lunedì 5 novembre 2012

attraversi il Pacifico, fai un colloquio a una ragazza con un curriculum che a Milano le farebbe guadagnare due volte e mezzo quel che prende oggi a Pechino, le chiedi se la sua azienda le dà dei fringe benefit e lei risponde sì, certo, cinque giorni di vacanza all’anno, e ti ritrovi sommerso dall’affascinante e inquietante tsunami dei cinesi che lavorano novanta ore a settimana senza essere Gordon Gekko, e hai a che fare con un signore che senza battere ciglio sborsa trenta milioni di euro per rilevare un esangue marchio di moda italiano tenendone giusto il logo perché al resto ci pensa lui, e Facebook chissenefrega tanto abbiamo Weibo e siamo già in quattrocento milioni e in generale ti pare di sentire intorno a te il vento di quello che temevi potesse essere il futuro e invece è già il presente, allora cominci a pensare che forse dovresti cercare qualche informazione in più sul nuovo Primo Ministro cinese, e che puoi pure risparmiarti la notte in bianco per vedere asinelli blu ed elefanti rossi riempire la cartina dei cinquanta stati

Sir Squonk

domenica 4 novembre 2012

Una di quelle mattine di dolorosa routine gli scivolò una carezza.

da Il mio papà, laflauta

martedì 30 ottobre 2012

Corro e mi piace perché la corsa è onesta.
...
La corsa restituisce quello che le dai.

Calexandrìs

domenica 28 ottobre 2012

Sai come quando compri le verdure e negli odori gratis c’è il sedano e puntualmente dopo giorni lo butti dato che te ne danno una quantità inutile al fabbisogno, e sempre non sai che fartene di quella frutta rimasta solitaria, non mangiata sulla via della putrefazione a meno che non ci sia una riconversione in marmellata express.

Sai come quando ti affacci e guardi s.correre le vite degli altri con il numero pari (perché te non riesci a fare a meno di rimanere dispari) dove tutto sembra corrispondere, rispondere al ruolo di genere, le mamme i mariti i figli e case il lavoro giusto le famiglie sorridi ma poi non capisci quel nido non lo prendi tra le mani perché ti si frantuma tutto.

Sai come quando aspetti l‘autobus e non passa mai il tuo numero, si sale si scende ma attendi... e magari decidi di fartela a piedi, ovvio, il mezzo desiderato ti sfreccia accanto, ma tu sei sempre a piedi, dunque ci rimani sui due piedi (noi alati non portiamo macchina, i piu fortunati al massimo la bici quando non je la fregano)

Sai come quando stai cercando la tua musica nell’aria che vibra e respira e la trovi pure con scale blues e va bene così anche se ti mancano altri 4 bassi (ne desideriamo dodici ultimamente e tutto il resto annoia)

silevainvolo

domenica 21 ottobre 2012


Caro diario, oggi ho fatto un bel giro su una barca che andava a energia solare. Non c'era vento, ma a noi non serviva perché c'era il sole, e nemmeno il succo di dinosauri serviva, sempre perché c'era il sole. Abbiamo visto una regata, ma la regata era ferma e tutti erano arrabbiati perché non c'era vento, ma il sole c'era e se avessero avuto i pannelli solari anche loro avrebbero potuto fare la regata come volevano. Invece sono tornati tutti in porto con le facce scure e bruciando succo di dinosauri.

E allora mi chiedo, perché invece di affannarsi a cercare di superarsi in mezzo al mare - che poi non ho capito superare rispetto a cosa, che c'è solo il mare tutto attorno, e poi non ho neanche capito, se anche arrivi primo: quindi? - perché invece di scalmanarsi e arrabbiarsi per poi tornare a motore, non mettono tutti i pannelli solari sulle loro barche e vanno al largo e fanno il bagno insieme a una che magari si lascia anche baciare e si prendono il sole e si bevono una birra? Questo proprio non riesco mica a capirlo.

http://goo.gl/maps/nK5eb

lunedì 15 ottobre 2012

[arcobaleno]

Bello! Devi seguirlo fino a trovare la pentola d'oro... - Verah

davvero? a me basterebbe anche una padella antiaderente - Nick Lagartijia

domenica 14 ottobre 2012

«Mio zio Alex Vonnegut, un assicuratore che aveva studiato ad Harvard e che abitava al 5033 di North Pennsylvania Street, mi insegnò una cosa molto importante. Disse che quando le cose vanno davvero bene dovremmo fare in modo di accorgecene. Non parlava di grandi trionfi bensì di semplici epifanie: bere una limonata all’ombra in un pomeriggio afoso, sentire il profumo di una panetteria vicina, pescare e fregarsene se si pesca qualcosa o no, ascoltare qualcuno che suona bene il piano nell’appartamento accanto al nostro.
Zio Alex mi suggeriva, in tali occasioni, di dire a voce alta: ‘Se non è bello questo, cosa mai lo è?’».

Kurt Vonnegut, cit. da Paolo Nori