Stamattina gli uccelli hanno cantato intorno alle cinque. Mi sono detta che potevo svegliarmi con un giusto alibi, che non era per via dell’insonnia. Che l’insonnia prima o poi si sarebbe trasformata in dinamismo.
Mi guardo dall’esterno, avvolta dal velo di stanchezza, e un po’ mi intenerisco. Mi abbraccio, fin dove le braccia arrivano. Penso che non ci si possa autoinvitare nelle vite degli altri. Può darsi che in quel momento siano tutte in disordine, o che vivano in così pochi metri quadri di anima, sentimento e voglie, che non c’è spazio per ospiti a sopresa.
Mi siedo al sole, stamattina, nel mio terrazzino pieno di piante e benedico il tempo che si muove. Dovunque vada, andrà bene. Osservo le impronte che ho lasciato nel mio cammino e aspetto che il mare venga a ricoprirle, che al loro posto restino solo conchiglie da raccogliere.
Ci farò una cornice, su una base azzurra. Al centro una foto che ho molto amato. Avevo lunghi capelli mossi e dentini piccoli e radi. Abbiamo camminato fin qui, dirò. Tanta strada. E’ normale sentirsi stanche.
Ci riposeremo per un tratto, io e la bambina. Poi ripartiremo, mano a mano.
Flounder
sabato 16 marzo 2013
“c’era una volta una ballerina che si chiamava stella.
venne un sette nano che la prese in braccio e la portò in casa.
lei aveva tutti i piedi fuori e le mani fuori. dal letto.
e poi invece arrivò il mostro a due teste e la ballerina stella si addormentò
e il mostro a due teste se la mangiarono.
fine della storia.”
epsilon1, figlia di Arsenio Bravuomo
venne un sette nano che la prese in braccio e la portò in casa.
lei aveva tutti i piedi fuori e le mani fuori. dal letto.
e poi invece arrivò il mostro a due teste e la ballerina stella si addormentò
e il mostro a due teste se la mangiarono.
fine della storia.”
epsilon1, figlia di Arsenio Bravuomo
venerdì 15 marzo 2013
Prima proposta di legge del Movimento 5 Stelle: istituire una commissione parlamentare che si occupi, con valore retroattivo, di eliminare da Ruzzle le parole inesistenti, e quindi ricalcolare i punteggi di tutte le partite giocate fino a oggi. I nuovi risultati saranno pubblicati di volta in volta sulla Gazzetta Ufficiale.
da Futurland, Spinoza.it
da Futurland, Spinoza.it
lunedì 4 marzo 2013
Immagina una partita a scacchi in un bar
-Cosa scegli, i bianchi o i neri?
-No.
-Cosa no?
-Deciderò il colore di volta in volta.
... -Come sarebbe a dire? Guarda che qua uno usa i bianchi e l'altro i neri, non è che...
-Ma perché mi costringi a scegliere tra i bianchi e i neri?
-Vuoi che cominciamo a giocare o no?
-Io sono qua per parlare di cose serie, mica per stare ai vostri giochetti! Sono anni e anni che ci prendete in giro con le vostre noiosissime partite a scacchi...
-Vabbè senti tiriamo una moneta, testa uso io i bianchi e tu i neri, croce viceversa... ecco, croce. Hai tu i bianchi. Disponi i tuoi pezzi.
-Finora avete giocato sempre voialtri, non sapete fare altro che parlare di disporre i pezzi e spartire cariche a destra e a sinistra, siete tutti uguali...
-Ma sai giocare a scacchi? Piazza 'sti pezzi!
-Eccolo qua, l'arrogante che pensa di sapere tutto sugli scacchi. Piazzerò i pezzi di volta in volta.
-Ma non è così che funziona!
-E chi sei tu per dirmi non è così che funziona? Ha sempre funzionato male, con il vostro sistema!
-Oh, insomma, ti piazzo io pezzi, va bene?
-Non toccare i miei pezzi!
-Piantala. Ecco.
-...
-Tocca a te, i bianchi muovono per primi!
-Muoverò i pezzi di volta in volta.
-Sì, ma tocca a te aprire!
-Lo vedi che sei in crisi? Non sai cosa fare, sei lì che brancoli nel buio, non hai visto lo tsunami che arrivava...
-Senti, hai voluto tu giocare a scacchi, adesso gioca.
-Giocherò in base alle mosse che mi proporrai.
-Forse non ci siamo capiti: io non posso muovere se non inizi tu la partita.
-Iniziare la partita con voi significa legittimare un vostro modo di giocare a scacchi che...
-Ma voi chi?! Che cazzo stai dicendo? Se non muovi, la partita non inizia!
-È questo che vi dicono i vostri giornali? Eh? Che la partita inizia se si muovono i bianchi?
-Non è che lo dicono i giornali, sono le regole del gioco.
-Ma quali regole, voi ve ne dovete andare!
-Senti, MUOVI una cosa qualsiasi, per favore, altrimenti facciamo notte.
-Ecco, to'. Ho fatto la mia mossa. Ma solo perché ho deciso io di muovere.
-Aspetta, scusa... quello è un alfiere.
