei invitarti a cena?”
“Tu come lo scrivi po’?”
“…”
“Perché sai, io esco solo con chi lo scrive con l’apostrofo”.

vera gheno

sabato 19 aprile 2014

[...] cercando di perdonare a se stessi l'assenza, lo svarione, la mancata bellezza di cui abbiamo peccato [...]

Sabina

martedì 1 aprile 2014

se oggi Jonathan Swift pubblicasse Una modesta proposta, tra qualche mese qualcuno su internet comincerebbe a parlare di un complotto di massoni irlandesi infanticidi e antropofagi. L'informazione arriverebbe a loro in modo talmente indiretto che sarebbero incapaci di riconoscere la fonte originaria anche se gliela mettessimo sotto il naso: costretti a leggere il testo di Swift, direbbero che beh, sì, è chiaro che Swift scherza, ma... sta soltanto coprendo qualcuno che i bambini li vuole cucinare lo stesso, ne ho sentito parlare su facebook.

Leonardo

sabato 22 marzo 2014

Mi strinse forte. Mai come in quel momento fui certa che la vita può essere terribile, e che possiamo darle un senso solo grazie alle cose più piccole, che offrono conforto ma non una spiegazione. Cercare ragioni elevate non fa che potenziare un incommensurabile senso di assurdità.

Alicia Giménez-Bartlett, Gli onori di casa (traduzione di Maria Nicola)

mercoledì 12 marzo 2014

Che fosse maledetto quel 1922! A vederla adesso, appena finita la guerra, ogni cosa in quell'anno suonava come un presagio funesto, ma le cose bisogna capirle in tempo, o almeno ricordarsele per sempre: fino a quando ci sarebbe stata memoria? Fino a quando ci si sarebbe salvati dalla voglia di impero di un nuovo imbonitore da fiera?

Alessandro Perissinotto, Treno 8017