Spano faceva il professore di disegno nella mia classe. Portava un completo beige che lo faceva sembrare un informatore in un poliziesco degli anni Settanta, o forse un poliziotto infiltrato, sempre che negli anni Settanta potesse esistere un informatore o un infiltrato con lo sguardo di Joe Pesci. A lui piaceva sparare essenzialmente una domanda: "Avete mai visto...", e si guardava intorno. "Avete mai visto il film..." E infine, urlando: "'L'UOMO NUDO CON LE MANI IN TASCA'?". Questo accadeva preferibilmente durante l'ora di disegno tecnico. Lui lavorava sui nervi, dandosi da fare per produrre sobbalzi, rette storte e cancellature. Doveva avere un accordo sottobanco con una ditta di gomme. Era sposato con la professoressa di inglese, una bella mora che si pitturava gli occhi come Nefertiti. Magari glieli pitturava lui prima di uscire di casa, con il goniometro e l'eyeliner. Io mi facevo i cavoli miei. Lui se ne accorgeva, si avvicinava a passi lenti e misurati, si fermava accanto al mio banco e diceva: "Vittorelli". "Sì professore." "Disegnami una saliera di Archimede." Oppure "Fammi una pelecoide". E si guardava attorno soddisfatto. Altre volte invece era di buon umore. In quei casi diceva "Vittorelli. Disegnami un uomo nudo. Con le mani in tasca." Io allora gli facevo una piramide esagonale. "Ti devo dare sette", diceva. Mi dava sette. Spano, completo beige e basette, una moglie bella come Nefertiti, i miei quattordici anni.
mirumir
domenica 8 settembre 2013
giovedì 5 settembre 2013
Ventuno.
Ventuno anni di matrimonio, oggi.
Fossi io la sposa mi vestirei in gramaglie e andrei a cercare conforto non so da un prete, un'amica, un genitore. No, un genitore no, li ho persi tutti e due, ma qualcosa farei per alleviare lo sconforto. Ventuno anni con uno come me non sono da festeggiare, sarebbero da premiare, piuttosto. Una bella targa, una medaglia, un riconoscimento ufficiale per i servizi resi alla comunità, per aver sopportato le mie mattane, i miei sbalzi di umore, le centinaia di malattie presunte, ma non per questo meno gravi, non so se mi spiego...
Invece no, mia moglie vuole festeggiare, e le basta poco, un ristorante giapponese, stasera.
Non so che tipo di patologia abbia agli occhi, perché mi guarda ancora con lo stesso stupore dei primi giorni, e non so se ci sia veramente con la testa, perché ancora oggi ride alle mie cretinate e gioisce se, per un caso rarissimo, la accompagno a fare la spesa.
Io, personalmente, da uno come me starei alla larga, e lo dico con cognizione di causa, conoscendomi bene.
Comunque è così, lei dice di saper guardare oltre e onestamente non capisco cosa ci sia da guardare oltre. Solitamente sono sempre allo stesso posto, svenuto sul divano, probabile che abbia un debole per il muro dietro.
Però oggi è una giornata un po' particolare.
Ho sbrigato una quantità di lavoro impressionante, è arrivato un libro introvabile ordinato solo due giorni fa, ed è una Prima Edizione, usato, certo, ma in buono stato. Mia figlia ha fatto un capolavoro di esame, e lo aveva preparato in quindici giorni e in ultimo...
Per la prima volta in vita mia ho visto una libellula alla Darsena, Piazza 24 Maggio, Milano.
Era ferma sul semaforo, e ha preso il volo quando è scattato il verde.
Non credo ci sia un qualcosa che lega tutte queste cose assieme, però c'è un senso di vita leggera che mi accompagna da stamattina. E allora che Sushi sia. Io mia moglie e mia figlia, anche se forse non c'è niente da festeggiare, se non il fatto che tutti questi anni ci hanno portati a essere insieme, ancora insieme.
E la libellula?
Stava volando via dalla tranquillità della Darsena, schivando palazzi, gente, insegne, pubblicità, cartelli stradali, Volteggiava come solo le libellule sanno fare, poco sopra i tettucci delle macchine, incurante dei pericoli del traffico, di tutto. Una macchia di luce cangiante che danza fottendosene del mondo, nel centro di Milano. Come a dire... Vale la pena rischiare, lasciare dietro tutto e abbracciare il caos. Vale la pena, per poterlo raccontare, semmai tornassi a casa.
remote: Luigi Bruno Cristiano su fb
Fossi io la sposa mi vestirei in gramaglie e andrei a cercare conforto non so da un prete, un'amica, un genitore. No, un genitore no, li ho persi tutti e due, ma qualcosa farei per alleviare lo sconforto. Ventuno anni con uno come me non sono da festeggiare, sarebbero da premiare, piuttosto. Una bella targa, una medaglia, un riconoscimento ufficiale per i servizi resi alla comunità, per aver sopportato le mie mattane, i miei sbalzi di umore, le centinaia di malattie presunte, ma non per questo meno gravi, non so se mi spiego...