-E quindi?
-Gli hai fatto scavalcare i pedoni, non si può.
-Come non si può? Dillo che sei spiazzato, dillo!
-Non è che sono spiazzato, è che solo i cavalli possono scavalcare gli altri pezzi!
-Appunto! È quello che avete sempre fatto voi! Non vi accorgete che vi stiamo travolgendo? Non vi accorgete che avete già perso? Arrendetevi!
Finale aperto: il giocatore dei neri continua a giocare da solo, mentre l'altro aspetta di avere il doppio dei pezzi. Nel frattempo, l'anziano proprietario del bar abbassa la serranda a metà. Fuori, un cartello: "cedesi attività".
[Carlo Alberto Lentola]
(segnalato da Susanna su facebook)
-Cosa scegli, i bianchi o i neri?
-No.
-Cosa no?
-Deciderò il colore di volta in volta.
... -Come sarebbe a dire? Guarda che qua uno usa i bianchi e l'altro i neri, non è che...
-Ma perché mi costringi a scegliere tra i bianchi e i neri?
-Vuoi che cominciamo a giocare o no?
-Io sono qua per parlare di cose serie, mica per stare ai vostri giochetti! Sono anni e anni che ci prendete in giro con le vostre noiosissime partite a scacchi...
-Vabbè senti tiriamo una moneta, testa uso io i bianchi e tu i neri, croce viceversa... ecco, croce. Hai tu i bianchi. Disponi i tuoi pezzi.
-Finora avete giocato sempre voialtri, non sapete fare altro che parlare di disporre i pezzi e spartire cariche a destra e a sinistra, siete tutti uguali...
-Ma sai giocare a scacchi? Piazza 'sti pezzi!
-Eccolo qua, l'arrogante che pensa di sapere tutto sugli scacchi. Piazzerò i pezzi di volta in volta.
-Ma non è così che funziona!
-E chi sei tu per dirmi non è così che funziona? Ha sempre funzionato male, con il vostro sistema!
-Oh, insomma, ti piazzo io pezzi, va bene?
-Non toccare i miei pezzi!
-Piantala. Ecco.
-...
-Tocca a te, i bianchi muovono per primi!
-Muoverò i pezzi di volta in volta.
-Sì, ma tocca a te aprire!
-Lo vedi che sei in crisi? Non sai cosa fare, sei lì che brancoli nel buio, non hai visto lo tsunami che arrivava...
-Senti, hai voluto tu giocare a scacchi, adesso gioca.
-Giocherò in base alle mosse che mi proporrai.
-Forse non ci siamo capiti: io non posso muovere se non inizi tu la partita.
-Iniziare la partita con voi significa legittimare un vostro modo di giocare a scacchi che...
-Ma voi chi?! Che cazzo stai dicendo? Se non muovi, la partita non inizia!
-È questo che vi dicono i vostri giornali? Eh? Che la partita inizia se si muovono i bianchi?
-Non è che lo dicono i giornali, sono le regole del gioco.
-Ma quali regole, voi ve ne dovete andare!
-Senti, MUOVI una cosa qualsiasi, per favore, altrimenti facciamo notte.
-Ecco, to'. Ho fatto la mia mossa. Ma solo perché ho deciso io di muovere.
-Aspetta, scusa... quello è un alfiere.
-E quindi?
-Gli hai fatto scavalcare i pedoni, non si può.
-Come non si può? Dillo che sei spiazzato, dillo!
-Non è che sono spiazzato, è che solo i cavalli possono scavalcare gli altri pezzi!
-Appunto! È quello che avete sempre fatto voi! Non vi accorgete che vi stiamo travolgendo? Non vi accorgete che avete già perso? Arrendetevi!
Finale aperto: il giocatore dei neri continua a giocare da solo, mentre l'altro aspetta di avere il doppio dei pezzi. Nel frattempo, l'anziano proprietario del bar abbassa la serranda a metà. Fuori, un cartello: "cedesi attività".
[Carlo Alberto Lentola]
(segnalato da Susanna su facebook)
sabato 2 marzo 2013
Ritmi e parabole
C'è un ritmo nella bruttezza
c'è un ritmo nella bellezza
d'internocase e luci
e parabole senz'ali di sopraelevate.
E in tutto un luogo d'anima
dove il volo è dello sguardo
e il nido il collo di un uomo
il suo odore, buono
il pulsare sordo del suo cuore.
Silvia Messa
1 marzo 2013
C'è un ritmo nella bruttezza
c'è un ritmo nella bellezza
d'internocase e luci
e parabole senz'ali di sopraelevate.
E in tutto un luogo d'anima
dove il volo è dello sguardo
e il nido il collo di un uomo
il suo odore, buono
il pulsare sordo del suo cuore.
Silvia Messa
1 marzo 2013
lunedì 25 febbraio 2013
La sintesi del male italiano è tutta lì: mentre gli altri paesi discutono sulle leggi al momento di stilarle e approvarle e poi fine del discorso, in Italia se ne discute al momento di applicarle.
Totentanz
Totentanz
mercoledì 20 febbraio 2013
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