giovedì, febbraio 19, 2004

L'inventore del led blu diventa finalmente ricco

Il ricercatore giapponese aveva ricevuto come premio
dalla sua società solo 150 euro; ora un tribunale ha
deciso un risarcimento di 150 milioni di euro

Deriso e isolato dai colleghi, il ricercatore giapponese
Shuji Nakamura aveva ricevuto dalla sua compagnia, la
Nichia Chemical, la miseria di 20.000 yen (150 euro) per
la sua rivoluzionaria scoperta nel 1993, da Premio
Nobel, del semiconduttore Blu-Led (diodo a emissione
luminosa di colore blu). Ora un tribunale di Tokyo gli
ha riconosciuto, come risarcimento danni per il suo
brevetto 'rubato', ben 20 miliardi di yen, qualcosa come
150 milioni di euro. Esattamente la cifra che
l'inventore, ora docente all'Università Santa Barbara in
California, aveva chiesto.

'In realtà - recita la clamorosa sentenza del tribunale
distrettuale di Tokyo - il querelante avrebbe diritto a
ben 60,4 miliardi di yen (457 milioni di euro). Visto
che ha chiesto solo 20 miliardi, ordiniamo l'immediata
corresponsione dell'intera somma richiesta'.

[...]

La sentenza chiude, almeno per ora, una caso giudiziario
che ha fatto scalpore, in un paese come il Giappone,
adagiato fino a pochi anni fa sul mito del collettivo e
del gruppo come realtà onnicomprensiva dei singoli
individui, ridotti a numeri felici di sacrificarsi per
le esigenze del tutto. Ma che, da alcuni anni, sulla
scia dei cambiamenti sociali, economici e culturali che
hanno messo in crisi il modello dello stato-azienda e
dell'azienda-famiglia riportando a galla l'individuo,
sta assistendo ad un proliferare di casi giudiziari per
violazione dei diritti di proprietà intellettuale.

Proprio il giorno prima della sentenza su Nakamura, un
ex tecnico della grande società elettronica Hitachi,
Seiji Yonezawa, 65 anni, inventore della tecnologia per
la lettura di dati sui DVD e altri dischi ottici, aveva
ottenuto un risarcimento di 163 milioni di yen (1,23
milioni di euro).

Quello che rende clamorosa la sentenza per il Blu-Led
sono l'entità dell'indennizzo, il più alto della storia
in Giappone, la portata dell'invenzione - il
semiconduttore led a emissione luminosa blu è
fondamentale nella tecnologia dei telefoni cellulari,
schermi tv e monitor di computer per la riproduzione dei
colori -, l'eccezionalità del personaggio Nakamura e le
valutazioni del tribunale.

Il giudice, pur sentenziando che il brevetto appartiene
alla società, ha stabilito che almeno la metà dei
proventi goduti dalla Nichia Chemical grazie alla
scoperta, spettino all'inventore. Ben 120,8 sono i
miliardi di yen (poco meno di un miliardo di euro)
finiti nelle casse della società per le royalties;
quindi sono 60,4 i miliardi di yen che dovrebbero essere
pagati a Nakamura. Ridotti a 20, ma solo perché, recita
la sentenza, questa è stata la somma richiesta.

Un piccolo 'infortunio', che non ha scalfito la gioia
dell'inventore. 'Ringrazio il tribunale - ha detto -
perché ha posto un precedente davvero incoraggiante per
chi, come me, è appassionato della ricerca. E che farà,
finalmente, sognare i ragazzi e giovani'.

Finora Nakamura aveva dovuto ingoiare solo rospi. ' Alla
Nichia ho fatto una vita da inferno - ha raccontato di
recente - Ho lavorato come un pazzo per anni, fermandomi
solo un giorno all'anno, a Capodanno. Sono stato
sbeffeggiato e messo in disparte dagli altri, solo
perché arrivavano da un'altra parte dell'isola Shikoku e
non ero come loro, tutti originari dello stesso
villaggio. L'umiliazione maggiore è stata di ricevere la
miseria di 20.000 yen come ricompensa per la mia
scoperta, che tra l'altro sono riuscito ad applicare
industrialmente in poco tempo, quando spesso occorrono
invece decine di anni. E' stata la goccia che ha fatto
traboccare il vaso del risentimento per l'azienda e il
Giappone, una società fatta apposta per tagliare le
gambe a quanti emergono con la loro volontà e
intelligenza'.

Alla fine del 1999 Nakamura ha tagliato i ponti con la
madrepatria, per trovare una nuova vita negli Stati
Uniti. Dove è stato accolto a braccia aperte
all'Università di Santa Barbara in California e ha
ricevuto numerose offerte di lavoro e di consulenza da
imprese americane. Nulla invece dalla miriade di imprese
giapponesi in Usa. In ogni caso l'inventore del Led è di
nuovo a Tokyo, da vincitore. Come prevedeva il titolo,
dal sapore quasi profetico vista la sentenza, di un
recente libro scritto su di lui: ' Nihon wo suteta
otoko, Nihon wo kaeru' (L'uomo che ha rigettato il
Giappone, l'uomo che cambiera' il Giappone).

riportata da Coplin



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