Invece no, mia moglie vuole festeggiare, e le basta poco, un ristorante giapponese, stasera.
Non so che tipo di patologia abbia agli occhi, perché mi guarda ancora con lo stesso stupore dei primi giorni, e non so se ci sia veramente con la testa, perché ancora oggi ride alle mie cretinate e gioisce se, per un caso rarissimo, la accompagno a fare la spesa.
Io, personalmente, da uno come me starei alla larga, e lo dico con cognizione di causa, conoscendomi bene.
Comunque è così, lei dice di saper guardare oltre e onestamente non capisco cosa ci sia da guardare oltre. Solitamente sono sempre allo stesso posto, svenuto sul divano, probabile che abbia un debole per il muro dietro.
Però oggi è una giornata un po' particolare.
Ho sbrigato una quantità di lavoro impressionante, è arrivato un libro introvabile ordinato solo due giorni fa, ed è una Prima Edizione, usato, certo, ma in buono stato. Mia figlia ha fatto un capolavoro di esame, e lo aveva preparato in quindici giorni e in ultimo...
Per la prima volta in vita mia ho visto una libellula alla Darsena, Piazza 24 Maggio, Milano.
Era ferma sul semaforo, e ha preso il volo quando è scattato il verde.
Non credo ci sia un qualcosa che lega tutte queste cose assieme, però c'è un senso di vita leggera che mi accompagna da stamattina. E allora che Sushi sia. Io mia moglie e mia figlia, anche se forse non c'è niente da festeggiare, se non il fatto che tutti questi anni ci hanno portati a essere insieme, ancora insieme.
E la libellula?
Stava volando via dalla tranquillità della Darsena, schivando palazzi, gente, insegne, pubblicità, cartelli stradali, Volteggiava come solo le libellule sanno fare, poco sopra i tettucci delle macchine, incurante dei pericoli del traffico, di tutto. Una macchia di luce cangiante che danza fottendosene del mondo, nel centro di Milano. Come a dire... Vale la pena rischiare, lasciare dietro tutto e abbracciare il caos. Vale la pena, per poterlo raccontare, semmai tornassi a casa.
remote: Luigi Bruno Cristiano su fb
lunedì 26 agosto 2013
Guarda com’è più avanti la stagione, a sud, e man mano che sali è sempre più indietro, e noi a Cuneo la aspettiamo, la aspettiamo, ma non arriva mai.
Alessandro Bonino (E io che mi pensavo)
Alessandro Bonino (E io che mi pensavo)
mercoledì 21 agosto 2013
boltz (su friendfeed)
voi che sapete tutto: come funziona su gmaps la visualizzazione del traffico? Da dove prende i dati?
dagli umarell sparsi in agli incroci. - lI Maestro
voi che sapete tutto: come funziona su gmaps la visualizzazione del traffico? Da dove prende i dati?
dagli umarell sparsi in agli incroci. - lI Maestro
lunedì 19 agosto 2013
se proprio ti vuoi sposare fai un patto con tua moglie: fra tre anni ci molliamo. se dopo tre anni state ancora insieme fai un patto con tua moglie: fra tre anni ci molliamo. se dopo sei anni state ancora insieme fai un patto con tua moglie: fra tre anni ci molliamo. se dopo nove anni state ancora insieme, non posso più fare niente per te.
(da Consiglio per il figlio, di Arsenio Bravuomo)
(da Consiglio per il figlio, di Arsenio Bravuomo)
sabato 17 agosto 2013
Voi intanto rassegnatevi nella consapevolezza che quei controlli e quelle restrizioni, una vera e propria rottura di zebedei che vi impedisce di portare via liquidi locali dalla vostra madrepadria, non servono a una beneamata minchia. È tutto pro forma.
da Mozzarella di bufala D.O.P. in transito a Linate di Totentanz
da Mozzarella di bufala D.O.P. in transito a Linate di Totentanz
mercoledì 14 agosto 2013
Quando vedi gente che cammina o corre sul rullo in palestra alle 10 del mattino, quando potrebbe farlo magari un’ora prima all’aperto, in una città ideale per i pedoni e mezza vuota ad agosto, e per farlo consuma e non produce energia elettrica – nel qual caso forse avrebbe un senso, da piccoli criceti quali siamo (“treadmill” è anche il rullo dei criceti in gabbia), e tutto questo per “consumare calorie” che hanno ingerito perché mangiano schifezze per vendere le quali schiere di pubblicitari studiano “messaggi” che ti inviano durante le pause fra programmi tv spazzatura costruiti solo per poter mandare quei messaggi, ti chiedi: ma c’è speranza, per questo mondo? Non penso.
Massimo Moruzzi (dotcoma)
Massimo Moruzzi (dotcoma)
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