giovedì 8 maggio 2008

L'otto maggio è anche il giorno di nascita di Keith Jarret.
Io, Franco Baresi (con cui condivido anche le iniziali) e Keith Jarret.
E infatti io ho preso un po' di tutti e due.
Suono il piano come Baresi e gioco a calcio come Jarret.
Gasp.

Fab

mercoledì 7 maggio 2008

In viaggio almeno una volta piango disperata, perché ogni rinuncia è insopportabile, e c'è sempre il momento di rinunciare e tornare a casa.

Mafe

martedì 6 maggio 2008



Geek And Poke

- Nella nostra azienda abbiamo assolutamente bisogno di un social software tipo Facebook
- Assolutamente
- ...
- ...
- ...
- Perché?
- Primo: oggigiorno bisogna essere un'impresa 2.0...
- ...
- ...
- ...
- E secondo: voglio sapere quali ragazze sono single qui
- Capito

Ci sono 1000 buoni motivi per l'impresa 2.0

domenica 4 maggio 2008

Io me ne vado dall'Italia.
Me ne vado dall'Italia, dall'Alitalia, dal centro Italia e dalla bassa Italia.
Me ne vado dalla Cisitalia, dalla Farmitalia,
dalla Giovane Italia, dai fratelli d'Italia e dall'Alitalia.
Me ne vado dalla Repubblica Italiana,
dal Divorzio all'italiana, dalla commedia all'italiana, 
dal caffè all'italiana, dai giardini all'italiana,
dal western all'italiana e dalla Notte italiana.
Me ne vado da questo bel paese
di Cittadini al di sopra di ogni sospetto con le Mani sulla città.
Questo paese di ladri e guardie, di Ladri di biciclette,
di Soliti ignoti, di Accattoni,
di Banditi ad Orgosolo, di Gattopardi,
di Ultimi imperatori, di Cadaveri eccellenti.
Me ne vado da questo paese di Mostri di Nuovi Mostri,
di Piovre numero uno numero due numero tre,
di Detenuti in attesa di giudizio.
Me ne vado da questi Italiani brava gente
che si credono Poveri ma belli
e invece sono Brutti, sporchi e cattivi.
Io me ne vado dall'Italia,
viva l'Italia!

remo remotti (post ispirato da una citazione su Internazionale)
Vorrei dirle: «La bellezza c’è ancora
e la difenderemo e ne faremo
dell’altra» – invece dico: «Abbiamo tempo
prima del treno». Penso che ieri
mi ha tenuto per mano – ma era solo
per non perderci nel caos della piazza.

Carlo Molinaro, da Periferie

sabato 3 maggio 2008

dai su, dai, vieni a casa mia.

ti faccio accomodare sul divano un metro x 50 ricoperto di peli, ti preparo un tè star ustionante da tenere in mano che non c'ho il tavolino, ti faccio vedere la mia collezione di cavi ethernet e alimentatori poi ti preparo qualcosa da mangiare col dolceforno che spaccio per cucina. quando ti sarai finalmente rilassato, grazie all'ottimo tavernello del discount, potremmo risalire la scala traballante, stenderci sul futon da 7 cm e sistemarci in modo da non sentire le palanche di legno del soppalco. faremo l'amore, che emozione, ma solo da sdraiati, per non sbattere la testa al soffitto. ti piacerà, lo so, ne sono sicura. un'ultima cosa: quando vai in bagno, siccome non c'era spazio per il bidet, per lavarti ti devi sedere sul water e girare la manopola dell'acqua che troverai alla tua sinistra facendo però attenzione ai colori del rubinetto che sono invertiti.

t'aspetto.

LaCeciarelli

venerdì 2 maggio 2008

E provo a immaginare gli amici, questi amici, a muoversi nel pastrocchio a frittata del mondo scivolato giù dal tavolo: Se lo aspettavano loro, e comunque ridono. E poi si muovono loro, non scivolavano prima (e infatti erano sempre un po' lucidamente sfasati rispetto al mondo in slitta) e si muovono ora, piedi nella catatonica frittata.

narsil